Skip Navigation LinksHome page > Cosa facciamo > Operazioni concluse

Mare Nostrum

Operazione Mare NostrumL'operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale denominata Mare Nostrum è iniziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all'eccezionale afflusso di migranti. L'operazione è terminata il 31 ottobre 2014 in concomitanza con la partenza della nuova operazione denominata Triton

L'Operazione consisteva nel potenziamento del dispositivo di controllo dei flussi migratori già attivo nell'ambito della missione Constant Vigilance, che la Marina Militare svolge dal 2004 con una nave che incrociava permanentemente nello Stretto di Sicilia e con aeromobili da pattugliamento marittimo.

Guarda il riepilogo attività (file pdf): Vigilanza Pesca / Controllo Flussi Migratori / Operazione Mare Nostrum

L'Operazione Mare Nostrum aveva dunque una duplice missione:

•garantire la salvaguardia della vita in mare;
assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti.
Il dispositivo vedeva impiegato il personale e i mezzi navali ed aerei della Marina Militare, dell'Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto, personale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana nonché del Ministero dell'Interno – Polizia di Stato imbarcato sulle unità della M.M. e di tutti i Corpi dello Stato che, a vario titolo, concorrono al controllo dei flussi migratori via mare.

La Marina Militare partecipava, in particolare, con:

• dai 700 ai 1000 militari;
• 1 Nave Anfibia tipo LPD con funzione di Comando e Controllo dell'intero dispositivo. L'Unità è dotata di spinte capacità sanitarie di primo intervento compresa una tenda e una barella biocontenimento,con disponibilità di mezzi da sbarco e gommoni a chiglia rigida. Inoltre l'Unità ha la possibilità di ricevere a bordo i rappresentanti di altri Dicasteri/Organismi nazionali/internazionali coinvolti nell'operazione;

• 2 corvette Classe Minerva;
• 2 pattugliatori, Classe Costellazioni/Comandanti, due unità ciascuno con un elicottero SH- 212, di cui uno con missione primaria di Vigilanza Pesca;
• 1 elicottero medio-pesanti tipo SH90 (TRR) imbarcato sulla Nave Anfibia oltre che a nr. 2 Aeromobili a Pilotaggio Remoto Camcopter S-100;
• 1 elicottero EH 101 (MPH) rischierato a terra su Lampedusa
• 1 velivolo P180 della M.M. e 1 velivolo P180 P.S., muniti di dispositivi ottici ad infrarosso (ForwardLookingInfraRed - FLIR), rischierati a Pratica di Mare;
• 1 LRMP Breguet Atlantic rischiarato a Sigonella;
• 1 elicottero medio AW139 (Polizia) rischierato a Lampedusa
• 1 elicottero leggero utility AW109 (Carabinieri) rischierato a Lampedusa
• rete radar costiera della M.M. con capacità di ricezione dei Sisitemi Automatici di Identificazioni della Navi Mercantili (AutomaticIdentification System - AIS).

Il Comando del Dispositivo aeronavale era affidato a un ufficiale ammiraglio imbarcato su una nave con capacità di comando e controllo. Su tale unità imbarcava anche personale del Dipartimento Pubblica Sicurezza - Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, che con le loro capacità rafforzavano i controlli per l'identificazione dei migranti direttamente da bordo. I controlli sanitari invece erano svolti su tutte le unità del dispositivo dallo staff medico di bordo, affiancato dai medici dell'ISMAF (Istituto di Sanita Marittima Aeronautica delle Frontiere), dal personale del Corpo Militare e delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, dal personale volontario sanitario del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta) e della Fondazione RAVA.

L'Operazione Mare Nostrum operava congiuntamente alle attività previste da Frontex: 

Frontex è un'istituzione dell'Unione Europea il cui scopo è il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE e l'implementazione di accordi con i Paesi confinanti con l'Unione europea per la riammissione dei migranti extracomunitari respinti lungo le frontiere.
Eurosur, è il nuovo sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri sotto egida dell'Unione Europea che prevede, principalmente, l'impiego di droni.

.