La Marina Militare in campo per la crisi libica e i flussi migratori


21 marzo 2011 15.27

Sin dalle prime ore della crisi libica la Marina Militare ha reso disponibili uomini e mezzi, per integrare l’ampio dispositivo di sorveglianza aerea e navale che agisce nel Canale di Sicilia in rispetto delle risoluzioni ONU nr 1970 e 1973.

La portaeromobili Giuseppe Garibaldi, salpata dal porto di Taranto il 19 marzo, il cacciatorpediniere Andrea Doria e la fregata Euro sono in mare e cooperano con gli enti dell'Aeronatuica Militare per il controllo e la difesa dello spazio aereo nazionale.

A bordo del Garibaldi sono imbarcati 8 jet AV-8B (Harrier II) con compiti di intercettazione e difesa di obiettivi sensibili, 3 elicotteri da pattugliamento marittimo EH-101 e 2 elicotteri AB-212.

Nel Canale di Sicilia sono anche presenti la nave rifornitrice Etna, sede del Comando della Forza Nato SNMG1 (Standing NATO Marittime Group 1), in questo periodo assegnato al Contrammiraglio Gualtiero Mattesi, ed il pattugliatore di squadra Borsini, che sta svolgendo la missione di vigilanza pesca e controllo dei flussi migratori.