Marina Militare
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Missione europea ATALANTA: nave Margottini si esercita nel Golfo di Aden


La missione europea Atalanta propone e conduce, con altre unità Nato e non, un'importante esercitazione di antipirateria nell'Oceano Indiano

13 giugno 2018 Simone Malvagna -
Si è appena conclusa, nelle acque del Golfo di Aden, la prima edizione della “Counter Piracy Activity” (CPA), un’attività di esercitazione nata dall’esigenza di coordinamento delle differenti Unità della coalizione, quali la Task Force europea impegnata nell’Operazione antipirateria Atalanta (EUNAVFOR – TF 465), ora a guida italiana, gli assetti della Combined Maritime Force (CMF – TF 151) e le Unità navali (Independent Deployers - IDs) operanti sotto bandiera nazionale per il contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa.
La partecipazione di differenti assetti, molti dei quali non NATO/EU, ha suggerito l’adozione di un piano di coordinamento per il contrasto alla pirateria (Counter Piracy Combined Tactical Coordination Plan – CPTCP), finalizzato a rendere più efficace un’eventuale azione congiunta. La responsabilità di coordinamento ed implementazione del CPTCP ricade a turno sui Comandi delle due principali TF in area (TF465 e TF151), promotori dell’iniziativa. Le istruzioni tattiche standard (STI), parte del piano, sono condivise con tutte le unità aeronavali, quale base comune per operazioni di antipirateria o per la gestione di operazioni congiunte di ricerca e soccorso in mare (SOLAS).

Nella specifica edizione di quest’anno, nei tre giorni di attività in mare, la TF 465 ha partecipato con:
- la Flagship o Unità di bandiera, la fregata italiana Carlo Margottini;
- il pattugliatore d’altura spagnolo Meteoro;
- il velivolo Orion P3 tedesco.
La TF 151 ha invece preso parte all’attività con:
- il Cacciatorpedinere giapponese Akebono
- il velivolo P3 giapponese.
Il cacciatorpediniere coreano Munmu The Great ha rappresentato gli IDs. 

Il programma dell’attività mirava ad accrescere l’interoperabilità tra i partecipanti attraverso la condivisione delle procedure operative relative:
- al controllo del traffico mercantile;
- alle operazioni di ricerca e soccorso in mare;
- al contrasto alla pirateria, incluso il boarding;
- alle evacuazioni mediche;
- alle manovre cinematiche, tattiche e di formazione.

Alle attività in mare se ne sono affiancate numerose altre simulate, basate sullo scambio della messaggistica, utilizzando le reti comuni dedicate all’antipirateria in Oceano Indiano. Tali esercitazioni sono state principalmente indirizzate verso una gestione dei ruoli e delle responsabilità, enfatizzando taluni delicati aspetti giuridici relativi agli scenari ipotizzati con la conseguente applicazione delle opportune regole d’ingaggio.
Anche le riunioni, sia quella preliminare di coordinamento che quella di revisione finale, svoltesi a bordo di nave Margottini, impiegata nell'Operazione Atalanta, e di nave Munmu The Great in un ambiente di sincera cooperazione, hanno permesso di pervenire ad un mutuo e proficuo scambio di opinioni e di conoscenze.
Solo la reale e sincera condivisione da parte di tutti di quanto sperimentato, abbinata ad una efficace valorizzazione delle lezioni apprese, potrà infatti costituire una solida base su cui poggiare, nel futuro, una sempre più compatta integrazione tra le diverse forze navali operanti nel difficile teatro costituito da questa parte di inquieto Oceano Indiano.