Il Castello Svevo è, in ordine cronologico, il secondo dei quattro castelli che Brindisi ha avuto. Detto anche Castello di terra (per distinguerlo dal Castello di mare) o Castello svevo-aragonese (per l'origine sveva e le ulteriori modifiche nel periodo aragonese), si trova a ridosso del centro storico di Brindisi. Una sua parte si affaccia nella parte interna del porto cittadino, a difesa anche di quest'importante area della città. Dal 1909 è utilizzato come Comando della Marina Militare, adibito inizialmente a Comando della Stazione Torpediniere e, dall'anno successivo, come Comando dei Sommergibili, per divenire dal 1916 anche sede di riferimento della Flottiglia MAS.

Durante la Grande Guerra, Brindisi si rivela determinante per le operazioni navali italiane nel Basso Adriatico e, in questo contesto, il Castello diviene una importante sede di comando. Nel successivo Secondo conflitto mondiale, in conseguenza degli eventi armistiziali, Brindisi divenne in breve una delle principali basi della Marina impegnata nella Guerra di liberazione e il Castello Svevo, oltre che del Comando Marina, fu sede per cinque mesi del Capo di Stato, il Re Vittorio Emanuele III. Qui si svolgono le attività amministrative del governo e le funzioni di comando nei mesi in cui Brindisi è stata Capitale d'Italia.

In occasione della celebrazione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Castello, sede storica della Marina Militare a Brindisi, apre la Sala Storica del San Marco, dove è possibile ripercorrere le pagine di storia scritte in oltre cento anni di attività dai valorosi Fucilieri di Marina italiani, con preziosi cimeli testimoni dell'importanza di Brindisi come sorgitore militare e del ruolo della Città per la marineria Italiana.