Marina Militare
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Museo Navigante. La valorizzazione del patrimonio marittimo italiano


Approda a Gallipoli la suggestiva goletta Oloferne. Sono stati coinvolti gli Istituti Scolastici secondari e Superiori della città ed anche quelli della vicina città di Nardò

8 febbraio 2018 Antonio Tasca -

​Approda a Gallipoli la suggestiva goletta Oloferne per promuovere la cultura del mare e le bellezze del territorio, iniziativa promossa dal Mu.MA-Galata di Genova, il Museo della Marineria di Cesenatico, l’associazione La Nave di Carta della Spezia e l’AMMM-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e l’adesione della Marina Militare e della Guardia Costiera. A Gallipoli per il Museo Navigante sono stati coinvolti gli Istituti Scolastici secondari e Superiori della città tra cui il Liceo Quinto Ennio e l’IISS Amerigo Vespucci ed anche quelli della vicina città di Nardò. A partire dalle ore  9 del 6 febbraio, laboratori e workshop hanno coinvolto gli studenti nei vari contenitori culturali del centro storico.

Un’iniziativa che  mira a rafforzare la  tradizione marinara della città e il rapporto con il mare. E proprio durante la conferenza stampa del 5 febbraio, il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, ha voluto sottolineare l'importanza dell'evento «Abbiamo accolto di buon grado questa proposta perchè riteniamo che una rete del museo del mare sia necessaria e la presenza dell’Assessore di Nardò, Mino Natalizio, nel corso della conferenza stampa di oggi ne è la prova. Fare sistema è necessario e sono orgoglioso della presenza di Gallipoli nella grande realtà del Museo Navigante, con ben due realtà museali importanti. Ognuno di noi ha un rapporto stretto con il mare e questa iniziativa serve a recuperarne l’identità; soprattutto è per noi tutti una grande opportunità di crescita».

A dare ancora più valore all’iniziativa, una esposizione della Marina Militare di importanti  cimeli e rara documentazione sulle operazioni navali in Adriatico durante la Grande Guerra. Oltre a questi cimeli vi sono anche 10 fascicoli sulle operazioni navali della Grande Guerra che sono stabilmente esposti a bordo della goletta Oloferne, nell’ambito delle attività commemorative del Centenario della Grande guerra.

Dal Castello Svevo di Brindisi provengono l’elmetto, l’uniforme e gli utensili da campo di un marinaio della Brigata Marina risalenti alla Prima guerra mondiale. Brigata Marina è la denominazione che venne data, all’indomani di Caporetto, ai reparti di marinai della Fanteria di Marina che combatterono sul fronte marittimo, alla foce del Piave e dell’Isonzo. Da quei reparti, che difesero a oltranza Venezia, nacque il Reggimento Marina San Marco, attuale Brigata Marina San Marco, la componente anfibia delle Marina Militare. Provengono invece dalla Mostra storica artigiana dell’Arsenale di Taranto l’elmo da palombaro di inizio Novecento e la ruota del timone della Regia Nave Garibaldi, incrociatore corazzato varato nel 1899.

Quattro palle di cannone in pietra e quattro in metallo utilizzate per cannoni da 12 libbre di fine seicento inizio settecento provengono invece dal Castello Aragonese di Taranto, affidato alla Marina sin dalla fine dell’Ottocento, e dal 2005 oggetto di una intensa attività di valorizzazione e promozione che con 750 mila visitatori è il secondo sito per numero di visite della regione.

Il personale della Brigata Marina San Marco ha illustrato i cimeli  e raccontato i tre siti pugliesi - il Castello Svevo di Brindisi, Castello Aragonese di Taranto e la mostra storica artigiana dell'Arsenale di Taranto - ai tanti giovani studenti in visita oltreché far conoscere al pubblico l’immenso bagaglio di documenti e cimeli di grande valore storico custoditi nei vari siti museali della Marina su tutto il territorio nazionale, inclusi i tre pugliesi.

Approfittando della sota nel porto di Gallipoli, il comandante della goletta Oloferne, Marco Tibiletti e i membri dell'equipaggio Gianpietro Sara, Pierluigi Balduzzi e Leandro Bernardini hanno fatto visita al Museo del Mare Antico e all'Acquario del Salento, di Nardò, invitati dall'assessore all'Ambiente e ai Musei, Mino Natalizio.

Il Museo del Mare Antico ospita importanti reperti di età romana, provenienti da indagini archeologiche effettuate negli anni nel mare e lungo la costa di Nardò (tra cui il carico del relitto di una nave romana). L'Acquario del Salento invece ospita esemplari della variegata fauna ittica locale e una serie di ricostruzioni dei relitti inabissati al largo della costa jonica del Salento.

I settanta musei italiani che aderiscono all’iniziativa hanno un "porto" nel sito web del Museo Navigante dove sono consultabili, regione per regione, le schede informative e dove sono raccolte molte notizie sui tesori e sulle memorie che custodiscono. La visita della goletta Oloferne a Gallipoli e Nardò è servita a rafforzare il canale di comunicazione e di scambio con il Museo Navigante che sta completando la mappatura dei musei. 

«Il mare - ha sottolineato l'assessore all'Ambiente e ai Musei, Mino Natalizio - è un pezzo della nostra identità e abbiamo il dovere di fare tutto quello che serve per difenderlo e valorizzarlo. Questa iniziativa è prestigiosa e ci consente di fare rete con una settantina di altri attrattori italiani, che costituiscono un panorama molto ricco e variegato, con un inevitabile ritorno in termini di scambio di buone prassi, visibilità e conoscenze».