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Po
ex Wien
Nave Ospedale



 


 


Cantiere:

Cantieri Navali di Trieste
Impostazione. 1910
Varo: 1911
perdita: 1941

Dislocamento:

7289 t.

Dimensioni:

Lunghezza: 134 m
Larghezza: 17 m

Apparato motore:

2 macchine a quadruplice espansione
8 caldaie
2 eliche 
Potenza: 10.000 cv

Velocità:

17 nodi

Equipaggio:

-

Costruito per conto del Lloyd Austriaco con il nome di Wien ed adibito a trasporto passeggeri. Allo scoppio della Prima guerra Mondiale fu requisita dalla Marina Austroungarica e trasformata in nave ospedale. Nel 1917 fu adibita a nave caserma per il personale della Marina tedesca imbarcato sui sommergibili nella base di Pola. Il 1 novembre 1918 fu coinvolta nell'Impresa di Pola compiuta da Rossetti e Paolucci che portò all'affondamento della Viribus Unitis. La seconda mignatta che i due incursori avevano affondata per non farla cadere in mano nemica, dopo essersi adagiata nei pressi della Wien, esplose provocando l'affondamento della nave nel porto di Pola. Nel 1921 venne recuperata dalle autorità Italiane come preda bellica, rinominata Vienna ed iniziò il servizio passeggeri per conto del Lloyd Triestino. Nel 1935 venne ribattezzata Po, e il 21 novembre 1940 fu requisita dalla Regia Marina e trasformata nuovamente in nave ospedale. Dopo aver navigato sul fronte libido da Tripoli a Bengasi, per rimpatriare i feriti della Campagna Nord Africana, fu inviata nel febbraio 1941 nel basso adriatico per prestare soccorso ai feriti provenienti dal settore Greco-Albanese. Svolse un totale di quattordici missioni con il trasporto di 6.600 feriti ed ammalati. Il 14 marzo 1941 si trovava alla fonda nella rada di Valona. Benché munita dei distintivi per il riconoscimento, fu colpita da un siluro sganciato da un aerosilurante Fairey Swordfish della Fleet Air Arm. Affondò in una decina di minuti provocando la morte di 23 persone tra cui tre Crocerossine, Maria Federici, Emma Tramontani e Wanda Secchi, che furono decorate con la Medaglia d'Argento al Valor Militare. A bordo della nave, come Crocerossina, si trovava anche Edda Ciano che si salvò raggiungendo la riva a nuoto.