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Conte di Cavour
Nave da battaglia 



Profilo e pianta


6.4.1915: consegna della
bandiera da combattimento


Vista dall'alto


Foto Ufficiale


 


Cantiere:

Arsenale di La Spezia
Impostazione: 1910
Varo: 1911
Completamento: 1915
In ricostruzione: 1933

Dislocamento:

Normale: 23.088 Tonn.
Pieno carico: 25.086 Tonn.

Dimensioni:

Lunghezza: 176,1 ( f.t.) - 168,9 ( pp.) mt.
Larghezza: 28 mt.
Immersione: 9,4 mt.

Apparato motore:

20 caldaie
3 turbine
4 eliche
Potenza: 31.000 HP

Velocità:

21,5 nodi

Combustibile:

570 Tonn. di carbone
350 Tonn. di nafta

Autonomia:

4.800 miglia a 10 nodi

Protezione:

Verticale: 250 mm.
Orizzontale: 111 mm.
Artiglierie: 280 mm.
Torrione: 280 mm.

Armamento:

13 pezzi da 305/46  mm.
18 pezzi da 120/50 mm.
16 pezzi da 76/50 mm.
6 pezzi da 76/40 mm.
3  tubi lanciasiluri da 450 mm.

Equipaggio:

1000

Costituiva una classe, di 3 unità, assieme alle gemelle Giulio Cesare e Leonardo da Vinci.

Costruita su progetto elaborato dal Generale Masdea. All'atto dell'entrata in servizio fu trasferita a Taranto in previsione dell'imminente inizio delle ostilità contro l'Austria-Ungheria. Allo scoppio della guerra il 24 maggio 1915, divenne la nave di bandiera del Vice-ammiraglio Luigi Amedeo di Savoia. L'attività durante la guerra fu praticamente assente per mancanza di possibilità d'incontro con l'avversario effettuando principalmente uscite in mare per esercitazioni per un totale di 966 ore di moto a fronte di sole 40 di moto per 3 incruente missioni di guerra.
Alla fine della guerra venne destinata ad una missione politico-navale di propaganda in America del Nord toccando i porti di Gibilterra, Ponta Delgada, Fayal, Halifax, Boston, Newport, Topkinsville, New York, Filadelphia, Annapolis, Hampton Roads.
Accompagnò il Re Vittorio Emanuele nell'estate del 1922 in una crociera in Adriatico per visitare le città redente ed il capo del governo Benito Mussolini, nell'aprile del 1925, quando si recò a Tripoli.

Il 12 maggio 1928 fu posta in disarmo a Taranto e dopo 5 anni, nell'ottobre del 1933 fu trasferita a Trieste per essere sottoposta a grandi lavori di trasformazione.