Marina Militare
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L'Istituto Idrografico della Marina ospita il 30° incontro dello SCUFN


Lo SCUFN è una delle tre commissioni all’interno del progetto GEBCO (General Bathymetric Chart of the Oceans), nato nel 1903 sotto la guida di Alberto I di Monaco

10 ottobre 2017 Annamaria Biavasco -

​Nella prima settimana di ottobre si è aperto a Genova il 30° incontro del Sub-Committee on Undersea Feature Names (SCUFN), l’organismo internazionale preposto a dare un nome alle strutture geologiche sottomarine, come le fosse oceaniche, i canyon e i seamount.

Lo SCUFN è una delle tre commissioni all’interno del progetto General Bathymetric Chart of the Oceans (GEBCO), nato nel 1903 sotto la guida di Alberto I di Monaco. Composto da 12 scienziati ed esperti civili e militari di ogni parte del mondo, il Sub-committee si riunisce una volta all’anno per stabilire i nomi da attribuire alle particolarità dei fondali marini, stilare linee guida uniformi riconosciute a livello internazionale e mantenere aggiornata la Gazetteer, la banca dati di tutti i nomi selezionati.

Uno dei dodici esperti è italiano: la prof Roberta Ivaldi, docente di geologia marina all’Istituto Idrografico della Marina. «Il vostro lavoro è strategico per la realizzazione dell’ambizioso obiettivo che si è preposto il GEBCO, ovvero realizzare la mappatura completa di tutti i fondali del mondo entro il 2030» ha dichiarato il comandante Luigi Sinapi, direttore dell’Istituto Idrografico della Marina, all’apertura dei lavori.

Il meeting, svoltosi dal 2 al 6 ottobre, è stato caratterizzato da un’agenda molto fitta. Due le visite offerte ai partecipanti dall’Istituto Idrografico della Marina: un breve tour nella storica sede di Forte San Giorgio e un’esclusiva ascesa in cima alla Lanterna, il faro simbolo della città di Genova.