In una cornice d'eccezione come la ex Chiesa di S. Agostino, famosa per il suo portale gotico di Giorgio da Sebenico, il cui chiostro accoglie oggi la Sala Museale, si snoda il viaggio nella storia della radio, dalle prime sperimentazioni di Guglielmo Marconi fino ai nostri giorni. Un tributo al grande fisico italiano, che fu anche ufficiale della Marina italiana e a lungo collaborò con essa. L'itinerario realizzato, caratterizzato dalla elevata multimedialità, rappresenta l'evoluzione delle radiocomunicazioni con dettagliate descrizioni legate sia alla tecnica che allo stile, per diffonderle e riceverle attraverso l'etere.

Quanto è importante la radio? Pensiamo al suo contributo nelle operazioni di soccorso, così come all'importanza nelle comunicazioni nel campo bellico, ma soprattutto agli indispensabili usi di tutti i giorni, come il telefono cellulare. L'allora Regia Marina, ebbe un ruolo fondamentale nelle esperienze di Marconi e nello sviluppo delle sue invenzioni, rendendo disponibili uomini, navi e attrezzature.

Fu proprio con una unità della Marina che Marconi giunse in Ancona e fu da una stazione segnali della Marina, quella sul colle dei Cappuccini, che effettuò uno dei suoi importanti esperimenti. Ma le radici marchigiane della radio sono più profonde di un esperimento, basti pensare al coherer sviluppato da Temistocle Calzecchi Onesti, insigne fisico marchigiano, ed utilizzato da Marconi nel primo ricevitore radio. È su questi presupposti storici che poggia la nascita della sala Museale "Contrammiraglio Guglielmo Marconi", nella città che fu partecipe delle sue esperienze.

La Sala museale si articola su 4 ambienti principali inseriti nel vecchio chiostro degli Agostiniani. L'idea della mostra permanente nasce dal fatto che Guglielmo Marconi condusse nel 1904 alcuni importanti esperimenti di trasmissione radiotelegrafica proprio ad Ancona, nei pressi del vecchio faro del Colle dei Cappuccini. Nell'allestire la mostra a carattere permanente sono state ricercate possibili sinergie con altri organismi potenzialmente interessati, e in tale quadro un importante contributo è stato fornito dall'Associazione Radioamatori Italiani (A.R.I.), che ha allestito una sala radio perfettamente funzionante. Non va infine sottaciuto il contributo fornito dalla locale sezione dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia.

All'ingresso la prima parte interattiva costituita da un simulatore di sommergibile della classe "Sauro", uno dei quali ha portato proprio il nome di Guglielmo Marconi (S 521); la sala delle colonne, puramente espositiva, ripercorre la storia della radio dal 1895 (primo esperimento di Marconi) fino ai cellulari (preconizzati da Marconi già nel 1935); nella sala successiva, dedicata all'Ammiraglio MOVM Salvatore Pelosi - i cui cimeli sono stati donati alla Sala Museale - i visitatori possono impratichirsi all'impiego della radio con una stazione radioamatoriale realmente funzionante resa disponibile dalla sezione A.R.I. di Ancona. L'ultima sala è allestita da laboratorio, in cui si possono ricreare esperienze per coinvolgere i visitatori di tutte le età. Possono essere costruite delle radio, si può scoprire il funzionamento del coherer e ci si può immergere nei segreti del codice Morse.

Ma l'incoraggiamento finale è giunto dagli Enti locali, ovvero dal Comune di Ancona, dalla Provincia di Ancona e dalla Regione Marche, che hanno contribuito alla realizzazione di questa opera rivolta agli studenti. Grazie a loro, la sala delle colonne con i meravigliosi apparati d'epoca ed i filmati interattivi, la sala "Salvatore Pelosi" con una radiotrasmittente funzionante e la sala interattiva per i laboratori, potranno vivere la loro missione a contatto con i ragazzi. Un museo dedicato soprattutto ai giovani, per coinvolgerli nel mondo affascinante delle telecomunicazioni attraverso uno scienziato protagonista della storia Italiana e del mondo intero