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Programma Nazionale Ricerca in Antartide

 

 

Programma Nazionale Ricerca in Antartide

 

La Marina Militare in Antartide

Dal 1985 l'Italia è presente in Antartide con un proprio Programma Scientifico denominato "Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (P.N.R.A.)".
L'istituzione del programma ha comportato la realizzazione di una Base Scientifica Italiana (IT35), con funzionalità stagionale (attiva nel periodo ottobre - febbraio) e situata nel Mare di Ross a Baia Terra Nova, in posizione 74°42'S - 164°07'E.
Tra le varie attività di ricerca finanziate dal Programma, spicca per continuità ed importanza strategica quella svolta dall'Istituto Idrografico della Marina (I.I.M.) di Genova. L'Istituto, unico Organo Cartografico di Stato per la Cartografia Nautica, esegue rilievi idrografici in Antartide, in zone circostanti la Base Italiana, finalizzati alla produzione di Cartografia Nautica e tematica dell'area.
L'importanza della cartografia ha subito negli ultimi anni, un notevole incremento, grazie all'interesse per il Continente Antartico sia da un punto di vista prettamente scientifico che culturale. Organizzazioni quali lo SCAR (Scientific Committee for Antarctic Research) ed il COMNAP (Council of Managers of National Antarctic Programmes) promuovono lo sviluppo di tutte quelle attività scientifiche, che concorrono ad una conoscenza più approfondita del Continente, oltre al monitoraggio ed allo studio di tutti quegli aspetti legati all'ecosistema globale "Terra".
Anche altre organizzazioni internazionali, quali lo IAATO (International Association of Antarctic Tour Operators), premono affinchè informazioni legate alla Cartografia Nautica dell'area siano sempre più aggiornate e complete, al fine di rendere più sicura possibile l'attività turistica in Antartide.
Con queste premesse il ruolo dell'I.I.M. in Antartide ha assunto una nuova valenza. La Commissione Scientifica Nazionale per l'Antartide (CSNA), che coordina ed approva l'attività di ricerca, visti gli impegni che l'Italia ha assunto nei confronti delle Organizzazioni Internazionali coinvolte nell'attività in Antartide (IHO-SCAR-COMNAP), ha riconosciuto l'importanza strategica della "Cartografia Nautica" per la Sicurezza della Navigazione. Sono state valutate tutte le possibili implicazioni che, in campo internazionale, la conoscenza del fondo marino può avere, e si è svincolato l'I.I.M. dal presentare "Progetti di Ricerca" triennali e quinquennali alla CSNA, come avveniva in precedenza, rendendo l'Idrografia in Antartide un'attività "Istituzionale" di stretta competenza del Programma Antartide gestito dall'Enea.

L'Attività operativa nel Mare di Ross

Il territorio antartico rappresenta la frontiera dell'uomo. L'isolamento, la totale mancanza di porti e la notevole lontananza dagli altri continenti influiscono sulle esigenze logistiche delle unità che solcano i mari dell'Antartide.
Le condizioni meteorologiche estreme mettono a dura prova apparecchiature, mezzi, uomini e non ultimo le navi stesse.
Se il mare rappresenta un elemento rischioso, le acque antartiche centuplicano tale rischio e tutto ciò che si dice di questo territorio è certamente riduttivo rispetto a ciò che si osserva "in situ"; non a caso questa parte del pianeta è riconosciuta come la più inospitale ed i mari che la circondano come i più tempestosi del mondo.
Molto spesso la coscienza di possedere l'esperienza in navigazioni di questo tipo comporta una eccessiva confidenza nell'affrontare determinate situazioni, e ciò si può tramutare in tragedia.
Capitani esperti con equipaggi addestrati hanno incontrato serie difficoltà, con condizioni estreme, fino a perdere la nave, con l'impotenza purtroppo di evitare il sinistro.
L'Istituto Idrografico della Marina partecipa alle operazioni in Antartide con un proprio nucleo operativo che ha le caratteristiche di una vera e propria "Spedizione Idrografica", la cui composizione ottimale e le cui attività specifiche di attuazione vengono definite e pianificate dalla Direzione dell'Istituto.
L'impegno di realizzare cartografia, prima a livello nazionale e con finalità più scientifiche e successivamente inserita nel contesto internazionale con finalità esclusivamente legate alla "Sicurezza della Navigazione", ha fatto sì che l'attività del team idrografico si sviluppasse secondo le seguenti linee di ricerca:

  • Geodesia: necessaria per l'inquadramento dei rilevi idrografici dell'area e per ancorare i rilievi idrografici alla parte a terra;

  • Topografia: necessaria per definire la linea di costa prossima alla Base Italiana di Baia Terra Nova, intorno alla quale sono centrate le Carte Batimetriche e Nautiche realizzate e in corso di realizzazione da parte dell'I.I.M.;

  • Idrografia: indispensabile per determinare la conformazione del fondo marino e per fornire il supporto cartografico alla ricerca scientifica dell'area;

  • Reperimento di Spot Satellitari: necessari ad inquadrare aree non più determinabili (data la loro vastità e lontananza dalla Base Italiana) a mezzo di topografia tradizionale;

  • Cartografia: attività svolta in sede di Istituto Idrografico che, con metodologie dapprima semi-automatiche e poi completamente automatiche e digitali, ha portato alla realizzazione delle Carte Batimetriche e Nautiche dell'Antartide.

La cartografia nautica necessita di un rilievo eseguito con grande dettaglio e con impegno ben maggiore di un rilievo terrestre equivalente e di scala analoga. Su quest'ultimo è l'occhio dell'osservatore che permette di interpretare, con maggiore o minore precisione, tra i vari punti osservati con gli strumenti, e ricostruire la topografia del suolo. Nel caso invece di rilievi batimetrici, bisogna affidarsi esclusivamente ai dati strumentali che, come abbiamo visto, devono essere dettagliati, precisi ed affidabili.
Crediamo sia giunto il momento di assegnare il giusto ruolo e peso all'Idrografia nella Comunità Scientifica operante in Antartide la quale, al pari degli altri studi, consente la realizzazione di cartografia nautica sicura ed affidabile, in un territorio in cui sicurezza ed affidabilità sono condizioni estremamente importanti, affinché le operazioni di ricerca in mare non si tramutino in tragedie.