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EUNAVFOR MED operation Sophia

L’operazione EUNAVFOR MED operation Sophia è stata attivata in base alla decisione del Consiglio Europeo che, il 18 maggio 2015, ha ribadito il forte impegno per agire al fine di evitare tragedie in mare derivantiEUNAVFOR.jpg dal traffico di esseri umani in Mediterraneo centro-meridionale.

L’Italia, nel contesto dell’Unione Europea, si è proposta come Nazione Leader dell’operazione che è condotta al livello strategico-operativo dal Quartier Generale Europeo Italiano (IT EU-OHQ), presso la sede del Comando Operativo di vertice Interforze (COI) - di Roma Centocelle -, sotto il comando dell’Ammiraglio di Divisione Enrico Credendino, Operation Commander (OpCdr).

La 1^ fase dell’operazione, avviata lo scorso 22 giugno 2015, ha visto la Task Force guidata dal Contrammiraglio Andrea Gueglio imbarcato come Force Commander (FCdr) sulla portaerei Cavour, Flagship dell’Operazione e composta altresì dalla nave idrografica inglese ENTERPRISE e dalle unità tedesche WERRA (nave ausiliaria) e SCHLESWIG-HOLSTEIN (fregata), raggiungere la piena capacità operativa il 27 luglio.

Solo un mese dopo, i mezzi navali e aerei di EUNAVFOR MED - Sophia hanno raggiunto tutti gli obiettivi prefissati della prima fase, raccogliendo le informazioni necessarie a comprendere appieno il modus operandi dei trafficanti e contrabbandieri di esseri umani per essere pronti, una volta iniziata la seconda fase, a contrastare la loro attività in mare.

Il 7 ottobre 2015, EUNAVFOR MED - Operation Sophia è ufficialmente entrata nella sua 2^ fase volta ad interdire il network delle reti criminali associato al traffico e sfruttamento di migranti attraverso il Mediterraneo e ridurre il flusso migratorio via mare (a un livello tale da poter esser gestito con le capacità intrinseche degli Stati Costieri) in conformità al diritto internazionale applicabile, incluse la United Nations Convention of the Law of the Sea (UNCLOS) e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Le Unità navali di EUNAVFOR MED - Operation Sophia possono procedere a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in acque internazionali di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico o la tratta di esseri umani.

All’operazione al momento aderiscono 24 nazioni: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Rep. Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia.