Marina Militare

L’hanno accompagnata nel suo scivolare verso il mare, intonando l’inno di Mameli, gli operai dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia

25 maggio 2019 Rosario Naimo

L’hanno accompagnata nel suo scivolare verso il mare, intonando l’inno di Mameli, gli operai dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia. Questa la copertina di quello che è stato definito il Grande Varo, la messa in acqua della nuova  unità che e' previsto venga consegnata alla Marina Militare dopo il necessario periodo di allestimento: nave Trieste. L’unità d’assalto anfibio multiruolo e multifunzione, che rientra nel programma per la tutela della capacità marittima della difesa, deciso dal Governo e dal parlamenti e avviato nel maggio 2015, e che con i suoi 214 metri di lunghezza è la più grande nave militare italiana costruita nel dopoguerra, destinata a diventare la futura ammiraglia della flotta.

Nave Trieste ha toccato il mare oggi, tenuta a battesimo dalla madrina, l’avvocato Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha presenziato alla cerimonia accolto dal Presidente di Fincantieri Giampiero Massolo e dall’Amministratore Delegato Giuseppe Bono, dal Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e della Marina, ammiraglio Valter Girardelli. Ad assistere il comandante designato, capitano di Fregata Enrico Vignola. In tribuna, tra le autorità, anche il Vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio.

Nel corso dei loro interventi, l’amministratore di Fincantieri, Bono, ha presentato Nave Trieste come “un’impresa”. Per il ministro Trenta si tratta “dell’espressione dell’eccellenza del Paese”. Il generale Vecciarelli ha individuato nell’unità “il concentrato di difesa collettiva”. “Un moderno ed insostituibile  strumento multiscopo che la Difesa potrà impiegare con efficacia – ha aggiunto l’ammiraglio Girardelli -. Un valore aggiunto che vede sempre più nell’utilizzo omnicomprensivo e versatile degli assetti il migliore ed efficiente impiego degli investimenti effettuati dal Paese. Nave Trieste non è il punto di arrivo, ma di partenza nello sviluppo del piano di rinnovamento delle linee operative navali della Marina Militare, ben avviato che certamente troverà ulteriore impulso, sostegno e condivisione”.

Una cerimonia sentita, anche dal fatto che a Castellammare, nella più antica fabbrica di navi intesa in senso moderno, si è tornati a realizzare navi per la Marina Militare. In passato qui ha visto la luce la regina dei mari, nave Amerigo Vespucci, 88 anni fa, e a seguire tre corvette della classe Albatros, tre fregate classe Bergamini e negli anni 60 gli incrociatori Caio Duilio e Vittorio Veneto. L’ultima realizzazione per la Marina Militare italiana fu il cacciatorpediniere Ardito.

Nave Trieste è stata concepita, nella Sala Progetti dello Stato Maggiore della Marina, per essere uno strumento flessibile, multi-purpose by design, modulare, e a basso impatto ambientale. Si tratta di un’unità di tipo LHD (Landing Helicopter Dock) per le sue capacità d’impiego di aeromobili e mezzi anfibi, grazie alla disponibilità di un ponte di volo e un bacino allagabile interno alla nave.

Nave “Trieste” sarà certificata da RINA Services in accordo con le convenzioni internazionali per la prevenzione dell’inquinamento sia per gli aspetti più tradizionali come quelli trattati dalla Convenzione MARPOL, sia per quelli non ancora cogenti, come quelli trattati nella Convenzione  di Hong Kong relativamente alla emissione del “Green Passport”.

Caratteristiche dell’unità: LHD - Landing Helicopter Dock

L’unità avrà una lunghezza di circa 214 metri, una velocità massima di 25 nodi, e sarà dotata di un sistema di propulsione del tipo CODLOG (COmbined Diesel eLectric Or Gas) che utilizza la propulsione elettrica per le andature a basse velocità, in linea con la policy ambientale della Marina Militare (“Flotta Verde”).

Le caratteristiche costruttive e di armamento di nave Trieste le consentiranno di proiettare e sostenere – in aree di crisi – la forza da sbarco della Marina Militare e la capacità nazionale di proiezione dal mare della Difesa, di assicurare il trasporto strategico di un numero elevato di mezzi, personale e materiali e di concorrere con la Protezione Civile alle attività di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, essendo anche in grado di fornire acqua potabile, alimentazione elettrica e supporto sanitario.

L’unità potrà inoltre assolvere le funzioni di comando e controllo nell’ambito di emergenze in mare, evacuazione di connazionali e assistenza umanitaria.

Con oltre 1.000 posti letto disponibili, la nuova LHD sarà dotata di un ponte di volo per elicotteri, di circa 230 metri, per assicurare l’operatività di un battaglione di 600 uomini e di un ponte garage in grado di ospitare 1200 metri lineari di veicoli gommati e cingolati, sia civili che militari.

Il bacino allagabile, lungo 50 metri e largo 15, consentirà alla nave di operare con i più moderni mezzi anfibi in dotazione alle Marine NATO e dell’Unione Europea.

Le varie aree di stivaggio del carico saranno  accessibili tramite gru, rampe poppiere e laterali, e la movimentazione del carico sarà affidata a rampe interne ed elevatori.

Sarà presente a bordo un ospedale completamente attrezzato, con sale chirurgiche, radiologia e analisi, gabinetto dentistico e zona degenza per 27 ricoverati gravi (ulteriori ricoveri sono possibili in moduli container opportunamente attrezzati).