Bollettini di guerra - Azioni navali nel aprile 1916

3 aprile


IsonzoVerso le ore 15.30 di oggi sono comparsi su Ancona cinque idrovolanti nemici appoggiati a due siluranti tenutesi sempre molto al largo. Attaccati dalle batterie antiaeree di un treno armato e da quattro nostri aeroplani, gli idrovolanti si sono allontanati, ma tre di essi sono stati abbattuti. Uno, l’L. S. 71, è caduto in mare ed è stato catturato; un secondo, pure caduto in mare, è bruciato e un terzo è affondato, mentre era trasportato nel porto.

 

12 aprile


Nave BronzettiDue nostri idrovolanti, dopo aver bombardato nel Basso Adriatico un punto della costa nemica e messo in fuga gli uomini che ne erano a guardia, sono scesi in mare ed hanno approdato. I quattro Ufficiali che erano a bordo degli idrovolanti, discesi a terra, hanno incendiata la cassetta che serviva da stazione di segnali, due casotti, due casotti, la palificazione telegrafica, hanno fatto esplodere un piccolo deposito di munizioni, messo a fuoco alcuni mucchi di carbone, distrutto il pontile, e quindi si sono imbarcati sugli apparecchi ed a volo sono rientrati nelle loro basi.

 

12 aprile


Sommergibile X1Nell’Alto Adriatico un nostro dirigibile ha gettato 500 chilogrammi di esplosivi sulla ferrovia di Nabresina. Tutte le bombe sono scoppiate. L’aeronave ha fatto ritorno incolume, nonostante il vivo fuoco delle artiglierie nemiche.

 

12 aprile


Macchi L1Nell’Alto Adriatico le batterie antiaeree della Regia Marina hanno abbattuto un idrovolante nemico. I due Ufficiali che lo montavano sono stati fatti prigionieri.

 

17 aprile


Macchi L1Un nostro idrovolante e tre francesi, scortati da nostre torpediniere, bombardarono efficacemente punti di importanza militare presso Trieste, e ritornarono incolumi, malgrado il vivo fuoco del nemico. Quattro idrovolanti austriaci che vanamente tentavano offendere le torpediniere di scorta, mentre esse erano sulla via del ritorno, contrattaccati da tre aeroplani nazionali furono costretti ad allontanarsi.

 

18 aprile


Macchi L1Nella notte velivoli nemici si sono avvicinati a Venezia, ma non hanno portato a fondo l’attacco sulla città per il nutrito fuoco delle nostre batterie antiaeree litoranee. Uno di essi, un idrovolante, obbligato a scendere in mare, è stato da noi catturato e sono stati fatti prigionieri l’Ufficiale di marina ed il volontario motorista che lo guidavano.