Skip Navigation LinksHome page > Conosciamoci > Uniformi

uniformi.jpg

Istituzione dell'uniforme militare secondo la concezione moderna

Con la caduta dell'impero romano e la disgregazione delle sue istituzioni militari cessa di esistere un esercito emanazione di una autorità centrale, dove esistono gradi e gerarchie che fissano il ruolo di ciascun militare, in cui ogni legionario indossa armi ed equipaggiamenti specifici della sua funzione tattica in battaglia.  La legione romana, specie quella di età imperiale, è il grande precursore delle strutture militari moderne, per avere una unità tattica, altrettanto autosufficiente, capace di costruire strade, ponti ed accampamenti, bisognerà arrivare ai nostri giorni.

L'uniforme militare nella concezione moderna nasce alla fine del XVII secolo con la creazione degli eserciti nazionali, costituiti per effetto del consolidamento delle grandi monarchie negli stati europei. Le avvisaglie del mutamento di questo stato di cose cominciarono a manifestarsi verso la metà del 400' con le grandi affermazioni della fanteria svizzera, impegnata a  difendere la Confederazione dalle brame dei suoi vicini. Era la riscoperta della formazione a falange che, oltre alla selva di alabarde si avvaleva del sostegno delle prime artiglierie. Il tramonto della nobiltà come casta militare aveva precise implicazioni economiche, la formazione di un cavaliere comportava costi rilevanti per il lungo periodo di addestramento, l'acquisto dell'armatura, i cavalli, le armi, nonché l'assistenza di scudieri e palafrenieri. Anni di preparazione erano spazzati via in un attimo, con un solo colpo di archibugio sparato dalla "canaglia" che si teneva al riparo, rimanendo a distanza di sicurezza. La fanteria, composta dagli uomini dei ceti  meno abbienti, tornava ad avere un peso preponderante sull'esito della battaglia, circostanza, questa, che contribuiva non poco a determinare una svolta definitiva nell'evoluzione della società.

All'epoca la presenza ed il riconoscimento delle forze che componevano gli schieramenti in battaglia, erano affidati ancora alle grandi insegne che sventolavano sul campo recanti emblemi e colori di sovrani e di principi; orifiamma, stendardi, bandiere e vessilli indicavano con i loro colori la posizione degli eserciti. L'uniformità del vestire era ancora molto frammentaria per la eterogeneità delle forze schierate, orgogliose della propria individualità. Per giungere ad un criterio di uniformità di concezione moderna, bisognerà ancora attendere. Le specialità della fanteria erano gli arcieri  ed i balestrieri, armi temibili e micidiali specie quando si trattava di arcieri inglesi che usavano il lungo arco o balestrieri genovesi i cui verrettoni  perforavano qualsiasi armatura o corazza. Gli uomini di queste formazioni si distinguevano per l'armamento ridotto, indossavano il camaglio di  maglia di ferro, casacche di cuoio rinforzate, avevano daga, spada e pugnale. Ma proprio per questo erano le più vulnerabili agli attacchi della cavalleria; la loro sicurezza era garantita dai portatori di pavese, il grande scudo che proteggeva pressoché interamente la persona, importante perché nella fase critica di caricamento dell'arma  riparava arciere e balestriere dall'offesa nemica.

Verso la fine del 500', l'evoluzione e la diffusione delle armi da fuoco detteranno nuove regole in fatto di strategia e tattica di guerra; basti pensare all'opera di grandi architetti, come Sangallo, impegnati nella progettazione di imponenti fortificazioni capaci di resistere all'opera distruttiva delle artiglierie. Carlo V trasferisce in Spagna alcuni dei migliori armaioli tedeschi, ad essi affida il compito di migliorare e sviluppare un' arma già realizzata dagli arabi, il fucile a canna rigata. L'arma, che prenderà il nome di "carabina" (dall'arabo karab=arma da fuoco), è caratterizzata da una canna di lunghezza inferiore a quella del fucile e dalla rigatura interna, capace di imprimere al "proietto " una traiettoria più tesa e di maggiore gittata; ciò significa manegevolezza  per l'uomo a cavallo e precisione nel colpire il bersaglio. La produzione della carabina, di per sé,  risulta costosa ed i suoi meccanismi delicati; pertanto va maneggiata con accortezza, ciò significa che se ne potranno dotare solo soldati addestrati e capaci di usarla. Sono le compagnie d'elite, chiamate per l'appunto di "carabini" o "carabinieri", i componenti formeranno i reparti di guardie del corpo di principi e sovrani europei. Particolarmente abili nell'equitazione, questi uomini sono in grado di combattere sia a piedi che a cavallo, secondo le esigenze dello scontro. La tragicità di molti eventi bellici induceva i principi europei ad evitare di ricorrere ai contingenti di truppe mercenarie. Si pensava che i sudditi, organizzati i formazioni militari regolari, sarebbero stati i migliori difensori dei loro beni, delle loro famiglie e della libertà. Il principio di una forza militare nazionale prendeva corpo e con esso i sistemi di reclutamento.

I soldati che rappresentano l'autorità del sovrano, vestiranno ora un abito speciale per foggia e colore, segno del loro servizio; l'uso arbitrario da parte di persone estranee all'esercito era punito con pene severe. Finché questa impostazione sia totalmente accettata, altri eventi dovranno verificarsi quali il definitivo consolidarsi delle monarchie europee e dei loro Stati. Questa è la condizione che permetterà  l'affermarsi di grandi condottieri posti a capo di eserciti caratterizzati da una spiccata identità nazionale che si manifesta attraverso le loro diverse uniformi. La presenza di reggimenti mercenari continuerà negli eserciti europei attraverso tutto il XVIII e parte del XIX secolo, specialmente tedeschi e svizzeri, non più però come forze comandate da capi indipendenti, ma inquadrate, anche disciplinarmente, nell'esercito del quale erano al servizio.