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Sezione Sommergibili di media crociera
Classe Vettor Pisani

Vettor Pisani (1°)




Cantiere: C.N.T. Monfalcone, (Trieste)
Impostazione: 18.11.1925
Varo: 24.11.1927
In servizio: 15.06.1929
Radiazione: 01.02.1948
Dislocamento: in superficie: 880,18 t
in immersione: 1.058,10 t
Dimensioni: Lunghezza: 68,2 m
Larghezza: 6,09 m
Immersione: 4,85 m
Apparato motore: di superficie 2 motori Diesel Tosi
Potenza 2.700 hp (1.987,2 kW)
subacqueo 2 motori elettrici di propulsione C.G.E.
Potenza 1.100 hp (809,6 kW)
2 eliche
Velocità: max in superficie: 17,3 nodi iniziali e 15,0 nodi effettivi dopo l'applicazione delle controcarene
max in immersione: 9,2 nodi iniziali e 8,2 nodi effettivi dopo l'applicazione delle controcarene
Autonomia: in superficie 1.600 miglia a 17 nodi - 4.200 miglia a 9 nodi (carico normale)
in immersione 8,2 miglia a 8,2 nodi - 70 miglia a 4 nodi
Armamento: 4 tls AV da 533 mm
2 tls AD da 533 mm
10 siluri da 533 mm (6 a prora e 4 a poppa)
1 cannone da 102/35 mm, 168 proiettili
2 mitragliere singole da 13,2 mm, 3.000 proiettili
Profondità di collaudo: 100 m
Equipaggio: 5 ufficiali, 44 tra sottufficiali e marinai

Costituiva una classe, di 4 unità, assieme ai gemelli Colonna, Bausan, e Des Geneys. Quasi contemporaneamente alla progettazione delle unità tipo Mameli da parte dell'ing. Cavallini, la Marina affidò al generale g.n. Bernardis l'incarico di progettare un altro tipo di sommergibile di medio tonnellaggio. Nacque così il tipo detto a semplice scafo, anch'esso tutto a sezioni circolari con calotte semisferiche estreme, che si differenziava dallo scafo tipo "Cavallini" perché aveva i doppi fondi principali, resistenti e centrali, nell'interno dello scafo.
Lo sviluppo che ebbero in seguito le unità di tipo "Bernardis" portò a modifiche del progetto iniziale; nella Marina Italiana furono comunque denominati tipo "Bernardis" i sommergibili succeduti ai "Pisani" e tipo "Cavallini" quelli che derivarono dai "Mameli".
Come già accennato lo scafo di queste unità, cilindrico nella sua parte centrale, era raccordato con due tronchi di cono che terminavano con calotte semisferiche dalle quali partivano gli avviamenti leggeri esterni. I doppi fondi principali erano contenuti fra lo scafo e un cilindro interno resistente interessante la sola parte centrale del sommergibile; nell'interno dei doppi fondi erano ricavate le casse emersione, rapida e compenso; anche i depositi combustibili erano tutti interni allo scafo resistente.
La particolare struttura centrale di questo tipo di sommergibile ne accresceva sensibilmente la robustezza longitudinale aumentando altresì la sicurezza della camera manovra contro gli investimenti, gli urti e gli scoppi di bombe subacquee.
Ma dalle prove effettuate emerse subito che questi battelli avevano una deficiente stabilità trasversale; deficienza che non poté essere eliminata con variazioni di pesi e di sistemazioni interne: fu perciò necessario rivedere e modificare radicalmente il progetto iniziale. Le modificazioni implicarono la sistemazione di due controcarene esterne all'altezza del bagnasciuga così da aumentare decisamente l'area di galleggiamento nella parte centrale del sommergibile; l'interno delle controcarene venne adibito a doppi fondi laterali resistenti e, in parte, a depositi leggeri di combustibile; conseguentemente furono modificate molte sistemazioni di bordo e lo stesso dosaggio del sommergibile dovette essere completamente riveduto.
Nei progetti "Bernardis" che seguirono quello dei "Pisani" le contro-carene furono poi sempre mantenute: divennero anzi una delle caratteristiche di questo tipo di sommergibile.
I "Pisani", oltre alla deficienza già segnalata, non fornirono prestazioni molto soddisfacenti; la loro attività fu spesso limitata da avarie di vario genere, proprie dei prototipi non perfettamente indovinati; allo scoppio del secondo conflitto mondiale la loro efficienza bellica era molto ridotta; furono perciò ben presto tolti dal nucleo delle unità operanti.
Lo sviluppo dei sommergibili tipo "Bernardis" imponeva quindi di apportare sensibili migliorie al progetto dei "Pisani" fruendo sia della esperienza acquisita che di quelle migliori apparecchiature che l'industria andava perfezionando.

Le unità formarono la 5^ Squadriglia di Media Crociera con base Napoli ove ultimarono le prove ed iniziarono il normale addestramento.
Nel 1930 il Pisani effettuò una crociera di prova in Atlantico toccando Las Palmas ed alcuni porti spagnoli sulle rotte di rientro. Tutta la squadriglia, sempre nel 1930, compì un lungo giro in Mediterraneo, toccando porti della Grecia e le isole del Dodecanneso; il Colonna si spinse fino a Porto Said rientrando poi via Tripoli.
Nel 1935 la squadriglia venne trasferita a La Spezia alle dipendenze del 1° Gruppo Sommergibili e nel 1936 fu destinata a Lero ove formò la 2^ Squadriglia del Sesto Gruppo Sommergibili.
Durante la guerra di Spagna Colonna, Des Geneys e Pisani effettuarono ciascuno una missione speciale per la durata complessiva di 41 giorni.
Nel 1938 i Pisani passarono alle dipendenze del 3° Gruppo Sommergibili (Messina) costituendo la 31^ Squadriglia.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale le unità effettuarono alcune brevi missioni di guerra senza partecipare ad azioni belliche; essendo la loro efficienza molto scaduta furono però quasi subito tolte dal nucleo dei sommergibili operanti e inviate a Pola per la Scuola sommergibili, ad eccezione del Colonna che venne destinato a missioni di agguato protettivo, prima nel Golfo di Napoli e poi in quello di Genova, finché nel giugno 1942 fu posto in disarmo e adibito a pontone di carica nel porto di Genova.
Le unità destinate alla Scuola Sommergibili disimpegnarono notevole attività addestrativa che incise ulteriormente sulla loro efficienza tanto che nella primavera del 1942 Bausan e Des Geneysvennero posti in disarmo e adibiti, il primo a deposito combustibile (con sigla G.R. 251) ed il secondo a pontone di carica.
Il Pisani, in migliori condizioni generali d'efficienza, continuò invece a prestare utile servizio fra Pola e Fiume per la Scuola Sommergibili; all'armistizio del settembre 1943 raggiunse Taranto, effettuò importanti lavori a Napoli e poi tornò a Taranto nel marzo 1944 per essere impiegato in esercitazioni ecogoniometriche, principalmente con unità italiane di superficie, ed effettuare uscite per gli allievi delle Scuole fino alla fine del conflitto. L'unità non fu quindi più impiegata.

All'inizio del secondo conflitto mondiale il "Pisani", al comando del capitano di corvetta Bruno Zelick, operò in missioni esplorative e di agguato. La sua prima missione ebbe inizio il 19 giugno 1940 nelle acque a ponente di Malta: la seconda, nella seconda decade di luglio.
Verso la fine del 1940 l'unita venne trasferita a Pola, per l'addestramento degli allievi della Scuola Sommergibili, dove svolse anche attività antisom.
Compì, dall'inizio del conflitto all'8 settembre 1943, 12 missioni operative di guerra, 9 trasferimenti tra porti nazionali e 286 uscite per addestramento degli allievi.
All'atto dell'armistizio, l'unità, al comando del capitano di corvetta Mario Resio, in obbedienza agli ordini ricevuti raggiunse Taranto, e in ottobre si trasferì a Napoli, dove giunse il giorno 7.
Nel gennaio 1944 l'unita, al comando del sottotenente di vascello Aldo Andolfi, venne dislocata ad Augusta e nel marzo rientrò a Taranto dove venne impegnata in esercitazioni ecogoniometriche, principalmente con unita di superficie italiane, ed effettuò uscite addestrative per gli allievi della Scuola Sommergibili, fino alla fine del conflitto, al termine del quale cessò ogni attività.