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Deceduto il Comandante Luigi Ferraro, eroico combattente dei mezzi d'assalto della Marina Militare e Medaglia d'Oro al Valor Militare 
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11 gennaio 2006 13.25

Lo scorso giovedì 5 gennaio si è spento a Genova il Comandante Luigi Ferraro, eroico combattente della Seconda Guerra Mondiale.
Il Capitano di Fregata (r.o.) Ferraro nacque a Quarto dei Mille (GE) il 3 novembre 1914. Dopo l’abilitazione magistrale, conseguita a Tripoli nel 1935, conseguì l’abilitazione a insegnante di Educazione Fisica presso l’Accademia della Farnesina in Roma nel 1937.
Volontario dall’inizio del secondo conflitto mondiale ed ammesso alla frequenza dei Corsi Ufficiali di Complemento, nominato Sottotenente, fu assegnato al 20° Reggimento Artiglieria.
Passò poi nella Milizia Artiglieria Marittima (Milmart) dipendente dal Ministero della Marina e, nel 1942, ebbe il comando di una batteria costiera antinave.
A domanda, frequentò la Scuola Sommozzatori di Livorno, ed ottenuto il brevetto passò al Gruppo “Gamma”, del quale divenne poi vicecomandante ed istruttore.
Nel maggio 1941, a Tripoli, ricevette la Croce di Guerra al Valore Militare. Nel marzo 1943 venne inviato in Turchia con l’incarico di compiere azioni di sabotaggio contro mercantili nemici, ed assunta la figura giuridica di impiegato al Consolato Italiano di Alessandretta, dal giugno condusse quattro azioni di sabotaggio contro i mercantili nemici, nei porti di Alessandretta e Mersina.
Nel primo porto applicò, la sera del 30 giugno, due bauletti esplosivi alla chiglia del piroscafo greco Orion di 7.000 tsl, carico di minerale di cromo, che affondò il mattino successivo a poche miglia dal porto.
Il 9 luglio, operando dal vicino porto di Mersina, ripeté l’operazione sul piroscafo Kaituna di 10.000 tsl., il quale subì ingenti danni e fu portato ad incagliare sulle coste di Cipro per evitarne l’affondamento. Ancora dal porto di Mersina, ripeté l’operazione la sera del 30 luglio sul piroscafo britannico Sicilian Prince, che non ebbe a subire conseguenze perché un’ispezione alla carena consentì ai sommozzatori di rimuovere i bauletti esplosivi.
Migliore sorte ebbe l’azione effettuata il 1° agosto contro la motonave norvegese Fernplant di 7.000 tsl, carica anch’essa di minerale di cromo ed ancorata nel porto di Alessandretta; la Fernplant affonderà nelle acque al largo della Siria.
Rientrò in Italia nell’agosto dello stesso anno e l’armistizio dell’8 settembre pose termine alle sue coraggiose missioni.
Nel dopoguerra operò per conto del Ministero della Marina al recupero di navi affondate; posto in congedo nel 1948, curò la divulgazione della tecnica delle immersioni subacquee fra i civili.
Nel 1952 fondò a Genova una scuola per sommozzatori civili e svolse corsi per conto del Ministero degli Interni, ai quali parteciparono Carabinieri, Guardia di Finanza e militari del Genio.
Protagonista di imprese leggendarie e considerato inoltre un genio della tecnica subacquea, per aver progettato nel dopoguerra una maschera, la “Pinocchio”, ed una pinna, la “Rondine” , note per essere state le più innovative ed usate in Italia.
La messa funebre, celebrata da alcuni cappellani militari (tra cui monsignor Valerio Tanchio, cappellano militare a La Spezia), si è svolta lunedì 9 gennaio, alle ore 11:45, nella chiesa del Sacro Cuore di Carignano (GE), alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Giampaolo Di Paola, il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio di Squadra Sergio Biraghi, l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Lertora, comandante del Dipartimento Alto Tirreno ed il Contrammiraglio Roberto Paperini, Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare.

Medaglia d'Oro al Valor Militare