Marina Militare
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Operazione Mare Sicuro, un nuovo Comandante, una nuova flagship


Il contrammiraglio Maffeis a bordo del Margottini rileva il contrammiraglio Vitiello sul Bergamini

20 giugno 2016 Antonio Dell'Anna -

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Il contrammiraglio Salvatore Vitiello, dopo quattro mesi, lascia il comando dell'operazione Mare Sicuro al contrammiraglio Alberto Maffeis. Il momento sancisce anche l'avvicendamento dell'unità di bandiera dell'operazione. Nave Carlo Bergamini, rilevata dal Carlo Margottini.

Di fronte agli equipaggi delle due fregate, l'ammiraglio di squadra Filippo Maria Foffi, Comandante in Capo della Squadra Navale, ha voluto sottolineare l'importanza della missione svolta dagli uomini e donne della Marina nel Mediterraneo Centrale. "La reazione veloce, complessa e combinata di navi, elicotteri e imbarcazioni, la generosità, dei marinai che si sono addirittura tuffati in mare, ha significato la salvezza di un numero elevatissimo di esseri umani che avevano il diritto di sognare una vita migliore e voi siete stati lo strumento perché tutto ciò potesse accadere"; sono le parole dell'ammiraglio Foffi e il riferimento va al tragico evento del 25 maggio, le cui immagini hanno raccontato di un naufragio che solo la tempestività di intervento di nave Bergamini e nave Bettica ha evitato un epilogo tragico anche se, purtroppo, si sono registrati diversi dispersi e cinque salme recuperate.

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Ventidue navi e circa 2900 marinai si sono avvicendati nel periodo di comando dell'ammiraglio Vitiello. Equipaggi composti da uomini e donne provenienti dalla squadra navale, dalla Brigata Marina San Marco, dalle forze aeree e dal comando subacqueo incursori, tutti perfettamente  integrati con una presenza giornaliera in mare continuativa media di circa 800 persone. Quattro mesi per un totale di 15.800 ore di moto, cui si aggiungono 390 ore di volo degli elicotteri imbarcati, che hanno portato a termine 88 eventi di soccorso su natanti con migranti in pericolo di vita  (81 gommoni e 7 barconi) pari a 14.544 naufraghi tratti in salvo. Ma l'operazione Mare Sicuro è anche e soprattutto tutela e sicurezza degli interessi nazionali che ha visto le navi del dispositivo impegnate quotidianamente nella sorveglianza e protezione continua di una media di 20 pescherecci italiani presenti in aree a rischio, quali quella a nord di Misurata e a nord di Bengasi. Sono state "visitate" sette unità navali in transito nell'area, tra mercantili e pescherecci, con atteggiamento sospetto e non è mai mancata la protezione alle piattaforme di interesse nazionale.

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