Il profondo legame che unisce in un intimo ed indissolubile vincolo le Forze Armate, la Patria ed il suo popolo è racchiuso nel Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate. Al Sacrario delle Bandiere, presso il Vittoriano a Roma, sono custodite dal 1935 le Bandiere di Guerra dei Reparti disciolti dell'Esercito e le Bandiere di Combattimento delle Unità della Marina andate in disarmo; sono rappresentate inoltre con le loro bandiere l'Aeronautica, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Pubblica Sicurezza; all'interno è collocato il Sacello del Milite Ignoto.

In questa struttura, dove la Storia ha modo di rivelarsi, sono custoditi stendardi, labari, cimeli e pezzi artistici di fine manifattura tra cui i cofani portabandiera finemente cesellati. Lungo il percorso espositivo vi sono anche teche contenenti cimeli recuperati nel corso di azioni di combattimento in diversi teatri di guerra.

Il Sacrario è un luogo particolare, sacro per i cittadini che credono nel proprio Paese; è il luogo che conserva il simbolo della Nazione: la Bandiera; non una ma tante Bandiere, quelle dei vari reparti militari che hanno operato e combattuto dall'unità d'Italia. Per capire bene che cosa è racchiuso in questo luogo ideato come tributo alla memoria, percorrendo le varie ali della struttura, si ripercorrono anni ed anni di storia che videro protagoniste le "virtù patriottiche" degli italiani.

Il Sacrario delle Bandiere nacque nel 1934 ed era destinato inizialmente a raccogliere le bandiere della Marina e dei Reggimenti disciolti dopo la Grande Guerra (1915-18), già custodite a Castel S. Angelo, a partire da quelle che erano state utilizzate durante le Battaglie Risorgimentali per l'unità e l'indipendenza dell'Italia.

Sono state così raccolte le bandiere appartenute ai vari Reggimenti disciolti al termine del Primo Conflitto Mondiale e che erano confluite, nell'immediato dopoguerra, all'interno delle collezioni di Castel S. Angelo. Una pratica che proseguì anche negli anni successivi con le bandiere degli altri Reggimenti disciolti al termine della Seconda Guerra Mondiale. Il sito prescelto per custodirle, accanto alla tomba del Milite Ignoto, voleva esaltare la funzione sacrale e simbolica della Bandiera che diventava il mezzo più semplice e diretto per commemorare il sacrificio ed il coraggio dei tanti soldati italiani che avevano lottato sotto l'insegna del Tricolore per un comune senso della Patria alla ricerca della libertà.