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151° Anniversario della Festa della Marina Militare 

Venezia, 8 giugno 2012

Oggi, per la 94^ volta, ricordiamo la vittoria del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo; un simbolo delle innumerevoli imprese di coraggio, fredda determinazione e professionalità che segnano gli oltre 150 anni della nostra navigazione, la lunga linea blu dei Marinai d’Italia.

Grazie, Signor Presidente, per la Sua presenza e per il toccante messaggio che ha voluto indirizzarci, la Sua attenzione e il Suo affetto sono la vicinanza e l’affetto di tutti gli italiani, una vicinanza che ci da la forza di operare con entusiasmo e fiducia.

Rendo omaggio, nella persona del suo Primo Cittadino, a Venezia, città marinara per eccellenza che mi ha visto muovere i primi passi in Marina da allievo del Morosini.

Un’identità culturale con Venezia testimoniata dal Museo Navale, dallo storico Arsenale che ospita l’Istituto di Studi Marittimi, dall’isola di Sant’Elena con la Scuola Navale Morosini, dal Simposio che riunisce qui, ogni due anni, le più importanti Marine del mondo.

Un’identità profonda e sentita, perché il Leone alato di San Marco sventola ancora oggi sui mari e in terre lontane, come ai tempi di questa gloriosa Repubblica Marinara, al fianco dei nostri fucilieri.

Li accompagna in tutte le loro missioni da quando, al termine della Grande Guerra, la città volle onorare con il suo simbolo il Reggimento San Marco, per il tributo di sangue versato per la sua difesa.

Signor Presidente, di fronte a Lei, rappresentata dagli Stendardi delle nostre Navi, è idealmente presente tutta la Marina, che rinnova il suo impegno di fedeltà alle Istituzioni repubblicane e rende omaggio alle Bandiere e alle Associazioni Combattentistiche, d’Arma e di Istituto.

Un omaggio riconoscente a quanti ci hanno preceduto, soprattutto a coloro che, con spirito di servizio portato fino all’estremo sacrificio, ci additano la strada da seguire.

I nostri uomini e donne, militari e civili, ne hanno raccolto il testimone; sono una compagine unica, disciplinata e operosa, la migliore e più preziosa risorsa della Marina: dignità, spirito di servizio e coraggio sono i valori condivisi, oggi evidenti nel comportamento dei nostri due Sottufficiali della Forza da Sbarco, trattenuti illegalmente nello stato del Kerala.

I nastrini gialli che ciascuno di noi, insieme a moltissimi italiani, porta sull’abito civile, sono il segno della nostra coesione, della forza aggregante che è propria della nave e che ci ha sempre consentito di superare con onore le prove più difficili.

La Nazione sa di poter contare su di noi, per una risposta tempestiva, flessibile, consapevolmente capace ad ogni emergenza.

 Lo dimostrano l’onorificenza concessa alla Bandiera delle Forze Navali per le missioni aeronavali ed umanitarie condotte in oltre sei mesi di operazioni nazionali e Nato in Libia e al Comandante di Nave CAVOUR, per il soccorso alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto, una calamità che ci ha nuovamente ferito nel profondo del cuore proprio in questi giorni.

Anche attraverso queste celebrazioni, insieme al Comune di Venezia, cercheremo di dare un contributo tangibile alle famiglie dell’Emilia colpita dal sisma, oltre ad un’accorata partecipazione alle loro sofferenze.

Il rispetto e la tutela della vita umana è un impegno morale e storico dei marinai italiani, in pace e in guerra.

Un nome per tutti, Salvatore Todaro, illumina, con esempi di profonda umanità, l’agire dei nostri comandanti e dei nostri equipaggi verso chi soffre e chi è in pericolo sul mare, avversari, naufraghi o immigrati clandestini, senza alcuna differenza.

E insieme alla Marina d’Altura le Unità della Guardia Costiera, quotidianamente impegnate in questo specifico compito.

Quest’anno, alla ricorrenza della Marina sono associati altri due eventi, il giuramento degli Allievi della Scuola Navale Morosini e il 50° Anniversario dell’Istituto, la cui ininterrotta eccellenza formativa verso generazioni di cittadini è simboleggiata dall’onorificenza concessa alla sua Bandiera.

Il giuramento che tra qualche istante i giovani allievi presteranno davanti a Lei, signor Presidente, è il loro impegno solenne ad essere buoni cittadini, onesti e leali servitori dello Stato, qualunque sia il percorso che vorranno intraprendere nella vita.

E’ stato detto che i nostri figli sono frecce che lanciamo verso il futuro, questi giovani sono le nostre frecce, l’investimento migliore che l’Italia può fare per il suo futuro.

Gli esempi vengono dagli ex-allievi, qui convenuti da ogni parte d’Italia per testimoniare fedeltà ai valori ed all’etica che la scuola ha trasmesso loro; primo fra tutti il nostro Ministro, Giampaolo Di Paola.

Valori ed etica che non hanno mai mancato di guidare il loro impegno sociale e professionale e che segnano per la vita l’appartenenza alla grande famiglia marinara, unitamente ai nostri colleghi non più in servizio dell’Associazione Nazionale Marinai.

Signor Presidente, in questo momento difficile per il Paese la Marina mette in campo la sua migliore risorsa: la coesione e la dedizione del proprio personale.

La consuetudine con il mare abitua all’essenzialità e alla concretezza. Ecco perché affrontiamo serenamente l’ulteriore sforzo di razionalizzazione che ci è richiesto.

Lo sosteniamo per mantenere alta l’attenzione all’indispensabile addestramento, realistico, concreto e severo, nonché per disporre di più coerenti risorse a favore della nostra unica ragione sociale: l’operatività.

Uno sforzo, condiviso con tutte le Forze Armate, per presentare al Paese una Marina ancor più focalizzata sulla componente operativa e le sue peculiari capacità, più reattiva al cambiamento ed ancora eccellente, anche in termini di qualità della vita e di sicurezza sul lavoro.

Un impegno oggi indifferibile per assicurare alle future generazioni le capacità di proiezione e di garanzia della sicurezza sul mare. Capacità che oggi ci rendono giustamente orgogliosi, ottenute non senza sacrifici, con l’intelligenza e la lungimiranza di chi ci ha preceduto.

Lo affrontiamo determinati a non rinunciare ai nostri ruoli e alla nostra identità, perché convinti di rappresentare non solo un patrimonio prezioso per l’Italia e per l’Europa, ma un diretto sostegno alla nostra economia.

Un’economia di trasformazione fortemente dipendente dai traffici marittimi, cui è indispensabile il libero e pacifico uso del mare e la promozione della nostra tecnologia, attraverso un forte ingaggio nella cooperazione internazionale.

Il mio riconoscente apprezzamento va quindi al nostro personale, militare e civile, per la generosità del loro quotidiano impegno umano e professionale, per l’appassionata attenzione che dedicano alle nostre navi: una cura che fa essere sempre affascinanti ed efficienti anche le più datate, pronte a rispondere senza mai mancare un appuntamento.

Signor Presidente, con questi sentimenti e con il Suo permesso invito ora il Comandante della Scuola Navale Militare Francesco Morosini a procedere con il giuramento.

Viva la Marina!

Viva le Forze Armate!

Viva l’Italia!

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