L'operato delle Maestranze

I cimeli riferiti a questo tema sono frutto del lavoro degli artigiani dell'Arsenale e del Museo, eccellenti carpentieri in legno, maestri d'ascia, carpentieri in ferro, congegnatori e altri ancora. Le maestranze erano e sono il cuore pulsante dell'Arsenale e negli anni hanno realizzato, riparato, conservato oggetti diventati oggi preziosi cimeli.

Un primo straordinario esempio esposto è il modello della più bella nave del mondo, simbolo della Marina Militare, del made in Italy e ambasciatrice UNICEF, l'Amerigo Vespucci. L'esemplare è stato costruito dal Capo Operaio Arrigo Chiavacci, con la collaborazione della sezione Vele dell'Arsenale e di Fabio Castiglia, dipendente dell'Arsenale, che ne ha curato l'attrezzatura. Rappresenta la fotografia tridimensionale dell'unità intorno al 1980 in tutti i particolari di arredamento, dotazioni e allestimento. La sua realizzazione è durata oltre 10 anni, dal 1975 al 1985. E oggi le maestranze arsenalizie si prendono cura dell'Amerigo Vespucci : nei bacini vengono svolti lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione e ogni anno la sua polena viene smontata, rinnovata e risistema al suo posto.

Diversi i modelli composti ad uso didattico come riferimento per i cantieri di costruzione. Non calcoli ingegneristici computerizzati, ma manufatti che evidenziavano le forme esatte dei particolari che componevano lo scafo, che poi veniva realizzato in cantiere. 

Un altro tributo al mirabile lavoro delle MAESTRANZE sono i modelli delle prime navi varate in Arsenale. La prima nave impostata alla Spezia nel cantiere provvisorio di San Bartolomeo fu proprio, nel 1865, la corazzata Palestro. Appena le officine del nuovo Arsenale furono pronte, a partire dal 1871 nei due scali operativi, ai quali se ne aggiunse un terzo successivamente, si iniziarono ad impostare navi cannoniere, corazzate, sommergibili. Quando si cominciarono a costruire navi più grandi fu necessario allungare tali scali, come per le corazzate Regina Margherita, Regina Elena e Cavour. L'ultima corazzata varata alla Spezia nel 1913 fu l'Andrea Doria.  La Regia Marina poi decise di affidare la costruzione delle nuove unità a cantieri privati e nel 1923 l'Arsenale varò le ultime due navi.