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Storia

Vittorio Emanuele II istituì la "Reale Commissione dei Porti, Spiagge e Fari" il 12 Maggio 1868. E' questo il primo documento ufficiale riguardante la regolamentazione del segnalamento marittimo italiano e uno dei primi atti compiuti all'indomani dell'unità nazionale.

Nel 1876 l'Ufficio Centrale Idrografico della Regia Marina pubblicò il primo elenco completo dei fari italiani. A questa pubblicazione seguì la richiesta presso il Ministero dei Lavori Pubblici, da parte del direttore dell'Istituto Idrografico (Comandante Magnaghi), per l’istituzione di un Ufficio Tecnico cui affidare la suprema direzione di tutto il Servizio Fari e Segnalamenti Marittimi. La sua richiesta non venne accolta. A quel tempo, la situazione in cui si trovava la rete del segnalamento marittimo in Italia era davvero poco felice, tanto che, nel 1879 la questione fu posta al parlamento. Quello che ne seguì fu la nomina di una commissione straordinaria per il riordinamento dei fari e fanali con il mandato di proporre i miglioramenti da introdursi nell'illuminazione delle coste.

Nel 1881 la Reale Commissione dei Porti, Spiagge e Fari ratificò la prima stesura di un programma organico di interventi relativo alla segnalazione delle coste del Regno. Venne inoltre finanziata una vasta opera di costruzione per oltre 100 nuovi segnalamenti.

Nel 1885 viene istituita la prima legge in materia di Fari e Segnalamenti marittimi, la n. 3095 del 2 aprile, con la quale viene redatto il "Programma organico dei fari nazionale” affidato al Consiglio Superiore del Ministero dei Lavori Pubblici.

Nel 1887 la Direzione Generale Opere Idrauliche del Ministero dei Lavori Pubblici pubblicò una seconda edizione dell' “Elenco Fari e Fanali Italiani".

II 1890 è una data significativa: l'ammiraglio Magnaghi scrive la sua "Relazione intorno al servizio dei fari e segnali marittimi", nella quale è unita la "Proposta di un nuovo ordinamento” che viene ispirato al modello in uso in quegli anni negli Stati Uniti.

Nel 1896, il Ministero dei Lavori Pubblici commissiona, con un regio decreto, il riordino di tutta la materia per il tramite di una nuova Commissione Straordinaria Ministeriale. Questo è il secondo programma che potremmo definire organico a partire dal 1881, sempre redatto attraverso la Regia Amministrazione Centrale dei Fari e Segnalamenti Marittimi delle Coste Italiane appartenente al Ministero dei Lavori Pubblici.

L’importanza di poter disporre di un Servizio dei Fari e dei segnalamenti marittimi efficiente, secondo i parametri del tempo e di cui era riconosciuta sempre più la valenza strategica e militare in un periodo storico caratterizzato da una politica di rinnovamento dello strumento bellico, comune in tutti i paesi d’Europa ed in cui già si avvertivano i prodromi di un possibile conflitto, portò al varo di due Leggi, la n. 2 e la 75 del 1910, con le quali si unificavano tutti i servizi marittimi nelle mani della Regia Marina.

Con il decreto 568 del 17 luglio 1910 si dispose così il passaggio del Servizio Fari e Segnalamenti Marittimi dal Ministero dei Lavori Pubblici al Ministero della Marina, lasciando all'amministrazione dei Lavori Pubblici, oggi Ministero delle Infrastrutture, soltanto la costruzione e le riparazioni straordinarie dei fari.

La data ufficiale del passaggio del Servizio Fari alla Regia Marina viene però ritardata a causa di problemi burocratici e di bilancio e, con il Regio Decreto n. 294, fissata definitivamente per il 1° Luglio 1911.

A seguito di questo passaggio iniziarono molte opere di ammodernamento del Servizio sia in termini di organizzazione che sul piano tecnologico. Il 2 luglio 1915 la Regia Marina riorganizzò completamente il servizio con il decreto luogotenenziale n. 1240, con il quale venne istituito per la prima volta l’Ispettorato dei Fari e dei Segnalamenti Marittimi, la cui sede nazionale fu indicata in Napoli.

La nuova organizzazione prevedeva enti semplici e snelli, scevri da legami con altri servizi; con capacità di gestione ed intervento anche nei punti più remoti ed isolati delle nostre coste, in modo da garantire alla navigazione una sicura opera di vigilanza e di protezione.

L’intero territorio del Regno d'Italia fu suddiviso in 8 zone denominate "Comandi Zona Fari", in cui erano comprese anche le colonie. Al Comando di ciascuna zona era preposto un Capitano di Vascello il quale provvedeva all’andamento del servizio nel tratto di costa di competenza della sua zona. Spettava all’ Ufficio tecnico dei fari, ubicato all’interno dell'Arsenale di Napoli, l'incarico di studiare i progetti relativi agli apparecchi e congegni dei fari e degli altri segnali marittimi, di pronunciarsi sulle proposte di nuovi apparecchi da parte delle case produttrici, di eseguire contratti e collaudi approvati dal Ministero e di provvedere alle trasformazioni e alle riparazioni importanti degli apparati esistenti oltre anche agli studi e alle esperienze che avessero lo scopo comunque di migliorare la tecnica dei fari. Notevoli furono le migliorie apportate sia da un punto di vista della qualità del servizio, grazie all'ammodernamento di un gran numero di impianti, che dal punto di vista numerico visto che nel 1916 si passò ad avere 512 segnali contro gli appena 50 del 1861.

Il 22 luglio 1915 con il Decreto Regio n. 1240 viene approvato anche il primo regolamento militare per il Servizio dei Fari e del Segnalamento Marittimo. Fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale l'Italia compì il massimo sforzo nel portare il livello del segnalamento delle nostre coste a quello dei paesi più progrediti in questo campo, come l'Inghilterra e la Francia.

La guerra comportò un pesante tributo in termini di distruzioni e devastazioni per tutto il patrimonio dei fari e segnalamenti marittimi in genere che, all’epoca, erano considerati siti di rilevante interesse strategico. Alle azioni di bombardamento aereo, navale e terrestre degli alleati seguirono quelle dei guastatori tedeschi in ritirata, lasciando sul campo uno spettacolo di desolante squallore oltre che di pericolosa inefficienza.

Nell’immediato dopoguerra la Marina Militare organizzò nuovamente la Divisione Fari e con l'aiuto esecutivo del Ministero dei Lavori Pubblici, per mezzo del suo Dipartimento Opere Marittime, istituì un programma generale di ricostruzione e ammodernamento dell’intera rete. I lavori di recupero dei fari danneggiati si affiancarono alla costruzione di alcuni altri, ex novo, e proseguirono ininterrottamente fino al 1965.

Il 31 dicembre del 1966, dopo l'avvenuta rigenerazione operativa del servizio, venne istituito l’Ispettorato dei Fari e del Segnalamento Marittimo alle dirette dipendente dal Capo di Stato Maggiore della Marina di stanza a Roma e avente l'ausilio dell'Ufficio Tecnico dei Fari di base nell'Arsenale Navale di La Spezia. La rete fu suddivisa nelle seguenti zone di pertinenza: La Spezia per I’Alto Tirreno, La Maddalena per la Sardegna, Napoli per il Basso Tirreno, Messina per la Sicilia, Taranto per lo Ionio e il Basso Adriatico e Venezia per I’Alto Adriatico e quello Centrale. Ognuna di queste zone veniva assegnata ad un Comando Zona Fari, con dipendenza operativa dal rispettivo Alto Comando Periferico della Marina e funzionale (per gli aspetti tecnici e logistici) dall’Ispettorato dei Fari, con il compito principale di gestire la segnaletica marittima di pertinenza ivi compresa la manutenzione ordinaria dei manufatti, avvalendosi per questo di personale civile e militare.

L’Ufficio Tecnico dei Fari, direttamente alle dipendenze dell'Ispettorato, con sede a La Spezia ebbe invece il compito di eseguire in tutt’Italia le riparazioni di maggiore entità o straordinarie, oltre a utilizzare i propri laboratori ed officine per effettuare riparazioni, collaudi, sperimentazioni e ricerche.

Nel mese di giugno 1998 l'Ispettorato per il Supporto Logistico e dei Fari, incorporò l'ex Ispettorato dei Fari costituendo il 4° Reparto Fari. Dal 30 aprile 2013 L'Ispettorato, mantenendo la medesima struttura organizzativa, è stato rinominato in Comando Logistico della Marina Militare.

Dal 1° novembre 2013 il Comando Logistico è stato rilocato a Nisida – Napoli e nel contempo è stata costituita la Direzione Fari e Segnalamenti la cui sede a partire dal 15 marzo 2014 è a Napoli in Via Ammiraglio Ferdinando Acton, 1.