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Sezione Sommergibili Ocenici
Classe Brin
Guglielmotti (2°)




Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 03.12.1936
Varo: 11.09.1938
In servizio: 12.10.1938
Affondato: 17.03.1942
Radiazione: 18.10.1946
Dislocamento: in superficie: 1.016,92 t
in immersione: 1.265,77 t
Dimensioni: Lunghezza: 72,47 m
Larghezza: 6,80 m
Immersione: 4,20 m
Apparato motore:

di superficie:
2 motori Diesel Tosi
Potenza 3.400 hp (2.502 kW)
subacqueo:
2 motori elettrici di propulsione Ansaldo
Potenza 1.300 hp (956 kW)
2 eliche

Velocità: max in superficie: 17,37 nodi
max in immersione: 8,62 nodi
Autonomia:

in superficie 
1.580 miglia a 17 nodi - 5.662 miglia a 8 nodi (in carico normale) 2.861 miglia a 17 nodi - 9.753 miglia a 8 nodi (sovraccarico)
in immersione 
9 miglia a 8,5 nodi - 90 miglia a 4 nodi

Armamento: 4 tls AV da 533 mm
4 tls AD da 533 mm
12 siluri da 533 mm (6 a prora e 6 a poppa) 
1 cannone da 100/43 mm, 230 proiettili
2 mitragliere binate da 13,2 mm, 6.000 proiettili
Profondità di sicurezza: 100 m
Equipaggio: 7 ufficiali, 47 tra sottufficiali e marinai

L'unità apparteneva alla classe "Brin".
All'inizio del conflitto il battello era dislocato a Massaua al comando del capitano di corvetta Carlo Tucci, il 21 giugno 1940 si portò presso l'isolotto di Bon Musa Chebir per recuperare l'equipaggio del sommergibile Maccallè che il giorno 15 si era incagliato ed era stato poi autoaffondato dall'equipaggio. Il giorno 22 recuperò 21 uomini, tutti in condizioni fisiche molto gravi ed intossicati dal cloruro di metile fuoriuscito dall'impianto di condizionamento, e rientrò a Massaua.
Operò poi in numerose missioni in Mar Rosso ed il 6 settembre affondò col siluro la petroliera greca Alias di 4008 t.
In previsione della caduta di Massaua il Guglielmotti, al comando del capitano di fregata Gino Spagone, fu dislocato a Bordeaux, dove arrivò il 6 maggio 1941.
Dopo un lungo periodo di lavori, il 22 settembre salpò da questa base; il 30 attraversò lo Stretto di Gibilterra, in superficie, ed il 16 ottobre arrivò a Messina.
Trasferito a Taranto e sottoposto a radicali lavori, il 15 marzo 1942, al comando del tenente di vascello Federico Tamburini, salpò per Cagliari, sua nuova sede operativa. Il mattino del 17, alle ore 06.00, a circa 15 miglia a sud di Capo Spartivento calabro, venne silurato ed affondato dal sommergibile britannico Unbeaten.
Non vi furono superstiti. Nell'affondamento perirono 7 ufficiali, 16 sottufficiali e 38 sottocapi e comuni.