ISTITUTO ANDREA DORIA

per assistenza ai figli dei marinai caduti nell’adempimento del dovere

(MARIDORIA)

STATUTO

Approvato con decreto del Presidente della Repubblica 12.02.1948
pubblicato “in sunto” sulla G.U. del 29.07/1948 n° 174.

Decreto Presidente della Repubblica del 05.09.1967 registrato alla Corte dei Conti il 21.11.1968, Atti del Governo-Registro 223-fg. 135 che approva il Nuovo Statuto.

Decreto Ministro della Difesa 04.05.1991 registrato alla Corte dei Conti il 26.06.1991 registro 28-Difesa, foglio 157 che approva lo Statuto Modificato.

Decreto Ministro della Difesa 01.12.2000 pubblicato “in sunto” nella G.U. n°153 del 04.07.2001 che modifica gli articoli 3-12 e 23 dello Statuto.

TITOLO I

SEDE-SCOPI-PATRIMONIO

Art. 1

L’Istituto “Andrea Doria” è posto sotto la tutela e la vigilanza del Ministero della Difesa.

Art. 2

L’Istituto “Andrea Doria”, con sede in Roma, eretto Ente Morale in forza dell’Art. 13 della legge 18 Luglio 1917, n. 1143, svolge attività assistenziale in favore dei familiari bisognosi dei Marinai deceduti, nonché dei militari in servizio o che abbiano prestato servizio nella MMI, che versino in condizioni di particolare bisogno.

Art. 3

Agli effetti del presente Statuto sono assistibili, se in stato di bisogno, nel seguente ordine di precedenza in relazione alle disponibilità finanziarie dell’Istituto:

  1. gli orfani dei Militari della Marina deceduti a seguito di lesioni o malattie contratte per causa di servizio, in servizio ed in quiescenza;
  2. i figli dei Grandi Invalidi della Marina (coloro che per lesioni o malattie contratte per cause di servizio risultino totalmente inabili a proficuo lavoro);
  3. gli orfani dei Militari della Marina deceduti in servizio per cause non attinenti al servizio;
  4. le vedove dei caduti in guerra della M.M. che all’atto del decesso del marito non avevano prole;
  5. consentendolo le disponibilità finanziarie, potranno essere concessi contributi “una tantum” al personale militare in servizio o che abbia prestato servizio militare nella Marina e/o i familiari che si trovino in particolarissime e documentate situazioni di bisogno.

Ai fini del presente articolo sono considerati assistibili oltre i figli legittimi, anche quelli legittimati e quelli naturali, purché ne sia stata riconosciuta giudizialmente la paternità.

Art. 4

L’assistenza si attua mediante:

  1. la concessione di un sussidio annuale;
  2. la corresponsione della retta entro i limiti di spesa stabiliti, agli orfani studenti presso Istituti di istruzione come convittori;
  3. la eventuale concessione agli orfani di premi di profitto negli studi;
  4. la concessione di eventuali contributi “una tantum” in casi di comprovata particolare necessità;
  5. l’assegnazione di un contributo finale alla cessazione dell’assistenza.

Art. 5

L’assistenza agli orfani cessa al compimento del 26° anno di età, o prima se contraggono matrimonio; ed è concessa a vita agli orfani inabili permanentemente al lavoro proficuo, il cui grado di invalidità raggiunga il 70%.

L’assistenza può essere ridotta, sospesa o anche revocata in caso di mutate condizioni economiche; per contro può essere aumentata, in casi eccezionali, quando il Consiglio di Amministrazione ne ravvisi la necessità e l’opportunità.

Art. 6

L’entità dei vari contributi ed il diritto all’assistenza vengono stabiliti dal Consiglio di Amministrazione in sede di discussione dello stato di previsione del bilancio annuale, avendo cura di destinare complessivamente alle finalità su indicate una quota/parte dello stesso bilancio non inferiore al 70% delle entrate.

Nell’ultimo periodo dell’Esercizio Finanziario, in base alla constatata situazione finanziaria dell’Istituto, può essere concesso un contributo integrativo al sussidio annuale, commisurato al reddito famigliare degli assistiti.

Art. 7

Il patrimonio dell’Istituto è costituito da beni immobili e mobili di proprietà.

Le entrate dell’Istituto sono ordinarie e straordinarie.

Le ordinarie sono costituite dai redditi patrimoniali.

Le straordinarie da:

  1. contributi volontari mensili del personale Militare;
  2. offerte, lasciti e donazioni dello Stato, di Enti o Privati;
  3. sovvenzioni del Ministero Difesa.

TITOLO II

DEL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE

Art. 8

L’Istituto è amministrato da un Consiglio di Amministrazione presieduto da un Ammiraglio del Servizio Permanente o in quiescenza e composto da un numero di Consiglieri non inferiore a cinque e non superiore a otto, scelti tra gli Ufficiali Ammiragli e Superiori della Marina Militare nonché tra i Funzionari e Dirigenti della Carriera Amministrativa del Ministero della Difesa, di livello non inferiore all’ottavo.

Ad uno dei Consiglieri è devoluta la carica di Vicepresidente, ad altro le funzioni di Segretario.

Art. 9

Tutti i membri del Consiglio di Amministrazione sono nominati con Decreto del Ministro della Difesa, su proposta del Capo di Stato Maggiore della Marina.

Durano in carica tre anni e possono essere riconfermati.

Art. 10

Le prestazione di tutti i Membri del Consiglio di Amministrazione sono gratuite.

Art. 11

Il Ministro della Difesa, con proprio Decreto, può sostituire i Membri del Consiglio di Amministrazione che, per qualsiasi motivo, siano impossibilitati ad adempiere alle loro funzioni.

Art. 12

Il Consiglio di Amministrazione è competente a deliberare sui seguenti argomenti:

a)    1.    investimenti di somme liquide in Titoli di Stato Italiani od Esteri e, comunque, in Paesi che abbiano almeno le stesse caratteristiche di garanzia dello Stato Italiano oppure in titoli obbligazionari non subordinati emessi da primari Istituti Bancari e/o da primarie aziende internazionali aventi rating almeno equivalente a quello dello Stato Italiano;

2.    investimenti di somme liquide in Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (O.I.C.R.) (fondi comuni di investimento) obbligazionari bilanciati, promossi o gestiti da primari gruppi bancari e/o primarie management companies internazionali;

3.    investimenti di somme liquide in polizze di assicurazione di capitalizzazione o di ramo I gestite da primarie compagnie di assicurazione ed aventi garanzia del capitale investito;

 

b)    accettazioni di sovvenzioni, lasciti, donazioni o simili;

c)    acquisto, vendita, affitto e permuta di beni immobili;

d)    bilancio di previsione e conto consuntivo;

e)    approvazione di contratti per un importo superiore a 10.000,00 euro relativi all’attività dell’Istituto;

f)    ratifica degli atti di urgenza compiuti dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente;

g)    adozioni di atti transattivi;

h)    autorizzazione a stare in giudizio;

i)     assunzione, sospensione, licenziamento di personale a carico;

j)     assunzioni di prestiti;

k)    reclami degli assistiti;

l)     proposte di modifiche allo Statuto;

m)   proposte concernenti i regolamenti necessari per l’applicazione dello Statuto;

n)    iniziative intese a procurare proventi all’Istituto ed a svolgere allo scopo opportuna opera di propaganda.

Art. 13

Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono ordinarie e straordinarie. Le prime hanno luogo, di massima, ogni semestre, le seconde ogni volta che siano ritenute necessarie dal Presidente o quando ne facciano richiesta almeno tre Consiglieri.

Art. 14

Per la validità delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione è necessario che sia effettivamente presente almeno la metà dei componenti del Consiglio, oltre il Presidente o il Vice Presidente. Non sono ammesse deleghe.

Le deliberazioni si intendono approvate quando raccolgono il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità di voto prevale quello di chi presiede la riunione.

Le votazioni, se ritenuto necessario dal Presidente, possono aver luogo a scrutinio segreto.

Art. 15

I Membri del Consiglio d’Amministrazione non possono intervenire a discussioni o deliberazioni, né possono prendere parte ad atti o provvedimenti concernenti interessi propri o di parenti od affini fino al quarto grado.

In caso di violazione al disposto del precedente alinea la delibera è nulla.

Art. 16

Il processo verbale delle deliberazioni del Consiglio d’Amministrazione è steso dal Segretario firmato dal Presidente e controfirmato dal Segretario.

Art. 17

Il Presidente rappresenta legalmente l’Istituto e ne ha la firma. Egli, avvalendosi del personale preposto:

  1. provvede all’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione;
  2. stipula contratti nei limiti degli stanziamenti del bilancio ed in conformità delle norme statuarie e regolamenti, e delle deliberazioni consiliari;
  3. ordina il deposito in conto corrente delle somme disponibili ed i prelievi in relazioni alle occorrenze;
  4. sorveglia la riscossione delle entrate, ordina le spese, firma i relativi mandati nei limiti degli stanziamenti di bilancio ed in conformità delle norme  statuarie regolamentari e delle deliberazioni consiliari;
  5. vigila affinché le norme statuarie regolamentari e le deliberazioni consiliari siano da tutti osservate;
  6. prende tutte le decisioni inerenti alla direzione ed amministrazione dell’Istituto per le quali non siano necessarie deliberazioni consiliari;
  7. può, in caso di urgenza, adottare, per la tutela degli interessi morali ed economici dell’Istituto sotto la sua personale responsabilità, provvedimenti di competenza del Consiglio, salvo e chiedere la rettifica nella prima riunione.

Il Presidente, inoltre, ha facoltà- per problemi di stretta pertinenza dell’Istituto- di prendere contatti con le competenti Autorità, Comandi ed Enti del Ministero Difesa e della Marina Militare.

Art. 18

Il Presidente in caso d’assenza o d’impedimento è sostituito dal Vice Presidente. Il Presidente, per l’esplicazione delle funzioni amministrative si avvale dell’opera di un Tesoriere, Ufficiale del Corpo di Commissariato, e degli Ufficiali che prestano servizio presso l’Istituto.

TITOLO III

DELL’ESERCIZIO FINANZIARIO

Art. 19

L’Esercizio Finanziario dell’Istituto va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.

Art. 20

L’Istituto terrà al corrente l’inventario dei beni immobili e mobili ed uno stato dei diritti, crediti, pesi ed obbligazioni con i titoli relativi.

Dell’Inventario e delle successive variazioni deve essere data comunicazione al Ministero della Difesa.

Art. 21

Il Consiglio di Amministrazione, almeno due mesi prima della chiusura dell’anno finanziario in corso, approva il bilancio di previsione per l’Esercizio Finanziario successivo. Nel mese seguente lo invia, per l’approvazione, al Ministro della Difesa accompagnato da una relazione illustrativa.

Art. 22

L’accertamento delle entrate, la riscossione e il versamento, devono essere fatti dal Capo Servizio Amministrativo secondo il Regolamento dell’Istituto.

Art. 23

Le somme eccedenti i bisogni di cassa normali dell’Istituto devono essere depositate presso Istituti di Credito di Diritto Pubblico, oppure investite:

  1. in Titoli di Stato o garantiti dallo Stato Italiano o di Paesi che abbiano almeno le stesse caratteristiche di garanzia dello Stato Italiano;
  2. in titoli obbligazionari non subordinati emessi da primari Istituti Bancari e/o da primarie aziende internazionali aventi rating almeno equivalente a quello dello Stato Italiano;
  3. in Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (O.I.C.R.) (fondi comuni di investimento) obbligazionari bilanciati, promossi o gestiti da primari gruppi bancari e/o primarie management companies internazionali;
  4. in polizze di assicurazione di capitalizzazione o di ramo I gestite da primarie compagnie di assicurazione ed aventi garanzia del capitale investito;
  5. in beni immobili.

Art. 24

L’Istituto deve redigere ogni anno, entro il mese di Marzo, il conto per l’Esercizio Finanziario scaduto, il quale, corredato degli atti di approvazione del Consiglio di Amministrazione e del collegio dei Revisori, dell’inventario di cui al precedente art. 20, del Conto del Capo Servizio Amministrativo, dei documenti giustificativi e da una relazione del Presidente sul risultato finanziario e morale della gestione, dovrà essere inviato al Ministro della Difesa per l’approvazione.

TITOLO IV

DELLA TUTELA E DELLA VIGILANZA DELLO STATO

Art. 25

Sono soggetti all’approvazione del Ministro della Difesa:

  1. le deliberazioni di adire in giudizio per promuovere azioni giudiziarie contro terzi, fatta eccezione per i provvedimenti conservativi in caso di urgenza per i quali è d’obbligo chiederne immediatamente l’approvazione;
  2. i regolamenti dell’Istituto;
  3. i bilanci preventivi;
  4. i conti consuntivi e loro allegati;
  5. le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione relative a trasformazioni, aumenti o diminuzioni del patrimonio non previsti dal presente Statuto aventi carattere di rilevanza e straordinarietà.

Art. 26

Il riscontro della gestione finanziaria e contabile dell’Istituto è effettuato da un Collegio dei Revisori dei Conti, nominato dal Ministro della Difesa e composto di tre Membri di grado o qualifica non inferiori a quelli dei componenti il Consiglio di Amministrazione.

Uno dei tre Revisori è designato dal Ministro del Tesoro.

I Membri del Collegio durano in carica tre anni e possono essere riconfermati.

Il Collegio dei Revisori rivede il bilancio preventivo e il conto consultivo, redigendo relazione ai fini dell’approvazione di cui all’art. 24.

Art. 27

Il Ministro della Difesa può ordinare periodiche ispezioni amministrative e contabili.

Art. 28

L’Istituto per l’esplicazione dei suoi scopi si avvale dell’uso degli immobili e delle dotazioni nonché del personale che il Ministero della Difesa mette a sua disposizione.

Art. 29

Il presente Statuto sostituisce quello precedente dell’Istituto “Andrea Doria” che viene pertanto abrogato.