Marina Militare
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Urania e Danaide: ultimo ammaina delle bandiere di combattimento


La cerimonia è stata presieduta dal Comandante in Capo della Squadra Navale

11 marzo 2016 Paolo Pucci -

Ieri, 10 marzo alle 11.00, alla banchina Tullio Marcon di Augusta, le due bandiere di combattimento di nave Urania e nave Danaide sono state ammainate per l’ultima volta, salutate da 21 salve di cannone.

Le insegne più alte e nobili della nostra Patria, vessilli che hanno consacrato al servizio delle istituzioni e della collettività le due corvette in tutta la loro vita operativa, sono sbarcate per essere consegnate dall’ultimo comandante delle due unità, tenente di vascello Fausto Marletta, nelle mani dell’ammiraglio Filippo Maria Foffi, Comandante in Capo della Squadra Navale, che le ha riposte nei rispettivi cofani per essere conservate nel museo Sacrario delle bandiere presso l’Altare della Patria, a Roma.

Nel suo intervento, il comandante Marletta ha ricordato che le corvette Urania e Danaide hanno navigato, nel corso della loro vita operativa, percorrendo una distanza equivalente a circa 36 volte la circumnavigazione del globo terrestre, operando per lo più in missioni di pattugliamento, sorveglianza e difesa costiera, in supporto alla Scuola di Comando Navale e in attività di cooperazione internazionale con le marine del Mediterraneo. Ha quindi ringraziato tutti gli uomini e le donne degli equipaggi di ieri e di oggi “per quanto fatto e per come lo hanno fatto, interpretando le più alte tradizioni della Marina Militare”, nonché “tutti i comandanti che mi hanno preceduto, che ringrazio per essere oggi qui presenti a condividere con me i sentimenti forti che ci legano a queste splendide navi, che porteremo sempre nel cuore”.

L’ammiraglio Foffi ha quindi preso la parola “con questa solenne cerimonia rendiamo il nostro riconoscente omaggio alle corvette Danaide e Urania che, nel loro diuturno, operoso e silenzioso lavoro, hanno servito la nazione e sono state, in questi anni, protagoniste attive nella storia della nostra marina e, più in generale, dell’Italia nel Mediterraneo. Per questo motivo la loro uscita dalla Squadra Navale non sarà irrilevante. La Marina e l’Italia, da oggi, perderanno altre due preziose sentinelle nel bacino del Mediterraneo”, continuando “con l'uscita di linea di queste due unità navali, che si aggiungono alle già radiate corvette Minerva e Sibilla, e alle altre fregate della classe Maestrale, continua purtroppo, in modo inesorabile, il progressivo processo di sensibile ridimensionamento dei mezzi della Marina Militare, che vedrà nei prossimi anni la radiazione della maggior parte delle unità navali attualmente in servizio”.

“Questa tendenza negativa - ha proseguito l’Ammiraglio - sarà parzialmente mitigata dalla prima parte del programma di ammodernamento e rinnovamento della flotta, che è già in piena fase attuativa. I lavori di realizzazione dei dieci innovativi e modernissimi pattugliatori polivalenti d’altura, di una nave anfibia e della nuova nave rifornitrice di squadra, avviati grazie a recenti interventi di finanziamento straordinario operati dal parlamento e dal governo, stanno già producendo positivi effetti anche per la tutela, la valorizzazione e il rilancio della cantieristica nazionale".

L’ammiraglio Foffi ha quindi concluso “con l’auspicio di vedere in futuro altre splendide navi tornare a solcare i mari come stoicamente hanno fatto le corvette della classe Minerva, ringrazio nuovamente gli equipaggi e tutti i comandanti di queste due gloriose unità navali”.
Nave Urania e nave Danaide saranno radiate dal Quadro del Naviglio Militare dello Stato il 31 marzo 2016 e, contestualmente, cedute alla Fincantieri per ricondizionamento e vendita alla Guardia Costiera bengalese”.