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"..L'Amministrazione da me presieduta deve
provvedere alla costruzione di un fabbricato per la sede dei suoi uffici
centrali. Tale fabbricato, oltre che rispondere alle esigenze dei vari
servizi di questa Amministrazione, dovrà anche soddisfare quelle
dell'estetica in relazione alla specie degli uffici che vi si devono
sistemare, ed in armonia agli importanti edifici pubblici della capitale..".
Così scriveva il 18 dicembre 1911 l'allora Ministro della Marina al
Consigliere per l'edilizia del Presidente del Consiglio di quell'epoca,
Antonio Giolitti, ed è così che la nuova sede ministeriale della Marina
Militare trova la sua locazione fuori della seicentesca Porta del Popolo,
sull'attuale Lungotevere delle Navi.
L'Opera è tra le più significative dell'architetto Giulio Magni (Velletri
1859 - Roma 1930), nipote del Valadier. Il progetto, iniziato nel 1912 e
inaugurato il 26 ottobre 1928, attinge al repertorio Liberty romano con
decisa impronta di "michelangiolismo eclettico" con assonanze
proprie del "barocchetto.
Il Palazzo si estende per un area complessiva di 31 mila mq di cui 11.500
coperti e 4.580 a cortili e giardini. Alto 28 e lungo 142 metri, 6 piani e
sotto tetto per l'allocazione di circa 750 ambienti ufficio.
Diceva Michele Vocino nel giorno dell'Inaugurazione: "La Marina,
bisogna pur dirlo a suo vanto, dovunque pone piede, a bordo o a terra, sa
subito lasciare, come può, una certa impronta di signorilità e di
eleganza…".
A conferma di quanto asserito negli anni 30 si trova riscontro nel
propileo d'ingresso arricchito dalle ancore di due corazzate austriache
affondate nella prima guerra mondiale "Viribus Unitis" e "Tegetthoff".
Il prospetto posteriore (Via Flaminia) oltre al giardino all'italiana si
arricchisce di un'artistica cancellata, opera della Società Ciangottini.
La precedente sede era posta nel settecentesco convento di Sant'Agostino,
in Via della Scrofa, espropriato nel 1871.
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