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Andrea Doria
Incrociatore lanciamissili e portaelicotteri 



Profilo e pianta


Foto ufficiale


Alla fonda a Taranto 


Cantiere:

Tirreno -Riva Trigoso
Impostazione: 1958
Varo: 1963
Completamento: 1964
Radiazione: 1992

Dislocamento:

Normale: 6.000 Tonn.
Pieno carico: 6.500 Tonn.

Dimensioni:

Lunghezza: 149,3 (f.t.) mt.
Larghezza: 17,2 mt.
Immersione: 4,9 mt.

Apparato motore:

4 caldaie
2 turbine
2 eliche
Potenza: 60.000 HP

Velocità:

31 nodi

Combustibile:

1100 t di nafta

Autonomia:

6000 miglia a 15 nodi

Armamento:

1 lanciamissile binato "Terrier"
8 pezzi da 76/62 mm.
6 tubi lanciasiluri a.s.
4 elicotteri

Equipaggio:

500

Costituiva una classe, di 2 unità, assieme alla gemella Caio Duilio.

Tipo di unità di nuova concezione adatto per le scorte antiaereo e antisom di formazioni navali, impostato presso i Cantieri del Tirreno di Riva Trigoso l'11 maggio 1958, fu frutto di una discussa fiducia della N.A.T.O. e degli USA verso le istituzioni italiane nel più difficile periodo della "guerra fredda" tra il blocco occidentale e quello sovietico.

Sebbene sufficienti ad assicurare una cooperazione con le forze multinazionali N.A.T.O., le unità di questa classe si presentavano carenti in quanto prive di sistemi automatizzati di comando e controllo. L'unità, insieme alla gemella, venne dunque ammodernata con l'installazione dei primi sistemi automatici della direzione delle operazioni di combattimento (S.A.D.O.C. - 1). 

La sua attività operativa fu molto intensa e ricca di eventi. Varata il 27 febbraio 1963, ebbe per madrina la Sig.ra Teresa Cavagnari, vedova dell'Ammiraglio d'Armata Domenico Cavagnari. Ricevuta la bandiera di combattimento dall'Ammiraglio Mario Bussola a nome del personale della precedente Andrea Doria, il 3 agosto 1964, dopo il primo lancio missilistico, l'Unità prese il mare per una campagna addestrativa in estremo oriente in occasione delle Olimpiadi di Tokio con il rientro il 5 dicembre dopo aver percorso 22.294 miglia al comando del Capitano di Vascello Giuseppe Galluccio.

Successivamente un'altra crociera di 13.010 miglia in sud america al comando del Capitano di Vascello Claudio Celli, quindi per la prima volta a Taranto il 19 gennaio del 1965 per addestramento di team. Da quella data la prestigiosa Unità ha scorazzato in lungo e in largo per il Mediterraneo partecipando alle più complesse esercitazioni nazionali ed interalleate come le Down Patrol e Quick Draw e, in particolare, le complesse Iles d'Or, tra le quali quella del 1973 che le fece meritare il riconoscimento di "Nave dell'Anno".

Durante la sosta lavori dal 1976 al 1978 l'apparato motore venne convertito da nafta a gasolio e venne effettuata la standardizzazione del sistema missilistico. Nel 1979 fu di nuovo in estremo oriente con le Navi Vittorio Veneto e Stromboli per una operazione umanitaria a favore dei profughi vietnamitied infine nel 1980 nelle acque del Tirreno partecipò alle operazioni di ricerca e soccorso del DC-9 dell'Itavia precipitato nei pressi di Ustica. Il 29 novembre 1980 è a Napoli per soccorrere le popolazioni colpite dal terremoto dell'Irpinia.

Trasferita di sede da La Spezia a taranto assunse il compito di sede di comando della 2a Divisione Navale partecipando alle missioni operative Libano 2 del 1984, in supporto al contingente terrestre italiano inquadrato nella Forza Multinazionale di Pace e Girasole del 1986 in occasione della crisi italo-libica.

L'11 settembre 1992 uscì in mare per l'ultima volta con a bordo lo staff della 2a Divisione Navale ed al rientro iniziò il processo di disarmo con alle spalle un totale di 577.00 miglia percorse in tutti i mari del mondo.

Il 30 settembre, al posto di ormeggio n. 23 della Stazione Torpediniere di Taranto, si svolse la cerimonia dell'ultimo Ammaina Bandiera presieduta dall'allora Comandante in Capo del Dipartimento M.M. dello Jonio e del Canale d'Otranto, Ammiraglio di Squadra Alfeo Battelli, alla quale parteciparono gran parte dei 30 Ufficiali che si erano avvicendati al comando del prestigioso bastimento nel corso della lunga ed impegnativa attività.