Marina Militare
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Nave Italia ospita a bordo i ragazzi dell'associazione culturale "Artelier"


Sfidando le condizioni meteorologiche non sempre favorevoli, i "novelli argonauti" - così si chiama il progetto da loro realizzato - hanno vissuto un'esperienza unica assieme al personale della Marina Militare

13 settembre 2017 Cosimo Giovinazzi -

Si è conclusa i giorni scorsi la sedicesima tappa della campagna estiva di Nave Italia, che del 5 al 9 settembre ha visto impegnati i giovani dell'associazione clinico culturale Artelier.

Sfidando le condizioni meteorologiche non sempre favorevoli, i "novelli argonauti" - così si chiama il progetto da loro realizzato - hanno vissuto un'esperienza unica, a partire dall'affetto e calore umano ricevuto dal personale della Marina Militare, tradizionalmente capace di far sentire utile ogni membro dell'equipaggio. I nuovi arrivati sono stati da subito aiutati a superare le loro paure, responsabilizzandoli a svolgere in autonomia i compiti assegnati, con la consapevolezza che ognuno è necessario per il successo della missione.

Con questo spirito tutti i ragazzi si sono dedicati con ogni energia alle attività di bordo, integrando, e in alcuni casi sostituendo, i membri dell'equipaggio nello svolgimento delle mansioni di bordo.

Come ha avuto modo di spiegare Irene - tecnico della riabilitazione psichiatrica che opera nel centro diurno di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza dell'associazione Artelier - né i ragazzi né gli operatori sanno cosa aspettarsi da questa esperienza e, insieme al temuto mal di mare, tutti insieme condividono tra le preoccupazioni pre-partenza quella di vivere non più con "i piedi per terra" ma su una nave in movimento, tra onde e cielo.

Condivisione di ritmi, regole, emozioni e obiettivi, in un susseguirsi di curiosità dove l'entusiasmo non ha fatto che alimentarsi durante il viaggio, lasciando spazio ad un naturale ed efficace adattamento alla vita di mare. I ritmi regolati e la necessità di dar vita e forma ad un unico equipaggio di giovani, operatori e personale della Marina Militare, hanno permesso il rapido adattamento al nuovo stile di vita, presupposto indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

"Prima il dovere poi il piacere, nessuno escluso" hanno ripetuto più volte i marinai. Posto di lavaggio, corvè in cucina, attività nautica e marinaresca: grazie alla metodologia rigorosa, anche durante i momenti di svago non ci si sottraeva dalla responsabilità e dalla consapevolezza di essere parte integrante di un unico sistema. Collaborazione e coordinazione di un'unica squadra vissuta nel rispetto dei singoli, di cui si è riusciti a valorizzare la soggettività, in un'ottica di accoglienza della diversità che su nave Italia è risorsa preziosa.

L'imprevedibilità e la necessità di adattamento alle condizioni in continuo mutamento, proprie di un viaggio avventuroso come quello appena concluso dai 'novelli argonauti di nave Italia', si sono rivelate come veri punti focali del progetto, permettendo ai ragazzi di concludere nel migliore dei modi questa traversata che li ha portati fino all'isola d'Elba e ritorno, conquistando il mitologico "vello d'oro" rappresentato dalla consapevolezza di essere diventati dei veri Marinai.