Marina Militare
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Termina la campagna addestrativa per il primo corso Aithér della Scuola Navale Militare F. Morosini


Come tradizione, al termine di ogni Anno Accademico, gli allievi del primo e secondo corso della Scuola Navale Militare Francesco Morosini partecipano ad una campagna addestrativa a bordo delle navi della Marina Militare

10 luglio 2018 Giada Ciurlo -

Come tradizione, al termine di ogni Anno Accademico, gli allievi del primo e secondo corso della Scuola Navale Militare Francesco Morosini partecipano ad una campagna addestrativa a bordo delle navi della Marina Militare. Così, giorno 11 giugno, anche per il nostro corso Aithér, è iniziata la nuova esperienza, attesa con ansia, della campagna addestrativa sul Palinuro.

L'allievo Giada Ciurlo racconta l'esperienza vissuta a bordo di nave Palinuro

"Subito dopo l'imbarco, avvenuto nel porto di Ancona, ci hanno mostrato il nostro locale di vita. Lo abbiamo sommerso con i nostri borsoni e lo spazio, già ridotto, si è ristretto ulteriormente. Subito davanti a noi il primo esame: montare le amache. Ovviamente nessuno di noi aveva mai visto una vera amaca e, sinceramente, se non fosse stato per il prezioso aiuto dei nostri sottordini e del personale di bordo avremmo probabilmente dormito per terra. Un semplice nodo parlato per montare l'amaca sembrava già uno scoglio insormontabile.

La mattina successiva ci siamo svegliati un po' spaesati ma allo stesso tempo entusiasti per tutto quello che ci avrebbe atteso. Solo dopo esser riusciti a smontare tutte le amache abbiamo potuto consumare la nostra prima colazione, si perché i tavolini e le panche si sistemavano nello stesso locale. Abbiamo usato per la prima volta le gamelle, lavate poi da noi stessi ad ogni fine pasto fino quasi a consumarle.

Verso mezzogiorno abbiamo ricevuto una visita da parte dell'Ammiraglio Comandante delle scuole della Marina Militare, Ammiraglio di Divisione Alberto Bianchi. Nel suo discorso, pieno di orgoglio e di spunti di riflessione, ci invitava, anzi ci "ordinava" di vivere questa esperienza con entusiasmo, curiosità, umiltà e tanta voglia di imparare.

Ma l'avventura vera comincia solo all'urlo "poppa molla". La prima vera giornata a bordo, le prime guardie, la prima volta in cui abbiamo abbisciato cavi, aperto e chiuso vele, ascoltato conferenze. Il primo giorno di mare che già prometteva fascino e sacrifici. È stata la prima notte sotto un cielo lontano da tutto che non nascondeva nessuna delle sue meraviglie.

Vasto, la nostra prima tappa, un giro per la città, visita alle terme romane e foto al caratteristico paesaggio. Dal promontorio ampie distese di macchia mediterranea corrono ad abbracciare il mare.

Lasciata la città abruzzese, intraprendiamo la tratta più lunga della campagna: Vasto-Augusta. Sembrava non ci fosse più differenza tra giorno e notte, tra squadra di guardia e squadra franca. Tutti sul cassero sempre pronti a modificare l'assetto delle vele utilizzate per l'intero trasferimento durato ben sei giorni.

Finalmente approdiamo in Sicilia, ad Augusta, terra ricca di storia, miti, leggende, opere architettoniche risalenti agli antichi greci e soprattutto dalla tradizione culinaria unica al mondo.

Per raggiungere Trapani, a causa di una perturbazione, siamo dovuti passare da nord piuttosto che da sud, solcando quindi le acque dello stretto di Messina, illuminato da entrambi i lati dalle luci di due diverse regioni divise solo da una lingua di mare.

Arrivati a Trapani, altra splendida città sicula, siamo stati accolti dal calore della popolazione locale, grazie anche alla favorevole posizione della banchina rispetto al centro cittadino.

Il giorno seguente al nostro arrivo abbiamo avuto l'onore di visitare la sala Consiliare del Comune di Erice, città che si erge sopra Trapani e che si affaccia sulle isole Egadi, accolti dal sindaco, dott.ssa Daniela Toscano, orgogliosa quanto noi di ciò che rappresentiamo per l'Italia. Abbiamo anche avuto la possibilità di girare tra le vie del borgo antico di oltre duemila anni, che ad un'altezza di quasi ottocento metri sul mare e con le nuvole che coprivano quasi tutto il paesaggio sembrava circondato da un'atmosfera quasi magica.

Così si riparte per Gaeta. All'impegno per le guardie e le manutenzioni, durante la navigazione si è aggiunto un esame al quale il nostro comandante al corso ci ha sottoposto per verificare  quanto da noi appreso a bordo. Ovviamente tutto superato a pieni voti…o quasi.

Gli ultimi giorni sono stati diversi dagli altri, da una parte stavamo finalmente per tornare a casa, ma dall'altra avremmo dovuto lasciare la nave e l'equipaggio. Felici ma tristi, riempiti da questa splendida esperienza ma anche dispiaciuti dalla velocità con cui tutto si era compiuto.  

L'ultimo giorno, le ultime guardie. Il tempo sembrava essere volato via e quasi sembrava impossibile di non esser pienamente contenti di poter tornare a casa.

Non possiamo che salutarci con un arrivederci cara nave Palinuro. Venti favorevoli e mari calmi!"