Marina Militare
Skip Navigation LinksHome page > Notiziario della Marina online

Il libro dell’anima. Testimone di un eroe d’altri tempi


Un libro della memoria al centro dell’incontro svoltosi il 15 giugno a Palazzo Marina tra il Capo di Stato Maggiore della Marina e la sig.ra Enza, vedova dell’ammiraglio (ris.) Piero Cersini

16 giugno 2017 Antonio Dell'Anna -

​Un libro posto accanto ad una cuccetta a bordo della torpediniera Circe, sfiorato da un proietto inesploso che ne brucia parte della copertina, è al centro dell’incontro che si è svolto giovedì 15 giugno a Palazzo Marina tra il Capo di Stato Maggiore della Marina e la Sig.ra Enza, vedova dell’ammiraglio (ris.) Piero Cersini, ufficiale di Marina, sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, ultimo Presidente di Mariponave, che nel corso della sua vita si è prodigato per diffondere i valori di Patria e patriottismo che hanno caratterizzato gli anni più giovani del suo vissuto, durante la guerra, a bordo delle navi militari nel Mediterraneo, contro gli inglesi.

Piero Cersini è stato un sottotenente di vascello del secondo corso Preliminare Navale, imbarcato su nave Cavour, nave Circe e nave Impetuoso. Ha partecipato a diverse azioni di combattimento nel Mediterraneo contro i convogli inglesi. Era a bordo del Circe quando nel 1941, insieme alla gemella Vega, affrontarono un convoglio inglese. Ebbero la peggio. Il Vega venne affondato e il Circe; danneggiato da alcune schegge e da un proietto inesploso. Una battaglia che però cambiò le sorti degli eventi successivi perché costrinse gli inglesi ad alterare rotte e orari per evitare gli italiani. Decisione che invece li portò proprio incontro agli italiani che ebbero la meglio abbattendo un aereo e danneggiando l’Illustrius. Il Circe partecipò a 79 missioni affondando direttamente ben tre navi inglesi. Purtroppo una manovra sbagliata nel novembre del ’42 la portò ad essere speronata e spezzata in due dalla motonave - amica - Città di Tunisi che non poté evitare l’impatto.

circe.jpg

Piero Cersini è stato decorato di Croce di Guerra al Valore Militare per essersi reso protagonista nella “notte di Taranto” quando, al suo primo imbarco e giovanissimo guardiamarina, si prodigò a bordo del Cavour per portare in salvo i compagni rimasti feriti dal bombardamento aereo.

Finita la guerra, nel 1959, gli ufficiali del secondo corso preliminare navale in uno dei tanti raduni annuali ebbero l’idea di fondare una associazione che radunasse tutti gli Ufficiali di tutti i corsi “Preliminari Navali”. Fu un successo di adesioni. L’associazione si chiamò MariPoNave, un acronimo che indicava l’appartenenza alla Marina “Mari”, e ai corsi Preliminari “Po” Navali “Nave” dai nomi assegnati alle lettere P e N dell’allora alfabeto delle Bandiere poi sostituito da quello Nato.

Di corsi Preliminari Navali se ne sono tenuti solo nove. Istituiti nel 1937 si sono interrotti l’8 settembre 1943, il giorno dell’Armistizio, e diversi ufficiali, che avevano appena iniziato il nono corso, furono deportati in Germania. Sono stati formati e promossi 2033 Ufficiali PN di cui 211 sono caduti in guerra mentre 29 sono rimasti invalidi. Nove sono stati promossi per merito, 2 decorati di medaglia d’oro, 74 di medaglia d’argento e 105 di medaglia di bronzo al valor militare. Sono 65 gli insigniti di croce di guerra al valor militare e 15 gli iscritti nel ruolo d’onore.

Mariponave è stata sempre presente al fianco della Marina Militare. Nel 1967 donò la Bandiera di Combattimento a nave Visentini e nel 1990 a Nave Cassiopea. Nel 1985 Piero Cersini, Capitano di Vascello della riserva, venne eletto Presidente di Mariponave. Nel 1994 fu promosso Contrammiraglio della riserva e nel 2013 consegnò l’intero patrimonio culturale e storico di Mariponave all’Associazione Marinai d’Italia.

Classe 1914, Piero Cersini sì è estinto all’età di 101 anni il 13 gennaio 2015. La signora Enza, incontrando il Capo di Stato Maggiore della Marina, ha voluto lasciare una testimonianza concreta della vita del marito, quel libro sfiorato e bruciato da un proietto inesploso accompagnato da un crest di Mariponave, vero e autentico simbolo di uomini che hanno saputo custodire e tramandare i valori più importanti di un'Italia unica e indivisibile per la quale erano disposti a donare tutto, anche se stessi fino all’estremo sacrificio.