Marina Militare
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Nave Maestrale, ultimo ammaina bandiera dopo 33 anni di servizio in Marina Militare

Si è svolta questa mattina a La Spezia la cerimonia con la quale l'unità capoclasse lascia la Flotta.

15 dicembre 2015 Emanuele Bianchi -

​«Nasce come nave molto innovativa che evolve dalla classe Lupo e trova in questo tipo di nave un equilibrio tra sistemi d'arma, dimensioni e prestazioni, combinate a una manegevolezza straordinaria che consente a questa nave di manovrare con la precisione di un motoscafo.». Questa, nelle parole del Capo di Stato Maggiore, ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi, la descrizione di Nave Maestrale nel corso della cerimonia di questa mattina per celebrare a La Spezia l’ultimo ammaina bandiera della fregata, una delle unità più attive nella storia recente della Marina Militare, avviata al disarmo dopo 33 anni di servizio.

Un pensionamento programmato dell’unità, la prima di otto gemelle dell’omonima classe, anche detta classe “venti”, che oggi lascia il servizio, nell’ottica di un generale rinnovo della flotta della Forza Armata.

Tra ottobre e novembre la nave ha svolto la sua ultima campagna, toccando i principali porti del Paese, per salutare gli Italiani e sensibilizzare il pubblico, soprattutto i giovani, sulla cultura del mare e la salvaguardia ambientale, oltre che per promuovere la raccolta fondi di Telethon, la fondazione che sostiene la ricerca scientifica, per trovare cure a malattie rare.

Grande la commozione dell'equipaggio e del Comandante, capitano di fregata Giuseppe Rizzi durante la cerimonia, quando la bandiera di combattimento dell'unità è stata consegnata nelle mani del Capo di Stato Maggiore della Marina, per essere deposta definitivamente al Vittoriano a Roma, al Sacrario delle bandiere.

Durante il suo intervento il Capo di Stato Maggiore ha tenuto a sottolineare "quanto sia fondamentale avere forte consapevolezza del destino marittimo dell'Italia per la sicurezza e la prosperità futura", richiamando il fatto che Nave Maestrale debba essere sostituita insieme alle altre cinquanta unità che saranno dismesse da qui al prossimo decennio.

«La nostra nazione dipende integralmente per la sicurezza e la sua prosperità dalla fruizione del mare – ha proseguito il capo di Stato Maggiore -. L’Italia ha una flotta mercantile tra le più importanti del mondo, nel Mediterraneo passa più dell’85% dell'energia che viene in Italia e in generale la grandissima maggioranza dei beni che in Italia vengono lavorati ed esportati». Per questo motivo è indispensabile che l'Italia abbia una marina che si confronti con le altre del Mediterraneo in posizione di guida e leadership.

Nella sua lunga vita nave Maestrale ha percorso quasi 600.000 miglia, navigato per 42.395 ore di moto, 15 volte la circumnavigazione della Terra percorrendo l’equatore.

Progettata in seguito all’approvazione della legge navale del 1975, viene varata il 2 febbraio 1981 nei Cantieri Navali Riuniti a Riva Trigoso (Genova).

La fregata missilistica Maestrale entra a far parte della flotta della Marina Militare italiana il 18 febbraio 1982; il 19 Marzo dello stesso anno si inserisce nella 1^ Divisione Navale e il 5 febbraio 1983 riceve la bandiera di combattimento dall’Associazione Marinai d’Italia di Firenze.
Dopo un periodo di prove e il conseguimento della capacità di "unità pronta per missione" nel 1984 il Maestrale inizia un intenso periodo di attività addestrativa nazionale e NATO. Nel contempo, per promuovere l’industria nazionale della Difesa all’estero, l’unità effettua anche alcune campagne estive in varie aree del mondo, come ambasciatrice della cultura e della cantieristica italiana.
Nell’aprile del 1991, la nave partecipa alla sua prima missione internazionale. Il contesto è quello post-bellico della guerra del Golfo (terminata nel febbraio 1991) e l’avvio della missione nazionale “Golfo Persico 2”: l’unità viene impiegata per 5 mesi a supporto dei cacciamine italiani designati per le operazioni di bonifica delle acque minate dalle Forze Armate Irachene per interdire l’accesso ai porti kuwaitiani dalle petroliere occidentali.
In seguito, Nave Maestrale è impiegata in Mar Adriatico in tre distinti periodi per far rispettare le sanzioni imposte dall’ONU, nei confronti dell’ex Jugoslavia.
Il finire degli anni ’90, caratterizzato dall’instabilità dell’area balcanica e dall’incremento dei flussi migratori nel canale d’Otranto vede il coinvolgimento di Nave Maestrale nelle periodiche attività di pattugliamento nell’area.
Con l’attentato alle Torri Gemelle, comincia, anche per la Marina Militare Italiana, l’impegno nella lotta al terrorismo internazionale. Nave Maestrale, insieme al cacciatorpediniere Luigi Durand De La Penne, è dislocata in Mar Arabico; le due navi si uniscono alla coalizione a guida statunitense dal gennaio al giugno 2002, prendendo parte all’operazione Enduring Freedom.
Nell’aprile dell’anno successivo l’Unità viene assegnata alla STANAVFORMED (STAnding NAVal FORce MEDiterranean), dispositivo navale permanente di reazione rapida della NATO impiegato in Mar Mediterraneo e, in seguito, all’SNMG2 (Standing NATO Maritime Group), dispositivo Navale dell’Alleanza Atlantica, che rappresenta l’evoluzione della STANAVFORMED.
Nel 2009, Nave Maestrale è la prima unità della Marina Militare a prender parte a una missione antipirateria. L’unità è impiegata per il pattugliamento e la scorta al traffico mercantile, all’interno del bacino somalo e del golfo di Aden. Si tratta dell’operazione Atalanta, sotto la guida dell’Unione Europea: durante la missione, nave Maestrale, riesce a sventare l’attacco di uno skiff contro il mercantile italiano Maria K, traendo in arresto 9 pirati.
Dall’ottobre 2013 al marzo 2014 l’unità ha fatto parte in 5 occasioni del dispositivo aeronavale operante a sud e ad est delle coste siciliane nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, per la salvaguardia della vita umana in mare e il contrasto al traffico illegale di esseri umani, partecipando a diversi eventi SAR, in soccorso d’imbarcazioni di migranti, traendo in salvo e assistendo migliaia di naufraghi.

Nave Maestrale ha rappresentato uno straordinario esempio di efficienza e avanguardia tecnologica del made in Italy, caratterizzata da una straordinaria capacità propulsiva, evoluti sistemi d’armamento e un apparato di comunicazione integrato molto sofisticato. L’Unità è equipaggiata con un apparato propulsivo di tipo CODOG (COmbined Diesel Or Gas), 2 motori termici principali della ditta GMT (Grandi Motori Trieste), per le andature di crociera e 2 turbine a gas (FIAT Avio LM 2500), è capace di raggiungere 30 nodi di velocità, sviluppando una potenza complessiva pari a 50 mila cavalli. Il cuore operativo dell’Unità è rappresentato dal SADOC (Sistema Automatico Dati Operativi di Combattimento) di progettazione e realizzazione italiana. I terminali del sistema di Combattimento sono i sensori e i sistemi d’arma.
Per la scoperta di contatti di superficie e aerei sono impiegati radar di scoperta di superficie MM/SPS 702 e di scoperta aerea bidimensionale MM/SPS 774. A questi sistemi di tipo attivo, si affianca il sistema passivo di Guerra Elettronica MM/SLQ 746, per l’intercettazione elettromagnetica. L’Unità è anche equipaggiata con un radar di navigazione di tipo commerciale, MM/SPN 753 integrato e interfacciato con la cartografia elettronica. Per la scoperta subacquea, Nave Maestrale è equipaggiata con un sistema sonar DE 1164, composto da un trasduttore a scafo e un sensore a profondità variabile (VDT – Variable Depth Transducer), entrambi funzionanti in media frequenza.
Il sistema d’arma impiega impianti di artiglieria, sistemi missilistici, lancia siluri e lanciarazzi, anche questi frutto dell’industria nazionale; l’unità è equipaggiata con un cannone Oto 127/54 per il tiro anti nave e contro costa e due impianti binati Breda 40/70 compatti, per la difesa di punto. Come sistemi missilistici l’unità è dotata di un lanciatore Albatros, in grado di lanciare missili antiaerei e anti missile di tipo Aspide. A questo si aggiungono 4 rampe per il lancio di missili anti nave Teseo Otomat Mk2. I due lanciarazzi in dotazione sono equipaggiati con razzi (MRC – Medium Range Chaff) e illuminanti (LRI – Long Range Illuminator) da 105 mm. Infine vi sono due lancia siluri trinati MK 32 in grado di lanciare siluri MK46 e MU90.
Per le comunicazioni il Maestrale è dotato sia di apparati di comunicazioni convenzionali, sia dei più moderni sistemi satellitari.

Un ulteriore ausilio operativo dell’unità è rappresentato dall’elicottero. Il Maestrale può imbarcare e ricoverare in hangar fino a 2 elicotteri AB212.

Il Maestrale rappresenta quindi un’eccellenza della cantieristica navale italiana che va a riposo in attesa che nuove navi possano ringiovanire la flotta per garantire la difesa del Paese e far fronte alle emergenze e alle nuove minacce che insidiano gli equilibri geopolitici globali.

In conclusione il Capo di Stato Maggiore ha rivolto un pensiero agli uomini e alle donne che compongono gli equipaggi della Marina Militare: «L’augurio per tutti voi è che presto possiate navigare a bordo di navi che siano degne delle vostre capacità, professionalità, del vostro entusiasmo, che siano all’altezza di ciò che ha fatto il Maestrale e dei compiti che la Nazione dovrà affidargli».

Ben fatto Maestrale. Grazie per tutto quello che hai fatto per il Paese.