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Operazione Mare Nostrum, determinante l'intervento del sommergibile Prini per il sequestro di un peschereccio e il fermo di 16 scafisti


3 ottobre 2014 11.00

Un'operazione della Marina Militare - in stretto coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania - quella che ha portato il pattugliatore Borsini e la fregata Maestrale ad intercettare e sequestrare - nel corso della notte tra 1 e 2 ottobre – due “navi maggiori” dedite al traffico di esseri umani ed allo stesso tempo salvare centinaia di migranti e porre in stato di fermo 16 scafisti di sedicente nazionalità egiziana.

Particolare importanza ha rivestito l’operazione svolta dal sommergibile Prini che ha raccolto  informazioni determinanti per l’autorità giudiziaria per il contrasto al traffico di esseri umani via mare.

Nave Borsini e nave Maestrale, che controllavano a distanza i movimenti delle due navi, appena hanno rilevato che il peschereccio aveva abbandonato lo yacht con il carico di esseri umani, sono intervenute per assicurare alla giustizia i trafficanti di esseri umani e allo stesso tempo soccorrere i migranti lasciati in balia del mare mosso.

Un team di fucilieri della Brigata Marina San Marco, imbarcato su nave Borsini, ha preso il controllo del peschereccio mentre nave Maestrale ha tratto in salvo 304 migranti (23 donne e 63 minori).

Le imbarcazioni e i 16 scafisti saranno condotte ad Augusta e consegnate alle autorità giudiziarie.
Il contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla vita dei migranti ha consentito fino ad oggi di assicurare alla giustizia oltre 300 scafisti e 6 “navi madre” utilizzate per l’illecito traffico mentre sale a 144.000 il numero di uomini, donne e bambini tratti in salvo nelle acque del Mediterraneo Centrale.

03 OTT 2014 - CS