Marina Militare
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La spedizione polare del Duca degli Abruzzi, 1899-1900, su nave Stella Polare

La scoperta geografica che delineò i confini sconosciuti del nostro pianeta.

7 luglio 2017 Nicola Hazidimitriou -

 

Questo articolo é il risultato del percorso formativo di alternanza scuola-lavoro a favore dei giovani studenti dell' Istituto d'Istruzione Superiore "G. De Sanctis" di Roma con l' Ufficio Storico della Marina Militare.

Un'opportunità che arricchisce gli studenti e supporta la divulgazione dell'enorme patrimonio storico-culturale e iconografico della Marina Militare.

     

La Stella Polare nel mare Artico 

La scoperta geografica che delineò i confini sconosciuti del nostro pianeta.

In seguito alla prima circumnavigazione del globo, effettuata dalla Piro-corvetta Magenta, al fine di continuare a promuovere gli interessi nazionali, si iniziarono ad intraprendere le prime esplorazioni verso i poli della terra per ricerche scientifiche. Tra queste spedizioni, come non annoverare tra le più importanti l'impresa compiuta dal coraggioso equipaggio di 9 norvegesi ed 11 italiani?

L'impresa, partita il 12 giugno del 1899 dalla città di Kristiania (l'attuale Oslo) con il piroscafo Jason, costruito in Norvegia nel 1883  (successivamente ribattezzato con il nome di Stella Polare), è ancora oggi ricordata per lo straordinario obiettivo, all'epoca,  raggiunto. La nave, uno scafo di legno di 1289 tonnellate e una macchina motrice di 350 cavalli di forza, capitanata da Luigi di Savoia. Quest'ultimo, nato a Madrid il 29 gennaio 1873, entrò all'accademia navale di Livorno e, ricevuto nel 1890 il titolo di Duca degli Abruzzi, accrebbe la propria fama per aver raggiunto a mezzogiorno del 25 Aprile 1900 la latitudine di 86°, 33', 49", il punto più avanzato raggiunto fino a quel momento.

Dopo la pericolosa e difficile navigazione nel mare glaciale il 7 agosto 1899 il piroscafo entrò nella baia di Teplitz, per poi successivamente proseguire con le slitte. Come previsto l'impresa si prospettò ardua; lo stesso Piroscafo Jason, rimasto come stazione di partenza, riportò ingenti danni causati dalla pressione esercitata dai ghiacci sullo scafo. Il Natale dello stesso anno infatti al Duca capitò di subire il congelamento di due dita della mano sinistra che gli dovettero essere parzialmente amputate, obbligando la delegazione del comando delle slitte al comandante Umberto Cagni il quale non fu tuttavia esente da menomazioni in quanto anche egli perse un dito della mano destra.

    Nella foto: (Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi, 1873-1933)

L'11 Marzo del 1900, dopo aver radunato i viveri necessari per sostenere l'impresa, Cagni poté finalmente mettersi in viaggio con 13 slitte e passati 20 giorni di marcia il dott. Cavalli-Molinelli, superato da poco l'83° parallelo con il suo gruppo, si distaccò per riuscire solo dopo 24 giorni di travagliate peripezie a tornare alla baia.

I restanti 4 uomini proseguirono strenuamente con la loro missione e finalmente il 25 aprile 1900 il comandante Cagni riuscì nell'impresa di toccare l'86° 33' 49" (presso il 65° meridiano di Greenwich) dove i quattro prodi italiani piantarono commossi la bandiera tricolore della nazione unita.

Il 15 Agosto 1900 la Stella Polare cominciò finalmente il viaggio di ritorno riuscendo l'11 settembre 1900 a tornare a Kristiania. In seguito a tali eventi il piroscafo Stella Polare venne donato alla Regia Marina che il 18 novembre 1900 lo armò, affidandone il comando al tenente di vascello Roberto Lubelli prima di concluderne la gloriosa navigazione ritornando a La Spezia il 26 Gennaio 1901.

Anche la Marina Italiana dal canto suo volle manifestare la sua grande e profonda ammirazione per la gloria acquistata dalla patria offrendo nel 1903 uno scudo d'argento al giovane principe. 

(G. Bernardi, G. Campita, L.Conti, M. Costantini, B. Di Bella, M. Di Marziantonio, S. Fragano, A. Mezzetti, B. Turani).  


(Itinerario schematico della spedizione del Duca degli Abruzzi,1899-1900)