Glossario di Diritto del Mare 

PREMESSA ALLA III EDIZIONE

Il diritto del mare continua a essere al centro della scena internazionale. Nell’eterno divenire che contraddistingue i mari, i fattori giuridici sono in continuo movimento.
Nel Mediterraneo, per esempio, si è aperto il vaso di Pandora delle zone economiche esclusive a seguito della proclamazione di numerose zone di pesca e di protezione ecologiche che hanno sensibilmente ridotto gli spazi di alto mare. Anche l’Italia, per non restare isolata, ha dovuto alla fine istituire una propria zona di protezione ecologica, ammainando così la bandiera della difesa della libertà dell’alto mare che tenacemente aveva sostenuto per tanti anni.
Le Marine, per parte loro, dopo l’ attacco all’America del 2001, si sono assunte a pieno la responsabilità di tutelare la security marittima. Al contrasto del terrorismo marittimo (cui l’IMO ha dedicato il Protocollo di Londra del 2005) si è inoltre aggiunta, come loro compito prioritario, la lotta alla (rinata) pirateria e ai traffici illeciti, primi tra tutti quelli di armi di distruzione di massa (WMD).
E la nostra Marina non ha mai ridotto il suo impegno su questo fronte svolgendo vari tipi di missioni: dal controllo del traffico dei migranti e dalla protezione degli interessi nazionali di pesca alle Maritime Security Operations in Golfo Persico, Mar Arabico, Mar Rosso, Corno d’Africa e Libano.
All’evoluzione del diritto del mare hanno concorso, oltre allo sviluppo della cooperazione regionale per la tutela dell’ambiente marino e delle risorse ittiche, i nuovi accordi per il controllo del traffico di migranti (Protocollo di Palermo del 2000) e per la tutela del patrimonio archeologico sommerso (Convenzione UNESCO 2001).
Un ruolo attivo in materia ha anche cominciato a svolgerlo l’Unione Europea da quando, con il Libro Verde del 2006 , ha ipotizzato uno «spazio marittimo comune dell’Unione». Ci troviamo in definitiva in una fase di transizione caratterizzata da due linee di tendenza: da un lato, il rafforzamento delle competenze funzionali degli Stati costieri per tutelate l’ambiente e le risorse viventi; dall’altro, il contrasto delle attività illegali favorite da una sorta di anarchia dei mari.
Non sappiamo quali saranno gli scenari futuri. Certo è che tutte le Marine, assieme a quella Italiana, continueranno senza clamore a fare il loro lavoro di sempre: garantire la sicurezza e la libertà delle principali rotte per proteggere gli interessi del proprio Paese e per garantire l’ordine dei mari secondo il diritto internazionale.
L’Autore, ringrazia l’Istututo Idrografico della Marina per le cartine di cui ha consentito la pubblicazione e il Capitano di fregata Paolo Lusiani per l’attenta revisione del testo.
La presente edizione è dedicata alla memoria del Prof. Roberto Sandiford, prima Ufficiale della Regia Marina negli anni Venti del secolo scorso e poi illustre cattedratico che tanto ha contribuito alla conoscenza dei principi del diritto marittimo internazionale di pace e di guerra e le cui opere (alcune delle quali citate nella bibliografia) possono ancora essere lette con profitto da chi voglia intraprenderne lo studio.
Fabio Caffio
Roma, dicembre 2006

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