Bollettini di guerra - Azioni navali nel febbraio 1916

24 febbraio


Esodo SerbiDalla metà di dicembre ad oggi sono stati trasportati dall’una all’altra sponda del Basso Adriatico, sotto la scorta di unità della nostra flotta e di navi alleate a questa aggregate, 260.000 uomini e considerevole numero di quadrupedi con un movimento complessivo di 250 piroscafi.
Sono stati altresì contemporaneamente trasportati materiali per 300.000 quintali, impiegando 100 piroscafi, la maggior parte dei quali, per poter avvicinare l’opposta sponda adriatica, di modesto tonnellaggio. Sotto la scorta di navi italiane e alleate hanno nel medesimo periodo per sei volte compiuto lo stesso tragitto regnanti o principi di case estere e con maggior frequenza ministri e autorità politiche, militari e civili straniere.
Il nemico ha cercato di ostacolare il vasto e complesso movimento con attività continua di mezzi aerei, col minare zone acquee, col tentare spesse volte di entrare in azione mediante squadriglie di cacciatorpediniere appoggiati ad esploratori o incrociatori, e infine con 19 attacchi portati a fondo con sommergibili.
Tutti questi tentativi, nonostante che le operazioni si fossero svolte in uno spazio acqueo ristretto, o su rotte, o verso punti di approdo necessariamente obbligati, sono stati costantemente mandati a vuoto dal naviglio di scorta. Cosicché, oltre i lievi incidenti riferiti in precedenti comunicati, non devesi registrare che l’affondamento di tre piccoli piroscafi, due dei quali per urto contro mine, e il terzo per siluramento avvenuto quando già erano state compiute le operazioni di scarico. Ad ogni modo non un solo soldato serbo è perito in mare.
Le nostre navi e quelle alleate hanno, ogni qual volta è stato loro consentito dalle circostanze, decisamente ed efficacemente contrattaccato il nemico.
Nei primi giorni di gennaio un sommergibile austriaco è stato affondato, due altri con ogni probabilità sono andati perduti in quegli stessi giorni, ed un idrovolante nemico è stato recuperato nei pressi di Valona.

 

26 febbraio


Esodo SerbiLa difficile operazione dello sgombero delle truppe serbe, montenegrine ed albanesi dal territorio dell’Albania è ormai compiuta. 260.895 uomini, 10.153 quadrupedi e 68 pezzi di artiglieria, senza alcuna minima perdita, sono stati raccolti, vettovagliati e trasportati attraverso le più gravi difficoltà logistiche e marittime grazie all’azione congiunta della nostra Marina, di quelle alleate e dei distaccamenti di nostre truppe opportunamente dislocati lungo la costa albanese.
Ultimato lo sgombero con la partenza da Durazzo del Governo albanese, anche la nostra brigata colà distaccata ha iniziato, malgrado gli attacchi di ingenti forze nemiche, il suo ripiegamento secondo il piano prestabilito.
Le operazioni d’imbarco, sebbene gravemente contrastate dalle condizioni del mare, procedono sotto la valida protezione delle navi e dei cacciatorpediniere.
Negli aspri combattimenti valorosamente sostenuti dalle nostre forze, le perdite inflitte al nemico superano di gran lunga quelle da noi sopportate.

 

27 febbraio


Esodo SerbiNonostante il maltempo che ancora dura nel basso adriatico, e dopo che nostre navi ebbero ridotto al silenzio batterie nemiche e tenuto sotto il loro fuoco le vie litoranee, tutte le truppe italiane temporaneamente dislocate a Durazzo per proteggere lo sgombero dei Serbi, Montenegrini ed Albanesi, sono state imbarcate, e, senza incidenti di sorta, trasportate nella nostra base di Valona. Il materiale bellico ancora efficiente è stato pure imbarcato e quello antiquato, o mal ridotto, inutilizzato e distrutto.

 

27 febbraio


Luigi di Savoia Il Comandante in Capo dell’Armata Navale, Sua Altezza Reale Luigi di Savoia a S.E. Ammiraglio Cutinelli - Comandante in Capo 2^ Squadra Navale - e agli Ufficiali dipendenti che sulle navi e a terra hanno diretto e preso parte, alle operazioni che si sono svolte a Durazzo in contrastate condizioni marinaresche e militari, rivolge il suo sincero elogio “lieto che il buon risultato abbia potuto dimostrare anche questa volta che la nostra Marina sa rispondere alla fiducia che in essa ripone il Paese.