Marina Militare
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Nave Aviere al comando del Task Group 440.03 dell'operazione Nato Sea Guardian


La NATO Sea Guardian, annunciata al Summit di Varsavia lo scorso luglio 2016, è una nuova operazione di Maritime Security in Mediterraneo, diretta dal Comando della Componente Marittima della NATO  (MARCOM) con sede a  Northwood

9 novembre 2016 Donato Mancini -

Lo scorso ​5 novembre, nave Aviere ha assunto il comando del Task Group 440.03 - composto dalla stessa unità e da altre due fregate messe a disposizione dalla Turchia e della Bulgaria - nell’ambito della nuova Operazione NATO “Sea Guardian”.
Nella stessa giornata, presso il Nato Maritime Interdiction Operational Training Center (NMIOTC) della base NATO di Souda a Creta, si è tenuta la riunione di coordinamento della nuova operazione di Maritime Security in Mediterraneo - “Sea Guardian” (OSG) - condotta dai rappresentanti del Comando della Componente Marittima della NATO (MARCOM) a favore degli staff delle unità partecipanti, per delineare, nel dettaglio, i concetti operativi e le linee guida di questa operazione di contrasto alla minaccia terroristica e sorveglianza marittima (Maritime Situational Awareness) nel Mar Mediterraneo orientale.

La NATO Sea Guardian, annunciata al Summit di Varsavia lo scorso luglio 2016, è una nuova operazione di Maritime Security in Mediterraneo. Diretta dal Comando della Componente Marittima della NATO  (MARCOM) con sede a  Northwood, ha lo scopo di migliorare la difesa europea e la sicurezza collettiva nell’area mediterranea, attraverso un maggiore coordinamento con l’operaziouone Eunavformed - Sophia, sfruttando le peculiarità di ciascuna organizzazione in un’ottica di complementarietà d’azione.

Nave Aviere, al comando del capitano di fregata Alessandro Romano, e le altre unità partecipanti all’operazione, svolgeranno compiti di sicurezza marittima per garantire la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse (Maritime Situational Awareness) e il contrasto alla minaccia terroristica. Saranno inoltre coinvolte in attività addestrative a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime Security Capacity-Building) e, se necessario, potranno svolgere compiti di tutela della libertà di navigazione, di interdizione marittima, di contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e di protezione delle infrastrutture sensibili.