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MAS
Mezzi d'assalto
Siluro San Bartalomeo (S.S.B.)



 


 


Cantiere:

Officina Siluri San Bartolomeo di La Spezia
Impostazione: 1942
Realizzazione: 1943
Perdita: 1945

Dislocamento:

2.200 t

Dimensioni:

Lunghezza: 6,76 m
Diametro: 790 mm

Apparato motore:

1 Motore Elettrico sospeso elasticamente
2 cassoni batterie suddivisi in 2 sottobatterie da 60 elementi.
1 elica
Potenza motore: 7,5 cv
Potenza batterie: 190 ampere a 60 Volts

Velocità:

4 nodi

Autonomia:

10 mgl alla velocità di 3 nodi

Armamento:

1 testa esplosiva normale da 300 kg
1 testa intermedia esplosiva da 400 kg
1 testa doppia da 180/200 kg

Equipaggio:

2

L'impiego degli S.L.C. sia nelle prove che nelle missioni operative, avevano evidenziato tali limitazioni da considerare necessario procedere ad una completa rielaborazione del mezzo. Gli studi tecnici relativi vennero affidati al Maggiore del Genio Navale Mario Maciulli, con la collaborazione del Capitano G.N. Travaglino (responsabile dell'officina segreta S.L.C. sulla"Olterra" e con la consulenza dell'ingegnere Guido Cattaneo della C.A.B.I. di Milano, su specifiche fornite dal Comando della X° Flottiglia MAS, avvalendosi anche della collaborazione fornita dalla Direzione Armi Subacquee dell'Arsenale di La Spezia. Da qui la denominazione ufficiale Siluro San Bartolomeo. Gli unici S.S.B. effettivamente impiegati furono solo quelli di costruzione San Bartolomeo di cui due risultino rimasti a Spezia e uno inviato a Venezia, dove venne ritrovato alla fine della guerra. I due S.S.B. di La Spezia vennero assegnati al "Gruppo Operativo della Castagna" una vecchia batteria posta sul lato occidentale della rada, agli ordini del Tenente di Vascello Augusto Jacobacci già designato per l'operazione contro Gibilterra pianificata per l'ottobre 1943