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LA MARINA MILITARE PER L'AMBIENTE MARINO

La Marina Militare fornisce un rilevante contributo nel monitoraggio dei parametri ambientali marini utili a accertare lo stato di salute dei mari nazionali e internazionali.

La sua opera si esplica soprattutto nell’Alto Mare laddove risulta evidente la difficoltà ad operare per gli altri Enti, Istituti Scientifici ed Organizzazioni coinvolti nella salvaguardia dell’ambiente marino.

Oltre alle Unità Navali specialistiche della Squadra Navale - ben 6 Unità Navali a livello Pattugliatori specializzati per le operazioni di antinquinamento (Unità della classe Costellazioni 1^ e 2^ Serie del Comando Forze da Pattugliamento di base ad Augusta – COMFORPAT) – tutte le UU.NN. hanno tra i propri compiti secondari quello della salvaguardia dell’ambiente marino che si esplica sia nei controlli ed accertamenti degli sversamenti di idrocarburi in mare (D.L. 6 nov 2007 n.202, art. 12) sia nel monitoraggio relativo alla presenza dei cetacei nonché la segnalazione di addensamenti da macroclastiche.

A ciò negli ultimi tempi si è aggiunto un ulteriore è più tangibile contributo dalla Marina Militare in termini di monitoraggio ambientale marino attraverso una attiva partecipazione al programma di Marine Strategy, testimone della specifica attenzione che viene dedicata agli aspetti ambientali e che la Forza Armata è in grado di mettere a disposizione del Paese, dell’Europa e della comunità scientifica per la salvaguardia dell’ambiente e del mare.

 

LA MARINE STRATEGY

La Comunità Europea, con la direttiva 2008/56/CE, ha dato mandato ai Paesi membri di realizzare delle strategie nazionali volte a salvaguardare l’ambiente marino che coinvolgano tutte le principali istituzioni attive sul mare. L’Italia ha recepito questa direttiva con il D.Lgs. 13 ottobre 2010, n° 190 che ha conferito al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) il compito di coordinatore della strategia attraverso un organo denominato Comitato Tecnico per la Strategia Ambientale Marina (c.d. Marine Strategy).

A tale Comitato nazionale partecipano i rappresentanti dei principali Dicasteri attivi nel campo della tutela ambientale marina tra cui un rappresentante della Marina Militare, in veste di delegato permanente del Ministero della Difesa.
In particolare, sul piano tecnico – operativo la Marine Strategy nazionale si realizza attraverso una serie di fasi:

  • la valutazione dello stato attuale delle acque marine nazionali (fase già completata);
  • la determinazione dell’obiettivo da raggiungere: il “buono stato ambientale marino” o Good Environmental Status – GES  (già effettuata);
  • la definizione dei “traguardi ambientali marini” (TARGET) attraverso i quali sarà possibile raggiungere il GES (già effettuata);
  • l’elaborazione dei programmi di monitoraggio dei parametri che attestano la salute dell’ambiente marino (in corso);
  • l’elaborazione delle azioni da compiere per raggiungere il GES e mantenerlo, una volta raggiunto. (da definire).

La valutazione iniziale dello stato delle acque marine e l’individuazione dei parametri che danno luogo ad un GES ovvero l’indicatore generale atto a definire il “buono stato ambientale” dei mari nazionali, sono state effettuate sulla base di 11 parametri specifici, individuati dalla stessa Commissione Europea e denominati “DESCRITTORI”. Il controllo sistematico di tali DESCRITTORI costituirà, pertanto, il Piano Nazionale di Monitoraggio Ambientale  e permetterà di individuare dei traguardi ambientali il cui raggiungimento porterà all’ottenimento del GES.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), su incarico del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, al riguardo ha redatto un documento denominato “Architettura per il Piano Nazionale di Monitoraggio” che individua i suddetti DESCRITTORI e definisce le modalità operative del monitoraggio.

I programmi delle misure per raggiungere e mantenere il GES dovranno essere elaborati dal Comitato Tecnico entro il 31 dicembre 2015 e comunicati alla Commissione Europea.

 

IL CONTRIBUTO DELLA MARINA MILITARE ALLA “MARINE STRATEGY”

La Marina Militare ha collaborato alla redazione del GES, dei Traguardi ambientali marini e dei Piani di Monitoraggio in diversi campi della tutela ambientale marina.

Tra questi:

  • l’Habitat del fondale marino e delle biodiversità;
  • le Condizioni idrografiche e ambientali marine;
  • il Rumore sottomarino.

Nell’ambito del monitoraggio ambientale marino il contributo della Marina Militare avverrà, pertanto, sia in termini di supporto logistico con navi e mezzi minori operanti sia in acque costiere, che offshore, sia tramite competenze specifiche degli Enti Tecnici specialistici quali l’Istituto Idrografico della Marina di Genova ed il Centro Supporto Sperimentazione Navale (CSSN) di La Spezia. Tutto ciò in una piena logica ed attinenza circa la forte connotazione duale della Forza Armata ed all’attività che la M.M. svolge in termini di Difesa e Sicurezza Marittima nel Mediterraneo.

In particolare la Marina Militare può contribuire nella fase di monitoraggio con:

  • l’impiego di unità navali per il monitoraggio dei Descrittori, in sinergia con le attività istituzionali;
  • l’impiego dei dati acquisiti nel corso dello svolgimento delle Campagne Idro-oceanografiche e dei dati provenienti dalle collaborazioni con Enti di ricerca;
  • la fornitura dei dati idro-oceanografici in possesso dell’I.I.M.;
  • il monitoraggio di “Habitat biogenici - Coralli bianchi profondi”;
  • l’impiego delle Unità Idrografiche e dei Cacciamine per il controllo di specifici parametri con impiego di ecoscandagli multibeam, side scan sonar, benne, e veicoli subacquei guidati e remoti (ROV/AUV);
  • lo svolgimento di apposite spedizioni idrografiche per indagini specifiche;
  • l’acquisizione dei dati acustici relativi al naviglio mercantile.

 

 

Good environmental status (GES) – buono stato ecologico: stato ecologico delle acque marine tale per cui queste preservano la diversità ecologica e la vitalità di mari ed oceani che siano puliti, sani e produttivi nelle proprie condizioni intrinseche e l’utilizzo dell’ambiente marino resta ad un livello sostenibile, salvaguardando in tal modo il potenziale per gli usi e le attività delle generazioni presenti e future.