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Antipirateria e riciclaggio: convegno della Marina a Venezia


13 marzo 2013 13.48

Il tesoro dei pirati: che fine fanno i proventi dei crimini di pirateria? Come vengono investiti? Chi li gestisce? Dove? Solo alcuni dei temi dibattuti nel corso del convegno, organizzato l'11 marzo nella biblioteca dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia. 

All'incontro hanno partecipato autorità civili e militari, tra cui il Contrammiraglio Giovanni Gumiero, già Comandante della forza marittima antipirateria dell’UE nella missione Atalanta, il rappresentante della Confederazione Italiana degli Armatori  (Confitarma) Luca Sisto, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Venezia, Generale di Brigata Marcello Ravaioli, il professore Paolo Quercia analista di strategia e Fausto Biloslavo, giornalista e inviato in aree di crisi.

Gli aspetti economici e i risvolti di natura finanziaria, legati al riciclaggio dei proventi dell'attività criminale, dunque al centro del dibattito dei relatori, che si sono confrontati seguendo un percorso che parte dalla disamina del fenomeno in Corno d’Africa e approda alle strategie internazionali messe in campo dai governi dell’Unione Europea, con l’impiego delle navi da guerra.

Sottolineato, tra i fattori-chiave che hanno contribuito alla riduzione degli attacchi per mano dei pirati, anche il ruolo delle strategie comuni delle forze militari internazionali. Un'attenzione particolare è stata riservata inoltre ai sistemi passivi di contrasto alla pirateria, come la “cittadella”  - l'area fortificata della nave in cui si rifugia il personale in caso di attacco - e le armi di reazione non letali, come i cannoni ad acqua anti-abbordaggio.

Intricato il sistema di passaggio e “pulizia” di denaro che le organizzazioni criminali affiliate ai pirati adottano per evitare i controlli dei governi e per aggirare l’eventuale blocco dei proventi delle attività illecite. Su questo fenomeno si concentra l'interesse degli esperti, per la specializzazione assunta dalle organizzazioni criminali nel reinvestimento e riciclaggio dei proventi illegali.

Un fenomeno dalle dimensioni allarmanti che, qualora sottovalutato, potrebbe determinare la rielaborazione di nuove rotte di navigazione, ritenute più sicure per lo shipping marittimo, con incalcolabili perdite economiche per tutto il comparto.

Nel saluto alla platea del Contrammiraglio Maurizio Ertreo, Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, ricordata anche la vicenda dei due Fucilieri del Reggimento San Marco della Marina Militare, trattenuti per più di un anno dalle autorità indiane nel corso di un'attività di contrasto alla pirateria. 

12 MAR 2013 - MAR
agg. 12 MAR - SCO