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AMPHEX 2012, la Marina si schiera con il meglio della sua forza


23 maggio 2012 08.59

Ha preso il via, nel Tirreno centrale, l'esercitazione aeronavale e anfibia denominata Amphex 2012. Per quella che è considerata una delle maggiori attività addestrative e ancor di più un evento, la Squadra Navale italiana si è schierata con il meglio della sua forza guidata dalla portaerei Garibaldi che ha a bordo 7 AV8 B. Ed ancora 3 cacciatorpediniere con capacità antiaerea, 2 navi da sbarco anfibio con a bordo 12 elicotteri tra EH101, SH3D e AB212, poi due compagnie del Reggimento San Marco (289 fanti di marina), 3 fregate, 2 sommergibili, 2 cacciamine, 3 pattugliatori e altri assetti navali minori (per un totale di 4000 tra ufficiali, sottufficiali e truppa) a cui viene garantita una componente aerea fornita dai velivoli (EFA, Tornado e AMX) dell’Aeronautica Militare e una terrestre dell’Esercito (104 soldati e diversi mezzi).

Ogni singola capacità è utilizzabile nel contrasto alla pirateria, nell’evacuazione di personale civile dalle zone di crisi, nella distribuzione di aiuti umanitari alle popolazioni bisognose e nel controllo dei flussi migratori.

Per questa Amphex 2012, iniziata sabato 19 maggio, la Squadra Navale, comandata dall’Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi, che è anche il direttore dell’esercitazione, si è divisa in due partiti contrapposti, ognuno dei quali gioca un proprio ruolo in uno scenario di crisi internazionale predefinito attraverso un attento lavoro di pianificazione: in pratica sono state ricreate situazioni del tutto simili ai già sperimentati teatri operativi in cui la Marina Militare normalmente è chiamata ad operare.

Durante l’esercitazione, inoltre, vengono sperimentati tutti i fattori che nella realtà incidono sulle operazioni militari: le regole di ingaggio, le implicazioni di politica estera, grazie anche al contributo del Ministero degli Affari Esteri che ha inviato due political advisor; grande risalto è dato anche alla componente mediatica attraverso il lavoro di una unità SIMPRESS (Simulated Press) che segue tutte le attività (creando e pubblicando giornalmente quattro quotidiani e un telegiornale, con interviste e servizi inseriti nello scenario), con lo scopo di addestrare i Comandanti ed i loro staff al rapporto coi media.

Da una parte la forze navale di uno Stato democratico membro delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali, dall’altra la flotta di uno Stato in cui vige un potere autoritario e che è sospettato di violare i diritti umani verso i propri cittadini e gli stranieri che vivono nel suo territorio.

Lo scopo dell’esercitazione è quello di addestrare lo strumento aeronavale a gestire una situazione di crisi in un paese straniero, preparandosi a proiettare le proprie truppe da sbarco sul terreno, sia per difendere i connazionali ed eventualmente evacuarli dalla zona di crisi, che per creare una cornice di sicurezza all’ingresso di aiuti umanitari.

Non più soltanto un test della componente anfibia dunque, ma una messa in pratica delle molteplici capacità degli uomini, dei mezzi aeronavali e anfibi.

La Marina Militare, consapevole della propria duplice finalità (capacità dual use) quale strumento della “politica di sicurezza” e della “politica estera” del Paese ha continuato nel suo processo di realizzazione di una Forza Armata moderna, con attitudine alla proiezione di capacità, versatile e pronta nella risposta alle diverse tipologie di crisi provenienti dal mare, e l’Amphex si inserisce proprio in questo contesto facendo emergere risultati che hanno dimostrato l'elevata professionalità degli equipaggi e la grande efficacia dei mezzi aeronavali: risorse umane e tecnologiche da sempre al servizio della collettività nazionale e internazionale. (R.N.)