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Caio Duilio
Corazzata 



Profilo e pianta


Il varo - 8 maggio 1876


La Spezia: appena entrata in servizio 


Foto ufficiale 


Cantiere:

Castellammare di Stabia
Impostazione: 24.04.1873
Varo: 8.05.1876
Completamento: 6.01.1880
Radiazione: 27.06.1909

Dislocamento:

Normale: 11.138 t
Pieno carico: 12.265 t

Dimensioni:

Lunghezza: 109,2 ( f.t.) - 103,5 ( pp.) m
Larghezza: 19,7 m
Immersione: 8,8 m

Apparato motore:

8 caldaie ovali
2 motrici verticali a doppia espansione
Potenza: 7.710 HP
n. 2 eliche

Velocità:

15 nodi

Combustibile:

1.000 t di carbone

Autonomia:

2875 miglia a 13 nodi

Protezione:

Verticale (galleggiamento) : max. 550 mm
Orizzontale: max. 50 mm + 30 mm
Artiglierie: torri g.c. max. 250 mm; barbette g.c. max. 450 mm
Ridotto: max. 400 mm
Torrione: max.350 mm

Armamento:

4 pezzi da 450/20 mm.
3 pezzi da 120 mm
2 pezzi da 75 mm.
8 pezzi da 57 mm.
22 pezzi da 37 mm.
3 tubi lanciasiluri

Equipaggio:

420 (26 Ufficiali - 394 marinai)

Costituiva una classe, di 2 unità, assieme alla gemella Enrico Dandolo
Costruite su progetto elaborato dal Direttore del Genio Navale Benedetto Brin, quando ultimate, vennero considerate da parte delle marine del tempo, come le unità navali da guerra più potenti dell'epoca.
Lo scafo, costruito in ferro, annoverava, in prossimità del dritto di prora uno sperone, interamente sommerso, di oltre 4 metri. Le due corazzate risultavano molto basse sull'acqua (circa 3 metri sopra la linea di galleggiamento) e disponevano di un ponte di comando allocato alla base dell’albero maestro, utilizzato per compiti di segnalazione ed osservazione, posto tra i due fumaioli. A poppa si trovavano ubicate le sovrastrutture destinate agli ufficiali, mentre l'equipaggio veniva alloggiato sotto coperta. Nella estrema poppa della Caio Duilio venne ricavato un compartimento, cui si accedeva a mezzo di una porta stagna azionata a pressione idraulica, per l’alloggiamento di una piccola torpediniera in cui trovò asilo per breve tempo, nel corso del 1885, la torpediniera Clio imbarcata insieme alle siluranti Locusta e Cicala che, diversamente, trovarono sistemazione sul ponte di coperta. La nave non fu mai impiegata in operazioni belliche ma svolse diverse crociere ed esercitazioni nel Mediterraneo sia centrale che orientale. In particolare nel marzo del 1889 venne inviata in missione speciale nelle acque di Bengasi con compiti di supporto alle autorità consolari italiane e ciò al fine di ristabilire il prestigio dovuto alla nostra bandiera. Nell’ottobre del 1890, mentre si trovava impegnata in esercitazioni con la Squadra Navale, venne chiamata in soccorso della corazzata Ruggiero di Lauria colpita violentemente da un ciclone che causò nell’occasione la perdita della torpediniera 105 S. Dal 1900 al 1906 fu impiegata come nave scuola timonieri e mozzi e come unità per la difesa locale di basi navali. Dopo essere stata posta in disarmo nel corso del 1906, con Regio Decreto del 27.06.1909, la Caio Duilio venne quindi radiata dal quadro del naviglio per essere successivamente iscritta, con Decreto Ministeriale del 15.07.1909, nel ruolo dei galleggianti venendo il suo scafo utilizzato per diversi anni come deposito combustibile.