150 Anni Rivista Marittima 1868-2018 (Ed. Ottobre 2018)

 

Il Supplemento 150 ANNI RIVISTA MARITTIMA 1868-2018
è acquistabile, al prezzo di 6 euro anche nelle edicole di
Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, La Spezia e Taranto
insieme al fascicolo mensile della Rivista Marittima.

 

Benvenuti a bordo, cari lettori. Vi aspetta un viaggio per mare lungo 150 anni. Questo volume, celebrativo di un secolo e mezzo dalla fondazione della Rivista Marittima, è come una lunga traversata nel tempo, un viaggio particolare che, grazie alla capacità di ricerca, analisi e introspezione dell’autore, l’Ammiraglio Ferrante, vi permetterà di scoprire eventi, personaggi e protagonisti affascinanti della nostra storia navale e marittima, della nostra Marina Militare.

La data di partenza è il 1° aprile 1868. Era un’epoca un po’ naif e romantica; il modo di parlare, di scrivere e anche di intendere la vita erano diversi. Era anche un momento particolare di transizione, nel quale la cultura romantica lasciava spazio a un positivismo che nel progresso scientifico e nell’affermazione del pensiero economico del liberismo vedeva nuovi orizzonti di sviluppo per la società, per l’uomo in generale. Tutto questo si avvertiva profondo e sentito nella Marina dell’epoca, da sempre anticipatrice di cambiamenti. Sfogliando le pagine iniziali del libro vi accorgerete di come il progresso e la tecnica navale si intreccino ai resoconti dei primi lunghi viaggi delle nostre unità navali intorno al mondo. Erano viaggi che già guardavano “oltre l’orizzonte”, che immaginavano quanto potesse accadere, che sognavano un mondo libero dove il commercio e il progresso tecnologico fossero elementi essenziali di una società feconda, prospera e intellettualmente viva.

Scriveva il Capitano di Fregata Carlo de Amezaga, primo Direttore della Rivista: «col mostrare in terre straniere la bandiera nazionale, aumenta la considerazione, dall’aumento di questa nasce l’amicizia, l’amicizia produce i trattati commerciali ed i trattati commerciali suscitano le forze vive del paese». Erano veramente anni straordinari, ricchi di fiducia nell’uomo, nel progresso scientifico, economico, tecnologico. Erano anche anni dove si svolgeva un grande dibattito marittimo e navale e, proprio grazie alla Rivista, si affermava nel Paese un pensiero marittimo nazionale cercando di superare il pregiudizio continentale, che vedeva le sorti del neonato Regno d’Italia unicamente legate a scontri sul campo di battaglia terrestre, come argutamente nota l’autore.

Lo scoppio della Grande Guerra non vide la Rivista impegnata in disquisizioni sull’impiego delle Forze bensì continuò, come nel tempo di pace, a coltivare tecnica e pensiero, riservandosi una libertà intellettuale invidiabile. Al termine dell’immane conflitto annotava Romeo Bernotti, uno dei maggiori studiosi italiani di strategia navale e strenuo proponente della necessità di un’aviazione navale, come: “per la Marina era giunto il momento di riflettere sulla guerra che avevamo combattuto e sui nuovi problemi della difesa nazionale”. E Romeo Bernotti collaborerà con la Rivista per ben 69 anni! Il viaggio continua e dopo la Conferenza di Washington del 1922 sulla limitazione degli armamenti navali e il naufragio del grande progetto collettivo del disarmo globale, si assisté sulle pagine della Rivista alla ripresa di un intenso dibattito sui nuovi indirizzi delle costruzioni navali militari, che prelude al riarmo degli anni Trenta. Interessante a questo punto notare come anche nel periodo tra le due guerre mondiali, i temi ideologici e propagandistici tipici dell’epoca non avevano sulla Rivista quella presa che ci si potrebbe immaginare.

Al contrario, i temi di strategia navale venivano trattati con concretezza e seria applicazione e la discussione verteva su quelle che potevano essere le dinamiche di una eventuale guerra. Il periodo della Seconda guerra mondiale fu, come da immaginarsi, un periodo molto difficile anche per la Rivista. Essa però, vale la pena ricordarlo, continuò la pubblicazione, seppure a numeri più limitati, sino al luglio-agosto 1943, a ridosso cioè delle drammatiche vicende armistiziali, per riprenderla e integrarla subito dopo la liberazione di Roma. Nel volume, i lettori troveranno al riguardo interessantissimi spunti di riflessione fra i quali merita particolare attenzione quello a firma De Grossi del luglio-dicembre 1944, intitolato «OBBEDIENZA», a seguito dell’armistizio, nel quale l’autore sottolinea come gli Uomini della Marina, da sempre e in qualunque circostanza hanno sempre manifestato e sempre manifesteranno: “senso del dovere, fedeltà, disciplina”. Il secondo dopoguerra vide la Rivista nuovamente impegnata in una serie di riflessioni critiche sugli avvenimenti occorsi ed erano spesso gli stessi interpreti dei fatti d’arme sul mare a scrivere sulle sue pagine. Era cominciata, però, l’era del nucleare e sulle pagine della Rivista l’immanenza di scenari da Guerra Fredda assorbirono gran parte degli scritti. Fu anche, però, il momento di una nuova rinascita per l’Italia e per la Marina.

Gradualmente essa diventò uno strumento sempre più moderno e inserito efficacemente nell’ambito del contesto delle Alleanze. Infine, a conclusione del viaggio, si arriva ai giorni nostri. Eccoci: siamo ancora qui. Dalla plancia della Rivista studiamo e riflettiamo insieme sulle questioni di geopolitica marittima, esploriamo le tematiche sulla ricerca scientifica e militare, proponiamo un interesse per i temi legati all’ambiente marino, a uno sfruttamento soste¬nibile ed equilibrato del “mondo blu”. Il nostro indirizzo è sempre e solo al servizio del Paese, convinti che il mare e la marittimità siano una grande e feconda opportunità di progresso e di sviluppo: tanto importante da dedicargli tutte le nostre energie, la nostra vita, per proteggerla, sostenere e fortificare. Per concludere la presentazione, mi sia consentito di ringraziare coloro i quali hanno permesso di realizzare questo volume. In primis l’autore, l’Ammiraglio Enzo Ferrante. Sono anni che conduce studi sui nostri 591 volumi (circa 1.800 numeri, più di 16.000 articoli).

Il suo nome resterà per sempre legato alla storia della Rivista Marittima. Inoltre, desidero rivolgere un grato ringraziamento al precedente Direttore della Rivista, il Capitano di Vascello Stefano Romano, che ha curato, davvero con certosina devozione, tutto il coordinamento del progetto editoriale. Desidero anche ringraziare tutta la Redazione della Rivista Marittima e il personale grafico dell’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dello SMM. Infine i miei ringraziamenti vanno al Contrammiraglio Agostini, che ha sempre creduto in noi e che ha fortemente voluto, sostenuto e guidato l’intero progetto.

 

 


 

 

 

Una storia "Strategica" della Marina Militare (Ed. Settembre 2018)

 

Il Supplemento Una storia «Strategica» della Marina Militare italiana è acquistabile,
al prezzo di 6 euro anche nelle edicole
di Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, La Spezia e Taranto
insieme al fascicolo mensile della Rivista Marittima

 

Nello scorso 2011 anche la Marina Militare ha compiuto, come lo Stato unitario, i suoi centocinquanta anni e molto opportunamente sono stati ricordati i momenti salienti della sua storia. A nostro parere è mancato un esame critico dell’evoluzione del pensiero strategico della Forza Armata e in particolare delle sue scelte nel campo della cosiddetta «strategia dei mezzi». Come per tutte le Marine queste scelte furono dovute alle condizioni finanziarie, tecnologiche e industriali del Paese e anche se, qualche volta, portarono a un pubblico dibattito furono i capi, ministri prima e capi di Stato Maggiore poi, che ne portarono la responsabilità. Non avendo la nostra Nazione, come quella britannica, un «consiglio di ammiragliato», che svolga non solo funzioni consultive, ma una vera opera di Consiglio di Amministrazione della marineria è logico che il massimo responsabile di vertice non abbia potuto sottrarsi alla funzione decisionale nello stabilire le principali strategie della Marina e in particolare i programmi delle nuove costruzioni.

Alcune decisioni strategiche si sono ripetute negli anni e sono ricordate con brevi frasi significative, come quelle relative al «taglio dei rami secchi» o alla creazione di una «Marina di qualità», intese a significare la necessaria riduzione dello strumento in particolari periodi storici, o le altre relative alla «battaglia in porto» o «la penisola è una naturale portaerei» per sottolineare particolari scelte strategiche legate alla posizione geografica italiana in relazione a quella dei possibili avversari.

Per descrivere, soprattutto per i più giovani, alcune di queste scelte ho raccolto in questo breve lavoro alcuni miei saggi, interventi a convegni e articoli, scritti prevalentemente per la Rivista Marittima, riducendoli o aggiornandoli per permettere nel più puro spirito «bernottiano» una discussione aperta e costruttiva, che è una caratteristica importante dell’Ufficiale di Marina italiano. Romeo Bernotti (1) che, a mio parere rimane, a tutt’oggi il maggior pensatore marittimo italiano, infatti diceva: «… molti uomini pratici si vantano di ignorare la storia, perché i fatti non si ripetono mai allo stesso modo. Io sostenevo invece (e ancora così penso) che occorresse abituarsi a riflettere sulla storia delle condizioni strategiche per acquisire l’abitudine a ragionare nei casi concreti» (2).

Per facilitare l’approfondimento di taluni episodi ho preferito indicare una bibliografia essenziale al termine di ogni capitolo oltre che segnalare nelle note alcuni volumi importanti. Inoltre per permettere la discussione al termine di alcuni capitoli si è cercato di trarre qualche conclusione e proporre degli ammaestramenti.

Spero che questo mio lavoro possa servire proprio a riflettere sulla nostra storia navale e sulla nostra strategia marittima. Questo testo, che come ho già detto è soprattutto una raccolta di scritti di difficile reperimento, è dedicato in primis ai giovani Ufficiali di Marina, ma spero possa trovare Lettori anche tra chi si interessa alle problematiche navali del nostro Paese.

NOTE
(1) P. P. Ramoino, Romeo Bernotti, Roma 2006.
(2) R. Bernotti, Cinquant’anni nella Marina militare, Milano 1971.

 

 


 

 

 

Il Grande Ammiraglio Paolo Thaon di Revel (Ed. Giugno 2017)

La storia sulla vita del Grande Ammiraglio è acquistabile,

fino a metà agosto oltre che in abbonamento anche in edicola,

al prezzo di 6 euro nelle edicole di

Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, La Spezia e Taranto

insieme al fascicolo mensile della Rivista Marittima

Le commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale, avviate ormai dal 2014 e tuttora in corso, hanno portato anche la Rivista Marittima a dare ampio spazio agli avvenimenti, alle storie e ai personaggi, di questo periodo storico, in particolare legati alla Grande Guerra combattuta sul mare. La posizione di rilievo ricoperta in quegli anni dal grande ammiraglio Thaon di Revel ci ha portato inoltre lo scorso anno a ripubblicare on-line sul sito della Marina l'importante volume a Lui dedicato scritto dall'allora capitano di fregata Ezio Ferrante e pubblicato dalla Rivista Marittima nel 1989.

Presentiamo dunque oggi, insieme al fascicolo del mese di giugno, a oltre settant'anni dalla morte di Thaon di Revel, questa nuova edizione del volume, con ulteriori approfondimenti sulla vita del Grande Ammiraglio e arricchita inoltre di nuove immagini in tutte le sue parti. Quella qui presentata si concentra non solo sugli eventi che lo hanno visto protagonista durante la Grande Guerra, ma si basa soprattutto in massima parte sulla gran mole di documenti inediti dell'archivio privato della famiglia Thaon di Revel, cui l'Autore ha avuto il privilegio di accedere.

Ne deriva un ritratto, nitido e preciso, di elevato spessore morale, di Paolo Thaon di Revel, un uomo vissuto a cavallo tra l'ottocento e il novecento, proveniente da una famiglia che aveva già espresso altri uomini insigni e che ebbe una carriera in Marina contrassegnata da una serie di luminosi successi, conseguendo i massimi onori e riconoscimenti cui un militare di professione del suo tempo potesse aspirare: due volte Capo di Stato Maggiore della Marina, Grande Ammiraglio, Duca del Mare, Collare della SS. Annunziata, Primo Segretario del Re per gli Ordini Cavallereschi  e poi, nella carriera politica, Ministro della Marina, Senatore del Regno e Presidente del Senato.

La parte più nota della Sua vita, è sicuramente quella che si riferisce al primo conflitto mondiale dove Egli portò le nostre armi alla vittoria sul mare. Ma il Grande Ammiraglio continuò a rendere ancora eminenti servigi alla Nazione, nel periodo tra le due guerre, e anche dopo, fino alle tristi giornate del settembre 1943.

Il tutto è raccontato dall'ammiraglio Ferrante in modo vivo e avvincente, tale da permettere una lettura sempre interessante cui non viene mai meno il sostegno di una documentazione preziosa e ineccepibile, che conferisce allo scritto dignità scientifica e originalità.

Ci sia consentito dunque auspicare che la ripubblicazione del volume, in questa nuova e aggiornata versione, come già accaduto per le opere recentemente riedite dal nostro periodico, incontrerà il favore di tanti Lettori, dagli studiosi e appassionati di storia navale a chi opera giornalmente sul mare, e degli enti istituzionali, accademici, scientifici e culturali.

 

 


 

 

 

  Andar per mare (Edizione Aprile 2017)

 

Tutta la disciplina aggiornata della nautica da diporto è acquistabile,

fino a metà giugno anche in edicola, al prezzo di 6 euro nelle edicole di

Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, La Spezia e Taranto

insieme al fascicolo mensile della Rivista Marittima.

 

La Rivista Marittima pubblica con periodicità, dal 1977, gli aggiornamenti alla normativa riguardante la nautica da diporto, sia attraverso la rubrica dedicata, sia con la produzione di un supplemento nel quale la normativa è riepilogata e presentata in modo discorsivo, fornendo al Lettore suggerimenti e strumenti per lo svolgimento delle pratiche.

La precedente edizione pubblicata nell’agosto del 2009 comprendeva già il «Regolamento di attuazione del Codice della nautica da diporto» del 2008, che disciplinava la normativa riguardante la sicurezza della navigazione per tutte le unità da diporto e il rilascio delle patenti nautiche, e stabiliva determinate procedure amministrative inerenti alle unità da diporto, tutte materie che interessano l’utenza in prima persona, trasformando in un testo unico la giungla di leggi, decreti, norme locali, circolari esplicative ecc. degli anni precedenti.

Questa edizione assume ora un carattere di enorme importanza, in quanto include tutte le nuove disposizioni di legge concernenti la nautica da diporto emanate nel periodo successivo e contenute complessivamente in 7 leggi, 1 decreto legislativo, 1 decreto ministeriale e 7 circolari.

Il contrammiraglio Stéphan Jules Buchet, che la Rivista ringrazia per la preziosa opera di collaborazione, è un appassionato di vela e motonautica, oltrechè studioso di storia navale e collabora con questo periodico dal 2002. Da tale anno cura anche la rubrica «Nautica da Diporto» e il supplemento sulla normativa.

 

 


 

Glossario di Diritto del Mare (>IV Edizione dicembre 2016)

Il Diritto del Mare è un tema che continua a rivestire primaria importanza nello scenario internazionale e il presente lavoro, di indubbio interesse, riveste particolare utilità per chi intende approfondire tali tematiche non solo sotto il profilo strettamente giuridico, ma anche dal punto di vista delle relazioni internazionali, come evidenziato nel sottotitolo «Diritto e Geopolitica degli Spazi Marittimi» e dall’apposita nuova voce dedicata proprio alla geopolitica del mare. Le aggiunte alle tematiche degli anni precedenti sono spesso già state affrontate singolarmente anche sulle pagine di questa Rivista: dal fenomeno della territorializzazione del Mar Mediterraneo con la proclamazione delle numerose zone economiche esclusive (ZEE) o delle alternative zone di pesca e di protezione ecologica che riducono sempre di più le aree di alto mare al recente accordo di Caen relativo alle frontiere marittime tra Italia e Francia; dall’impiego a bordo dei mercantili in funzione antipirateria dei «Nuclei Militari di Protezione» (NMP) alla lotta ai traffici illeciti, primo fra tutti quello della tratta di esseri umani nel Mediterraneo centrale; dalle nuove rotte createsi in Artico a seguito del riscaldamento terrestre e del conseguente scioglimento dei ghiacci al regime del patrimonio culturale subacqueo e lo status delle navi da guerra affondate.

«Il Glossario del Diritto del Mare» dell’ammiraglio Caffio, giunto ora alla IV edizione. Il volume, pubblicato per la prima volta dalla Rivista Marittima nel 1993 viene riproposto a distanza di nove anni dalla precedente edizione del 2007 in una versione aggiornata e arricchita dalle molte novità tratte dagli avvenimenti di questi ultimi anni.

 



  

 

 

 

 

Prospettive e orientamenti di massima della Marina Militare
per il periodo 2015-2025
(novembre 2014)

 

 

 

Documento redatto dallo Stato Maggiore della Marina che traccia l’orientamento per lo sviluppo della Marina Militare nel decennio 2015-2025.

Partendo da una valutazione della situazione internazionale, con particolare attenzione agli aspetti geopolitici, militari, economici ed alla luce del concetto strategico della Difesa, sono delineati i compiti che la Marina Militare deve essere in grado di assolvere nel prossimo decennio.

Se ne deducono quindi le capacità operative richieste alla Flotta e, conseguentemente, le caratteristiche qualitative e quantitative dei mezzi occorrenti.

Lo strumento marittimo nazionale attuale, tanto per consistenza numerica quanto per livello capacitivo, a breve non sarà più in grado di assicurare i compiti richiesti alla Marina. In assenza di interventi correttivi a carattere straordinario questa situazione deficitaria è destinata ad aggravarsi.

Interventi urgenti di cui hanno ugualmente bisogno gli Arsenali, da tempo ormai non più in grado di esprimere adeguate capacità produttive e di supporto tecnico-logistico-manutentivo.

Da qui l’esigenza di un urgente ed improcrastinabile Programma navale d’emergenza per garantire la sopravvivenza della Marina.

 


 

Centenario Aviazione Navale (dicembre 2013)

Con la lungimiranza che sempre lo contraddistinse, nel giugno del 1913 l’ammiraglio Paolo Thaon di Revel istituiva quel «Servizio Aeronautico della Regia Marina» che dava finalmente formale riconoscimento a una specialità che in Italia, tanto sui dirigibili quanto sugli aeroplani, aveva visto gli uomini della Marina fra gli assoluti protagonisti del periodo pioneristico.

 


 

Storia della Rivista Marittima (maggio 2006)