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Sezione Sommergibili Ocenici
Classe Brin
Brin (2°)




Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 03.12.1936
Varo: 03.04.1938
In servizio: 30.06.1938
Radiazione: 01.02.1948
Dislocamento: in superficie: 1.016,92 t
in immersione: 1.265,77 t
Dimensioni: Lunghezza: 72,47 m
Larghezza: 6,80 m
Immersione: 4,20 m
Apparato motore:

di superficie:
2 motori Diesel Tosi
Potenza 3.400 hp (2.502 kW)
subacqueo:
2 motori elettrici di propulsione Ansaldo
Potenza 1.300 hp (956 kW)
2 eliche

Velocità: max in superficie: 17,37 nodi
max in immersione: 8,62 nodi
Autonomia:

in superficie 
1.580 miglia a 17 nodi - 5.662 miglia a 8 nodi (in carico normale) 2.861 miglia a 17 nodi - 9.753 miglia a 8 nodi (sovraccarico)
in immersione 
9 miglia a 8,5 nodi - 90 miglia a 4 nodi

Armamento: 4 tls AV da 533 mm
4 tls AD da 533 mm
12 siluri da 533 mm (6 a prora e 6 a poppa) 
1 cannone da 100/43 mm, 230 proiettili
2 mitragliere binate da 13,2 mm, 6.000 proiettili
Profondità di sicurezza: 100 m
Equipaggio: 7 ufficiali, 47 tra sottufficiali e marinai

Costituiva una classe, di 4 unità, assieme ai gemelli Galvani, Guglielmotti, Archimede e Torricelli.
Questa classe fu una derivazione della classe "Archimede" con forme di scafo più affinate che, nonostante un lieve aumento del dislocamento, permisero di ottenere un sensibile aumento di velocità con la stessa potenza motrice.
Nel campo delle armi fu potenziato l'armamento di mitragliere (quattro anziché due 13.2) ed eliminato un cannone; l'unico cannone fu sistemato nella parte poppiera della torretta su una piattaforma girevole formante apparentemente un tutto unico con la falsa torre. In dipendenza soprattutto di tale sistemazione ma anche per la differente forma della prora (cosiddetta "a squalo") e delle sovrastrutture, la sagoma di queste unità si differenziò sensibilmente da quella degli "Archimede" (1°) e degli altri sommergibili in servizio.
Originariamente la classe "Brin" doveva comprendere solo le prime tre unità (Brin, Galvani e Guglielmotti), ma mentre si procedeva alla costruzione di questi ultimi, la Regia Marina cedeva i due battelli della precedente classe "Archimede" alla marina Nazionalista spagnola e sostituiva i battelli consegnati provvedendo a mettere sugli scali ulteriori due unità derivati dal progetti della classe "Brin" (con leggere differenze dimensionali) che mantennero gli stessi nomi dei sommergibili ceduti agli spagnoli, ma non radiate ufficialmente.
L'esperienza d'impiego in oceano di questi sommergibili mise in evidenza alcuni difetti come un rollio troppo molle e una cattiva tenuta al mare con onda nei settori poppieri; insieme con i lavori di modifica della torretta, che durante il conflitto furono effettuati su quasi tutti i sommergibili di costruzione prebellica, a queste unità fu cambiata anche la sistemazione del cannone che venne portato in coperta a proravia della torretta. Nonostante tale importante modifica e nonostante il taglio di una parte dell'avviamento poppiero eccessivamente affinato, i "Brin" continuarono a dimostrare poca attitudine a tenere il mare nei quartieri poppieri e ad essere soggetti ad incappellate dalla poppa, particolarmente dannose per i quadri elettrici dei motori principali ubicati in camera manovra..

Nel 1938 le unità furono poste alle dipendenze del Gruppo Sommergibili di Taranto, riunite nella 44^ Squadriglia alla quale furono temporaneamente aggregati anche Ferraris e Galilei. Nel 1939 la squadriglia, sulle sole cinque unità della classe, nel quadro del riordinamento generale, divenne la 41^; Brine Galvani furono dislocati alle dipendenze della Flottiglia Sommergibili in A.O.I.; il Brin fra giugno e luglio 1939, compì una crociera in Oceano Indiano durante il monsone di sud-ovest per raccogliere elementi circa l'impiego delle armi con mare grosso.
Il Guglielmotti, nello stesso periodo, effettuò una crociera in Atlantico contemporaneamente ad altre unità di classi diverse, per sperimentare varie forme di trasferimento di unità di grande crociera in Oceano.
L'allenamento singolo delle unità fu molto intenso nei mesi immediatamente precedenti l'inizio della guerra e le numerose esercitazioni effettuate, oltre alle crociere citate, fornirono elementi completi per individuare le migliori condizioni d'impiego di tale tipo di battello.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale tutte le unità della classe, ad eccezione del Brin, che era rientrato in Italia per lavori, erano dislocate in Mar Rosso.

Al comando del tenente di vascello Luigi Longanesi Cattani, all'inizio delle ostilità il Brin venne dislocato nel Canale di Sicilia, in pattugliamento offensivo tra l'Isola di Pantelleria e la costa tunisina; rientrò alla base di Augusta il 15 giugno senza essere venuto in contatto con unità avversarie.
Il giorno 18 riprese il mare e nella navigazione verso la zona di agguato fu attaccato con il siluro da un sommergibile avversario; la pronta manovra evitò l'impatto con l'arma.
Dal 21 al 26 giugno rimase in agguato lungo le coste settentrionali di Creta. Nei giorni 9-11 luglio 1940 fece parte di uno sbarramento di sommergibili a levante di Capo Passero subendo, il giorno 9, un attacco aereo respinto dalla pronta reazione delle mitragliere di bordo, che costrinse l'aereo ad allontanarsi, visibilmente danneggiato.
Il 28 ottobre, dopo aver compiuto quattro missioni offensive in Mediterraneo, l'unità salpò da Messina per raggiungere Bordeaux ed il 4 novembre, in immersione, effettuò la traversata dello Stretto di Gibilterra; emerso alle ore 15.30 a circa 2 miglia da Capo Malabata, in acque nazionali spagnole, fu attaccato da due cacciatorpediniere britannici che, pur non facendo uso delle armi perché in acque neutrali, tentarono lo speronamento, senza riuscirvi, mentre il Brin stava ormai per entrare nel porto di Tangeri.
Sostò poi in quel porto per il tempo strettamente necessario per riparare una avaria agli accumulatori e nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, con il sommergibile Bianchi, lasciò Tangeri dirigendo su Bordeaux. All'imboccatura della Gironda ebbe un violento scontro a fuoco con il sommergibile britannico Tuna, che si prolungò a lungo e terminò poi con il lancio di sei siluri da parte del Tuna e di due da parte del Brin, senza conseguenze per entrambe le unità. Poco dopo mezzogiorno del 18 dicembre, il Brin entrò in porto. L'attività in Atlantico del battello si concretizzò in 5 missioni che conseguirono buoni risultati.
Tra le azioni più importanti è da segnalare quella del 13 giugno 1941, al largo delle Azzorre, quando il Brin attaccò in superficie un convoglio; nel breve tempo di un quarto d'ora affondò con il siluro il piroscafo britannico Djukjura di 3460 t ed il piroscafo greco Kyriakides, di 3781 t e probabilmente danneggiò altri due piroscafi, per complessive 3400 t, facenti parte del convoglio "SL 76" diretto dalla Sierra Leone in Gran Bretagna.
Il 20 agosto dello stesso anno partì da Le Verdon per il Mediterraneo ed il 10 settembre raggiunse Messina. Operò poi intensamente, senza ottenere risultati utili.
L'8 settembre l'unità si trovava in mare; in ottemperanza agli ordini diresse su Bona, consegnandosi alle autorità britanniche, che lo inviarono a Malta.
Nell'ottobre rientrò a Taranto e venne sottoposto ad un turno di lavori. Nel maggio 1944 fu inviato a Colombo (Ceylon) dove svolse intensa attività addestrativa per le unità antisom britanniche. Rientrò a Taranto nel dicembre 1945 ed il 1° febbraio 1948 venne radiato e successivamente demolito.
L'attività svolta in Mediterraneo dal Brin fu di 17 missioni offensive e 16 operative di trasferimento tra porti nazionali; furono percorse 26.426 miglia.