incrociatore Carlo Alberto allestito per gli esperimentiLe esperienze sulla TSF (telegrafia senza fili) nel golfo di La Spezia nel luglio 1897, tra la stazione di San Bartolomeo e il rimorchiatore R8,  e le campagne oceaniche sull’incrociatore “Carlo Alberto” del 1901-1902, segnarono passi fondamentali nei rapporti tra Marconi e la Marina, con la quale continuò a mantenere stretti contatti.

Grazie all'uso gratuito dei brevetti Marconi, l'Arsenale di La Spezia fu sede della nascita delle prime officine italiane di costruzioni radio e di scuole di addestramento del personale. La rapida estensione degli impianti a navi e stazioni costiere, fornì un notevole contributo alle comunicazioni a distanza ed alla soluzione dei problemi della radiopropagazione.

Guglielmo Marconi Ufficiale della Regia Marina (per concessione famiglia Marconi)L’Italia era all’avanguardia con l’IERT (Istituto Elettrotecnico e Radiotelegrafico della R. Marina), che già dai primi anni del secolo scorso trovò sede a Livorno e che oggi si chiama Mariteleradar. Proprio a questo riguardo, non dobbiamo dimenticare la sua storica lezione nel 1922 al “Institute of Electrical and Electronics Engineers – IEEE” di New York , in cui preconizzò l’invenzione del RADAR, affermando che: “Dovrebbe ormai essere possibile progettare un apparecchio in grado di proiettare in qualsiasi direzione prescelta un fascio di onde radio, che incontrando un oggetto metallico come una nave si riflettano verso un ricevitore installato sulla nave emittente, ma ben schermato dall’emettitore, rivelando quindi immediatamente la presenza e la direzione dell’altra nave anche in caso di nebbia e di cattivo tempo” e da cui presero vita gli esperimenti di Torre Chiaruccia che portarono alla nascita della radiolocalizzazione.