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Sezione Sommergibili di media crociera
Classe Squalo
Squalo (2°)




Cantiere: C.N.T. Monfalcone, (Trieste)
Impostazione: 10.10.1928
Varo: 15.01.1930
In servizio: 11.10.1930
Radiazione: 01.02.1948
Dislocamento: in superficie: 937,65 t
in immersione: 1.146,87 t
Dimensioni: Lunghezza: 69,80 m
Larghezza: 7,18 m
Immersione: 4,45 m
Apparato motore: di superficie 2 motori Diesel FIAT
Potenza 3.000 hp (2.208 kW)
subacqueo 2 motori elettrici di propulsione C.R.D.A.
Potenza 840 hp (618 kW)
2 eliche
Velocità: max in superficie: 15,1 nodi
max in immersione: 8 nodi
Autonomia: in superficie 1.820 miglia a 15,1 nodi - 5.650 miglia a 8 nodi
in immersione 7 miglia a 8 nodi - 100 miglia a 3 nodi
Armamento: 4 tls AV da 533 mm
4 tls AD da 533 mm
12 siluri da 533 mm (6 a prora e 6 a poppa)
1 cannone da 102/35 mm, 150 proiettili
2 mitragliere singole da 13,2 mm, 3.000 proiettili
Profondità di collaudo: 100 m
Equipaggio: 5 ufficiali, 47 tra sottufficiali e marinai

Costituiva una classe, di 4 unità, assieme ai gemelli Narvalo, Delfino, e Tricheco.
Questa classe può essere considerata una seconda serie della classe "Bandiera" (vedi classe "Bandiera") poiché le lievi modifiche apportate in sede di costruzione non furono tali da differenziare sensibilmente le due classi. Si riscontrarono infatti solo minime differenze nel dislocamento e nelle dimensioni principali e qualche diversa sistemazione (mitragliere - torretta).
L'esperienza fatta con i "Pisani" e con i "Bandiera" fu sapientemente sfruttata per avere migliori particolari di allestimento e tutti i vantaggi relativi alla riproduzione in serie.
Le unità dettero in complesso buone prestazioni e superarono brillantemente la prova di una lunga permanenza in Mar Rosso ove alcune di esse prestarono servizio in condizioni particolarmente gravose mantenendosi sempre in ottimo stato di efficienza.


Le unità furono riunite nella 2^ Squadriglia di media crociera di La Spezia alla quale furono temporaneamente aggregate anche altre unità di classi diverse.
La loro attività addestrativa ebbe praticamente inizio nel 1932 con crociere in acque nazionali oltre le normali uscite periodiche di allenamento.
Nel 1933 Delfino e Tricheco compirono una lunga e proficua crociera fino al Mar Nero, via Dodecanneso, toccando Batum, Costanza, Varna ed Istambul sulla via del ritorno.
Nel 1934 le unità furono trasferite a Napoli ove costituirono la 4^ Squadriglia; Tricheco e Delfino effettuarono una seconda lunga crociera all'estero toccando porti della Grecia, del Dodecanneso e del Medio Oriente. Fra il 1935 e il 1938 le unità restarono in gran parte fuori dalle acque metropolitane; Narvalo e Tricheco furono inviati in Mar Rosso ove disimpegnarono un ottimo servizio che valse loro, al rientro, un particolare elogio ministeriale; Squalo e Delfinoalternarono la permanenza nelle acque metropolitane con lunghi periodi trascorsi a Tobruk; poi, a loro volta, si trasferirono in Mar Rosso, nel 1937, per dare il cambio a Narvalo e Tricheco.
Durante la guerra di Spagna Delfino e Tricheco, che si trovavano dislocati in acque metropolitane, efTettuarono ciascuno una misssione speciale per una durata complessiva di un mese.
Nel 1938 gli "Squalo" si riunirono nuovamente nella 33^ Squadriglia del Gruppo di Messina alternando la loro permanenza in quella sede con dislocazioni in Alto Adriatico per lavori presso i cantieri e controlli presso il silurificio di Fiume.
Nel 1940 tutt'e quattro le unità furono poste alle dipendenze del Quinto Gruppo Sommergibili di Lero da dove ebbe inizio la loro attività bellica con missioni di agguato nel Mediterraneo Orientale.
Dopo numerose missioni infruttuose, nella notte del 24 luglio 1941, al comando del T.V. Grion, avvistò al largo della costa cirenaica una grossa petroliera contro la quale lanciò due siluri da una distanza inferiore ai 1.000 metri. L'unità venne colpita, ma, agevolata dalla foschia e dall'oscurità, riuscì a disimpegnarsi. All'inizio del 1942 lo Squalo fu assegnato alla scuola sommergibili di Pola dove svolse attività addestrativa intervallata da numerose missioni protettive antisom nell'Alto Adriatico. L'8 settembre 1943 si recò a Malta. Successivamente, fino alla fine del conflitto, fu impiegato quale unità addestrativa per le navi antisom alleate. Al rientro in patria lo Squalo fu radiato e demolito.