La Marina Italiana nacque ufficialmente il 17 novembre 1860, conseguentemente all’unificazione Nazionale ed attraverso l’accorpamento delle Marine Pre-unitarie Sarda, Borbonica, Toscana e Pontificia. La neo nata Forza Armata era articolata mediante la suddivisione del litorale marittimo in tre aree, a capo delle quali risiedevano i rispettivi Dipartimenti:

-Settentrionale, con sede a Genova;

-Meridionale, con sede a Napoli;

-Adriatico, con sede ad Ancona.

Il Dipartimento Meridionale annoverava una vasta area di litorale compreso tra Terracina e Capo Santa Maria di Leuca, la Sicilia e le relative Isole Minori. Questa ripartizione rimase immutata fino al 1893.

In Sicilia, nella Città di Messina che fino ad allora si trovava alle dirette dipendente del Dipartimento Meridionale, venne istituito il Comando di Difesa Marittima, fu potenziato l’Arsenale con la costruzione di un nuovo bacino di carenaggio in muratura, quindi dislocata la Squadriglia Torpediniere composta dalle Unità Classe “Artigliere”,“Aldebaran”, “Vega”,“Canopo” e del tipo “Schicau”.

Nel 1911, a seguito del riassetto territoriale e urbanistico della Città di Messina, sconvolta dal disastroso terremoto del 1908,venne destinata alla Difesa Marittima tutta l’area terminale della zona “Falcata”, fino alla congiungente tra il limite esterno settentrionale del bacino di carenaggio e la Lanterna di San Raineri.

   

                   Base Navale di Messina – 1913               Base Navale di Augusta – Primi ‘900

 Conclusasi la Prima Guerra Mondiale, si giunse all’istituzione della Circoscrizione Militare Marittima stabilita con Regio Decreto nel Maggio del 1921 e mantenuta in vita fino all’anno successivo, quando una radicale trasformazione della Regia Marina portò all’istituzione degli Alti Comandi cosi suddivisi:

-Comando in Capo del Dipartimento Marittimo dell’Alto Tirreno (La Spezia)

-Comando in Capo del Dipartimento del Basso Tirreno (Napoli)

-Comando in Capo del Dipartimento Marittimo dello Ionio e dell’Adriatico (Taranto).

Nei mesi antecedenti l’inizio del Secondo Conflitto Mondiale, erano dislocate nella Base Navale di Messina la III^ Divisione composta dagli Incrociatori pesanti Trento, Trieste, Bolzano (dotati di artiglierie principali da 203 mm) e Gorizia, e gli Incrociatori minori leggeri Giovanni dalle bande nere ed Eugenio di Savoia ai quali, successivamente, si aggiunsero, Diaz, Colleoni, Da Barbiano e Da Giussano provenienti da Augusta, formando la IV^ Divisione.Tutte le Unità Navali dislocate ad Augusta e Messina parteciparono alle operazioni di scorta convogli nel Mediterraneo, scontrandosi più volte con la flotta Inglese della Mediterranean Fleet nel corso della celeberrima “Battaglia dei Convogli” e subendo altresì notevoli danni ed affondamenti.

Oltre al naviglio di Superficie, le forze Subacquee presenti a Messina erano rappresentate dal III° Gruppo Sommergibili, composto dalla XXXI^ Squadriglia di cui facevano parte i Smg Pisani, Bausan e DesGeneys, la XXXII^ Squadriglia composta dai Smg Capponi, Mameli, Speri, Da Procida, la XXXIII^ Squadriglia con i Smg Tricheco, Squalo, Delfino, Narvalo e la XXXIV^ Squadriglia composta dai Smg Bandiera, Santarosa, Menotti, Mana

ra.

 

                                    La Banchina Sommergibili della Base di Messina – 1940

Il 10 giugno 1940, all’atto dell’entrata in guerra dell’Italia, il Comando Militare Marittimo in Sicilia, con sede a Messina, dipendeva ancora da Maridipart Napoli e comprendeva i Comandi Settori Militari Marittimi di Augusta e Trapani ed i Comandi Marina di Catania, Palermo, Porto Empedocle e Pantelleria;

Intuita l’importanza del teatro Operativo Siciliano, il 29 giugno 1940 il Comando Difesa Marittima di Messina venne elevato a Comando Militare Marittimo Autonomo dopo i necessari lavori di ammodernamento ed ampliamento della Base Navale, delle banchine e posto alle dipendenze dell’Ammiraglio di Divisione Pietro Barone.La nuova rimodulazione garantì la dipendenza dei Comandi Marina di Catania, Palermo, Porto Empedocle e Pantelleria nonchè le Piazze Marittime di Trapani ed Augusta-Siracusa, nate con il decreto di Supermarina in data 24 settembre 1941.

Con lo sbarco degli Anglo Americani in Sicilia, il 10 Agosto 1943, il Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia venne inizialmente spostato in Calabria e, il 12 agosto del medesimo anno, soppresso.

Il 29 aprile 1944, il Ministero della Marina assegnava all’Ispettorato per i Servizi della R. Marina il nuovo indirizzo telegrafico convenzionale “Marisicilia”. Successivamente, l’Ispettorato dei Servizi per la R. Marina in Sicilia veniva rimodulato, a partire dal 27 aprile, in Comando Superiore dei Servizi della R. Marina in Sicilia, alle cui dipendenze vennero posti i Comandi Marina di Messina, il Gruppo Navi di Augusta e il ricostituito Comando Marina di Trapani.

Con il trasferimento a Messina dell’Ispettorato, che fino ad allora si trovava a bordo della R. Nave Abbazia, venne altresì rimodulato il nuovo indirizzo telegrafico, in “Marisicilia – Messina”.

Il 15 maggio 1945 venne riassunta la tradizionale denominazione di Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia, riprendendo la propria originaria prerogativa funzionale sul Territorio di pertinenza.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la Marina, devastata dalla durata e dall’intensità del conflitto, versava in condizioni drammatiche, con infrastrutture ed installazioni in gran parte inutilizzabili e con i porti minati o ingombri di relitti affondati.

 

                      Porto di Messina durante i bombardamenti - 1943

 Nel medesimo periodo, la Regia Marina assunse la denominazione di Marina Militare ed avviò una lunga e complessa fase di ricostruzione. Il primo ostacolo da superare nell’immediato dopoguerra oltre alla ricostruzione delle strutture danneggiate, fu rappresentato dalla necessità oggettiva di porre in sicurezza gli spazi marittimi ed i canali navigabili, infestati da mine ed ordigni estremamente insidiosi e pericolosi da rimuovere.

 

                                                  Augusta, Banchina Torpediniere - 1958

 Il 1 agosto 1956, nell’area di Augusta denominata Terravecchia, venne costituito il Primo Nucleo Elicotteri,  primo esempio al mondo di Aviazione ad ala rotante imbarcata su Unità Navali con i velivoli AB-47J.

Contestualmente, nel 1956, in esito agli accordi internazionali e in base al programma "M.D.A.P." (Mutual Defence Assistance Program), vennero trasferite dagli Stati Uniti quattro Unità tipo M.S.O. (Mine Sweeper Ocean), successivamente ridenominate Salmone, Storione, Squalo e Sgombro, dislocate nella Base Navale di Messina e raggruppate nella 61^ Squadriglia Dragamine d’altura. Nel corso dei successivi anni si aggiunsero le nuove Unità tipo A.M.S. (Auxiliary Minesweeper Series) che formarono la 53^ Squadriglia, composta dai Dragamine costieri Gelsomino, Giaggiolo, Vischio, Timoe, dal 1975,  la 74^ Squadriglia composta dai Dragamine  Aragosta, Astice, Mitilo, Polipo, Porpora.

 

Dragamine ormeggiati in Banchina SanSalvatore
all’interno della Base Navale di Messina  1970

 

Il 13 febbraio 1963, nacque la Stazione Elicotteri di Catania (Maristaeli Catania) presso la quale vennero trasferiti i velivoli provenienti dal Primo Nucleo Elicotteri di MARIELIPORT AUGUSTA, consolidando ulteriormente la presenza della Marina Militare a Catania.

 


Nel luglio del 1971, il Secondo Gruppo Sommergibili (GRUPSOM Due), costituito inizialmente a La Spezia nel 1968 con i piccoli 4 battelli Classe “Toti”, venne trasferito ad Augusta.

 

B​attelli Italiani presso la Banchina Sommergibili dell’Arsenale Militare di Augusta

Il 27 giugno dell’anno seguente, presso la Base aerea di Sigonella (CT), atterrava il primo nuovo velivolo Br. 1150 Atlantic “41-70” proveniente da Tolosa (Francia) ed assegnato all’88° Gruppo del 41° Stormo Antisommergibili che avrebbe rappresentato, nei successivi 40 anni, l’ossatura del Pattugliamento Aeromarittimo in Mediterraneo.

Nella Base Navale di Messina invece, oltre al Naviglio per le Contromisure Mine che operò nei bacini Nazionali e nel Mediterraneo contribuendo a rimuovere migliaia di ordigni, furono altresì dislocate nei primi anni ’90 le Unità Ausiliarie tipo Moto Trasporto Fari, le Rifornitrici Classe Brenta, Adige, Piave, la Nave Appoggio Proteo oltreché il Comando Squadriglia Pattugliatori (COMSQUAPAT) con le Unità Classe Costellazioni Cassiopea, Libra, Spica e Vega; quest’ultimo Comando, fece ritorno ad Augusta alla fine dell’anno 1999.

Il Comsquadrag 53 ed i Cacciamine dipendenti, vennero invece trasferiti nella sede di La Spezia in data 01 febbraio 1999.

Il 1 novembre 2002, venne soppresso il Comando Marina di Augusta e le relative funzioni assorbite dal Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia, ora trasferitosi dalla sede di Messina continuando a svolgere i compiti Istituzionali all’interno della propria Giurisdizione in Sicilia, Isole Minori e Calabria. Il nuovo indirizzo telegrafico venne quindi ridenominato“Marisicilia Augusta” ed il Distaccamento M.M. venne riconfigurato in Comando Servizi Base Augusta.

Ultimo atto di uno sviluppo in senso operativo-logistico delle esigenze di una base come produttrice di servizi per le Unità Navali e per il territorio, il Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia viene riconfigurato in Comando Marittimo Sicilia ed il Comando Servizi Base Augusta viene ora soppresso in data 31 marzo 2014.