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Accadde il 11 gennaio 1917

Conferenza Navale Interalleata di Londra


L'Inghilterra, in seguito alle gravi perdite di tonnellaggio verificatesi nei due anni precedenti, aveva dirottato il proprio traffico lungo la rotta del Capo, abbandonando il Mediterraneo infestato dai sommergibili tedeschi. La deficienza di mercantili, causata dalla nuova rotta sei volte più lunga, aveva immediatamente provocato una crisi dei rifornimenti diretti in Francia e in Italia.

Per la Francia si trattò di passare al razionamento; per l'Italia, più povera, e che conosceva già il razionamento e il "pane da munizione" nero sin dall'inizio del conflitto, si trattava di ristrettezze ancora più pesanti e di fame vera e propria. Poiché né Parigi né Roma potevano fare a meno del Mediterraneo, non c'erano alternative: bisognava difendere il traffico. La conferenza navale interalleata di Londra dell'11 gennaio 1917 affrontò la questione. Gli italiani, per bocca dell'allora capitano di fregata Alfredo Baistrocchi, il quale aveva studiato il problema sin dal giugno del 1916 su incarico dello Stato Maggiore della Marina, sostennero la necessità di adottare il convogliamento del traffico per proteggerlo. Gli inglesi si opposero perché ritenevano quella soluzione antiquata e inattuabile. I francesi, come sempre, si accodarono a Londra.

Baistrocchi, a questo punto, annunciò che l'Italia avrebbe protetto le proprie aree di competenza nel Mediterraneo passando senz'altro al convogliamento. Gli inglesi e i francesi ritenevano impossibile questa soluzione perché la Regia Marina non aveva semplicemente il naviglio necessario. Invece, sin dal successivo 1 febbraio 1917, non soltanto fu istituito l'Ispettorato per la Difesa del Traffico Nazionale (IDTN), ma i convogli furono formati.