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Teseo Tesei

 …occorre che tutto il mondo sappia che ci sono degli italiani che si recano a Malta nel modo più temerario. Se affonderemo qualche nave o no poco importa; quel che conta è che si sia capaci di saltare in aria con il nostro apparecchio sotto gli occhi degli inglesi, avremo indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quali vie si pervenga al successo.
…alle quattro e mezzo la rete deve saltare e salterà.
Se sarà tardi spoletterò al minuto.

"Teseo Tesei era un essere straordinario, come se ne può incontrare uno ogni cento anni. Aveva una forza spirituale enorme, era un uomo al di là di tutto. Di fronte a lui sembravano tutti piccoli; gli Ammiragli sembravano Caporali. Avrebbe potuto emergere in qualsiasi campo, avrebbe potuto diventare un santo, tanta era la luminosità del suo spirito". Così descriveva Tesei chi lo aveva conosciuto.

Tesei nasce a Marina di Campo nell'isola d'Elba, ultimo rampollo di una nidiata di 8 figli. Dalla Marina di Campo e dal nonno armatore eredita la passione per la vela. C'è una sua foto, sulla nave Amerigo Vespucci, ritto in cima alla "formaggetta" dell'albero maestro, sul punto più alto della nave, a braccia spalancate come ali, librato nell'aria come un gabbiano.
Fin dall'ingresso in Accademia ha un chiodo fisso: vincere la guerra che gli verrà ordinato di combattere.
Con l'aiuto di Elios Toschi, altro ingegnere navale di prim'ordine, ripensa alla "Mignatta" di Rossetti e Paolucci; il concetto ispiratore fu questo: partendo dalla Mignatta, mirò ad arrivare a costruire un'arma che avesse su quella importanti vantaggi, che permettesse cioè, a due uomini, di vivere, navigare, dirigersi contro un bersaglio ed attaccarlo liberamente sott'acqua.
Ma Tesei che della guerra non "discorreva" ma "ragionava", ebbe un'altra idea geniale, che certamente riveste un'importanza ancora maggiore della "rielaborazione" della Mignatta e che contribuì allo sviluppo all'idea del Siluro a Lenta Corsa (S.L.C. meglio conosciuto come Maiale).
Esisteva, all'epoca, un autorespiratore ad ossigeno a ciclo chiuso, chiamato maschera "Davis", che veniva utilizzato per le fuoriuscite dell'equipaggio da sommergibili sinistrati. Tale autorespiratore, che aveva causato diversi incidenti (incidenti che avevano scosso la fiducia nell'uso dell'apparecchio stesso da parte del personale sommergibilista), aveva una scarsa autonomia e un'ancora più scarsa affidabilità.

A questi problemi lavorava il Comandante Angelo Belloni, nato a Milano nel 1882, in servizio nel 1940 alla Direzione dei corsi e alla consulenza tecnica di una "Scuola Sommozzatori" istituita a Livorno. Questi, con l'aiuto di Tesei, portò l'autonomia dell'autorespiratore da venti minuti a qualche ora e soprattutto lo rese più affidabile: nel luglio 1936 venne approvato l'autorespiratore a lunga autonomia 49/bis.
Tesei vide nell'autorespiratore a ciclo chiuso il tipo di operazione che, nella prima guerra mondiale, Rossetti e Paolucci avevano, con successo, condotto contro la Viribus Unitis. Egli pensò che, ora che l'uomo poteva andare sott'acqua, sott'acqua doveva andare la Mignatta.
Tesei morì il 26 luglio 1941, nello sfortunato tentativo di forzamento di La Valletta a Malta.
Il vicegovernatore di Malta, sir Edward Jackson, ricordando l'episodio il 4/10/1941 scrisse: nel luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione per penetrare nel porto, impiegando MAS e "siluri umani" armati da "squadre suicide" (…). Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale.