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Giulio Cesare
Nave da battaglia 



Profilo e pianta


All'uscita dopo i lavori di ammodernamento

 
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Alla fonda a Taranto


In accostata


Novembre 1948: prima del trasferimento in URSS


Cantiere:

Tirreno - Genova
Impostazione: Ricostruita
Varo: Ricostruita
Completamento: 1937
Radiazione: 1948

Dislocamento:

Normale: 28.800 Tonn.
Pieno carico: 29.100 Tonn.

Dimensioni:

Lunghezza: 186,4 ( f.t.) - 168,9 ( pp.) mt.
Larghezza: 28 mt.
Immersione: 10,4 mt.

Apparato motore:

8 caldaie
2 turbine
2 eliche
Potenza: 93.000 HP

Velocità:

28 nodi

Combustibile:

2.500 Tonn. di nafta

Autonomia:

3.100 miglia a 20 nodi

Protezione:

Verticale: 250 mm.
Orizzontale: 135 mm.
Artiglierie: 280 mm.
Torrione: 260 mm.

Armamento:

10 pezzi da 320/44  mm.
12 pezzi da 120/50 mm.
8 pezzi da 100/47 mm.
8 pezzi da 37/54 mm.
12 pezzi da 20/65

Equipaggio:

1236

Apparteneva alla classe Conte di Cavour.

Ricostruita nel periodo 1933 - 1937. Solo il 40 per cento della costruzione originale venne mantenuto; il dislocamento salì a 29.100 tonnellate, la potenza dell'apparato motore fu triplicata così da consentirle una velocità di 28 nodi. Fu potenziato sopratutto l'armamento e venne aumentato anche l'equipaggio. Il 3 giugno del 1937 l'Unità raggiunse Taranto e qui vi rimase sino all'inizio delle ostilità il 10 giugno del 1940, facendo parte della 5a Divisione con l'insegna dell'Ammiraglio di Squadra Inigo Campioni.

Il 9 luglio 1940 partecipò alla battaglia di Punta Stilo dove venne colpita da una granata da 381 sparata dalla nave inglese Warspite. L'equipaggio in quell'occasione si comportò valorosamente, tanto che la bandiera di combattimento dell'Unità fu decorata di Medaglia d'Argento al Valor Militare.

Partecipò successivamente alla battaglia di Capo Teulada del 26 novembre 1940, partecipò alla prima battaglia della Sirte, la sera del 16 dicembre 1941, senza subire danni. L'11 settembre 1943 l'Unità salpò da Pola e diresse, prima a Taranto e poi, in osservanza degli ordini ricevuti a seguito delle clausole armistiziali, per Malta dove rimase sino alla fine della guerra.

In sintesi la nave durante il conflitto effettuò 38 missioni di guerra, di cui 8 per ricerca del nemico, 2 per scorta e protezione del traffico nazionale, 14 per trasferimenti e 14 per esercitazioni, percorrendo in totoale 16.947 miglia e 912 ore di moto.

Il tristissimo 15 dicembre 1949, l'Unità radiata dal quadro del naviglio militare, venne ceduta all'Unione Sovietica in ottemperanza alle clausole del trattato di pace, assumendo provvisoriamente la sigla di Z.11 e poi il nome di Novorossiisk.