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Il saluto della Marina all’Ammiraglio di Squadra Gino Birindelli


4 agosto 2008 09.10

Alla presenza del Presidente del Senato della Repubblica, del Presidente della Camera dei Deputati, del Ministro della Difesa, del Sottosegretario alla Difesa On. Giuseppe Cossiga, del Capo di Stato Maggiore della Marina e di alte Autorità civili e militari si è svolta a Roma presso il Comando Militare Marina della Capitale la cerimonia per gli onori militari all’Ammiraglio di Squadra Gino Birindelli, Medaglia d’Oro al Valor Militare deceduto il 2 agosto scorso.

Gino Birindelli nasce a Pescia (Pistoia) il 19 gennaio 1911. Nel 1925, appena quattordicenne, lascia il Collegio degli Scolopi di Firenze ed entra nella Regia Accademia Navale di Livorno, da cui esce con il grado di Guardiamarina del Corpo di Stato Maggiore nel 1930.

Inizia così una lunga e brillante carriera che lo porta ad essere imbarcato su varie unità di superficie e sommergibili della Regia Marina, tra cui si ricordano l’incrociatore Ancona, la corazzata Andrea Doria, i cacciatorpediniere Quintino Sella, Confienza, Monzambano e Giovanni Nicotera e i sommergibili Santarosa, Naiade, Foca, e Domenico Millelire. Promosso Sottotenente di Vascello nel 1931 e Tenente di Vascello nel 1935 assume successivamente, nel 1939, il comando dei sommergibili Dessiè prima e Rubino poi. L’intensa attività conseguente ai propri impegni marinari non gli impedisce di dedicarsi comunque allo studio: nel 1937, infatti, si laurea in Ingegneria Civile presso l’Università di Pisa. Nel settembre 1939 viene destinato a La Spezia alla Squadriglia MAS per iniziare l’addestramento sui mezzi d’assalto assieme ad altri Incursori quali Teseo Tesei, Elios Toschi e Luigi Durand de la Penne.

L’intensa attività a Bocca del Serchio, luogo deputato a tale tipo di operazioni, gli causa anche problemi fisici: l’ossigeno dei respiratori gli brucia infatti un polmone nel corso degli allenamenti, ragion per cui viene ricoverato nell’Ospedale di Massa che lascia d’iniziativa per rientrare subito a Bocca del Serchio, riuscendo a convincere il Comandante, Ajmone di Savoia, a mantenerlo in servizio. Prende parte attivamente alla prima spedizione dei Mezzi d’Assalto contro la base inglese di Alessandria (Operazione G.A. 1) nella quale viene decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare “sul campo” per il comportamento dimostrato a bordo del sommergibile Iride sottoposto ad attacco aereo nel Golfo di Bomba.
Nell’occasione si tuffava per cinque volte consecutive per portare in salvo un marinaio di leva dell’equipaggio del sommergibile intrappolato nel battello in fase di affondamento.
Rientrato in Patria prende parte alla prima ed alla seconda spedizione dei Mezzi d’Assalto contro la base inglese di Gibilterra (Operazioni B.G. 1 e B. G. 2); nel corso della seconda spedizione, a causa dell’avaria al proprio mezzo, è costretto ad affondarlo, venendo successivamente catturato e fatto prigioniero dagli inglesi. Per tale azione viene decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Nei venti mesi successivi rimane prigioniero negli ospedali inglesi ed americani finché, alla fine del 1943, dopo l’armistizio, il Governo Italiano di Badoglio lo fa rimpatriare. Nel 1944 viene promosso Capitano di Fregata ed assume l’incarico di Sottocapo di Stato Maggiore dell’Ispettorato Generale MAS, partecipando alla Guerra di Liberazione con mezzi di superficie lungo le coste albanesi ed jugoslave. Le proprie condizioni di salute, però, lo costringono nuovamente ad un lungo ricovero in ospedale.

Al termine delle ostilità assume il Comando del Battaglione San Marco e, successivamente, gli viene assegnato l’incarico di Comandante in Seconda della corazzata Italia, durante il periodo di internamento ai Laghi Amari in Egitto.

Successivamente viene assegnato al Centro Subacquei, gruppo composto per la massima parte da sommozzatori già facenti parte dei mezzi d’assalto, con l’incarico di procedere allo sminamento dell’Alto Adriatico.

Proseguendo in carriera frequenta l’Istituto di Guerra Marittima e successivamente assume il Comando prima della 3^  Squadriglia Corvette e poi della 3^ Squadriglia Torpediniere.
Promosso Capitano di Vascello nel 1952 assume incarichi prestigiosi, tra i quali si ricordano il Comando del Centro Subacquei ed Incursori del Varignano a La Spezia ed il Comando dell’incrociatore Raimondo Montecuccoli con il quale, dal  settembre 1956 al  marzo 1957, effettua una crociera di circumnavigazione del globo che lo porta a toccare 34 porti di quattro continenti.

Viene promosso Contrammiraglio nel 1959, nel cui grado viene prima destinato presso il Centro Alti Studi Militari, assumendo poi gli incarichi di Capo di Stato Maggiore Aggiunto del Comando della Squadra Navale e di rappresentante del Comando delle Forze Alleate del Mediterraneo presso il Comando delle Forze Aeree Terrestri del Sud Europa, venendo infine destinato presso lo Stato Maggiore della Difesa.

Nel 1962 viene promosso Ammiraglio di Divisione, nel cui grado comanda la 1^ Divisione Navale.
Nel 1966, promosso Ammiraglio di Squadra, viene chiamato a ricoprire gli incarichi di Direttore Generale per il Personale della Marina, di Comandante in Capo della Squadra Navale ed infine di Comandante Navale Alleato del Sud Europa, prima a Malta e poi a Napoli.

Viene eletto Deputato al Parlamento nella VI Legislatura, dal 1972 al 1976, ed il 15 dicembre 1973 si congeda dalla Marina.
Gli vengono attribuiti riconoscimenti prestigiosi tra i quali, recentemente, l’intitolazione alla sua persona di un padiglione al Museo di Eden Camp, in Inghilterra, ove è posto un esemplare di “Siluro a lenta corsa”, quel “maiale” con il quale aveva tanto combattuto e tanto si era distinto proprio contro gli inglesi nella Seconda Guerra Mondiale.
L’Ammiraglio di Squadra Gino Birindelli è stato insignito di numerose onorificenze nazionali ed internazionali tra le quali si ricordano:

  • Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al “Merito della Repubblica Italiana”;
  • Medaglia d’Oro al Valor Militare;
  • Medaglia d’Argento al Valor Militare;
  • Croce al Merito di Guerra;
  • Campagna di Guerra 1940-44 e 1945;
  • Medaglia Commemorativa per i volontari della seconda guerra mondiale.