Marina Militare
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Gli interessi marittimi nazionali e il nuovo strumento navale


Questo pomeriggio, a Palazzo Marina l'incontro per la presentazione di uno speciale X-tra della Rivista Italiana Difesa (RID)

20 giugno 2016 Redazione Web -

Si è svolto questo pomeriggio, nella biblioteca storica di Palazzo Marina a Roma, un incontro dal titolo “Interessi marittimi nazionali ed il nuovo strumento navale” e la presentazione del numero speciale di “X-trà” della Rivista Italiana Difesa (RID).

Il progetto realizzato con la Marina Militare è dedicato alle nuovi costruzioni navali della Marina.

Ha aperto i lavori il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, che ha parlato del ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo.

“Il mare viene utilizzato sempre di più dall'economia globale, a partire dal trasporto di materie prime allo sfruttamento delle risorse energetiche. Sul Mediterraneo viaggia il 19 per cento del traffico marittimo, il 30 per cento di quello globale di petrolio e il 65 per cento delle risorse energetiche dirette in Europa. L'Italia però deve guardare al Mediterraneo allargato e garantire la sicurezza e stabilità anche dei tratti di mare che garantiscono l'accesso al Mare Nostrum, come lo stretto di Bab el Mandeb, la porta di accesso al Mar Rosso dall'Oceano Indiano, dove viaggia tutto il traffico diretto verso Suez e il Mediterraneo.

La Marina è presente nel Mediterraneo allargato dalla prima guerra del golfo fino ai giorni nostri, con le operazioni di contrasto della pirateria. E' importante, per evitare che le rotte commerciali evitino Suez e il Mediterraneo, circumnavigando l'Africa”.

In tale contesto l’Italia – proiettata con i suoi 8.000 chilometri di costa al centro del bacino del Mediterraneo – presenta una frontiera terrestre sicura a nord con i Paesi europei e una “frontiera liquida”, aperta a sud, e costituisce l’anello di raccordo tra l’Europa, l’Africa e il vicino Oriente, proponendosi,  per posizione geografica, cultura e storia – quale referente naturale per i paesi nord-africani e mediorientali.

In tale prospettiva emerge la rilevanza della Marina Militare, elemento abilitante primario per consentire all’Italia di assumere – sin dal tempo di pace – un ruolo da protagonista nel mantenimento dell’equilibrio in Mediterraneo, a tutela della stabilità dell’area e dei diritti umani nella regione, nonché dei vitali interessi nazionali.

Ciò richiede al Paese di disporre di uno strumento marittimo credibile, efficace, adeguatamente dimensionato e dotato di tutte le capacità necessarie a garantire l’assunzione di tale responsabilità.

La gamma dei compiti che la Marina deve assolvere è ampia e diversificata e richiede la disponibilità di uno strumento qualitativamente e quantitativamente bilanciato in tutte le sue componenti e pienamente interoperabile con le Marine Alleate.

Il Programma navale d’emergenza scongiurerà la scomparsa della Flotta e garantirà al Paese una Marina ridotta ma bilanciata, a sostegno degli interessi marittimi nazionali.

“Questa situazione delinea la "forma" dello strumento navale che serve alla Marina, diverso dalla classe Maestrale, che era dotata di navi più piccole, non pensate per l'oceano.

Il programma navale d'emergenza era articolato in una spesa di 10 miliardi, ridotti a 5.5 per 10 pattugliatori, tre ancora da finanziare e sette già a contratto, una di supporto logistico, una nuova nave anfibia e due unità minori, di supporto alle forze speciali”.

Lo speciale Extra di RID è dedicato al nuovo strumento navale, con un focus sul Programma Navale d’Emergenza e i nuovi Pattugliatori Polivalenti d’Altura.

All'incontro sono intervenuti il dott. Pietro Batacchi – Direttore Responsabile di RID,  l'ing. Eugenio Po – Capo Servizio di RID, il prof. Germano Dottori – Docente Studi Strategici, LUISS Guido Carli, e Franco Lazzari – Direttore Generale di RID.

Guarda il video del rendering del nuovo Pattuglitore Polivalente d'Altura: